Emiliano all'AqP: "Nessuna ristrutturazione se non è condivisa da Comuni e Ato"

BRINDISI - La voce grossa del presidente d’Ambito Michele Emiliano tuona infine contro ogni decisione “unilaterale”, per non dire verticistica come dicono i sindacati, di Aqp: niente accorpamento dell’unità territoriale di Brindisi a quella di Taranto, senza che gli enti locali abbiano detto la loro. Il parere del sindaco di Bari si è fatto attendere anche troppo a lungo, quasi due mesi. Invocato, sospirato, caldeggiato dai lavoratori prima, dai sindaci del Brindisino poi, è arrivato infine incisivo e fuor di metafora, in perfetto stile Emiliano, insomma.

Michele Emiliano

BRINDISI - La voce grossa del presidente d’Ambito Michele Emiliano tuona infine contro ogni decisione “unilaterale”, per non dire verticistica come dicono i sindacati, di Aqp: niente accorpamento dell’unità territoriale di Brindisi a quella di Taranto, senza che gli enti locali abbiano detto la loro. Il parere del sindaco di Bari si è fatto attendere anche troppo a lungo, quasi due mesi. Invocato, sospirato, caldeggiato dai lavoratori prima, dai sindaci del Brindisino poi, è arrivato infine incisivo e fuor di metafora, in perfetto stile Emiliano, insomma.

Il sindaco del capoluogo regionale, in veste di presidente, ci tiene a precisare innanzitutto che le decisioni di Aqp, malgrado un mese e passa di querelle a mezzo stampa, e venti su venti delibere di altrettanti comuni, sono arrivate in forma ufficiale sul tavolo del presidente d’Ambito solo a fine agosto, il 28, per l’esattezza. Premesso ciò che c’era da premettere, ossia che “ferma restando l’autonomia del soggetto gestore nell’assunzione di determinazioni relative all’articolazione organizzativa”, Emiliano sottolinea: “questa autorità ritiene necessario, oltre che auspicabile, conoscere le valutazioni compiute secondo il percorso metodologico previsto dal piano d’ambito, il cui scopo è per l’appunto quello di evidenziare le criticità organizzative esistenti in modo da valutare soluzioni gestionali alternative”.

Insomma, per il presidente nulla da eccepire sull’obiettivo comune di “pervenire nel breve-medio periodo ad una riduzione progressiva dei costi gestionali”, ma secondo soluzioni “condivise”, e soprattutto in “considerazione della funzione di rappresentanza e di garanzia degli enti locali consorziati, rivestita da questa Autorità”. La maiuscola, vale di fatto, e di diritto. Tanto quanto la chiosa finale della missiva, in calce alla quale Emiliano chiede “che non sia adottato alcun provvedimento definitivo relativamente alla questione in oggetto, se non dopo aver discusso e condiviso le argomentazioni a supporto in un incontro preliminare con questa Autorità”.

A questo punto arriva, in ultimissima battuta, l’affondo finale: “A tale fine si fa presente che un rinvio nell’assunzione di determinazioni è possibile in considerazione del fatto che nel vigente Piano d’Ambito per i primi anni di gestione non è prevista alcuna variazione strutturale-organizzativa”. Ai distinti saluti del sindaco di Bari, ha fatto eco l’esultanza dei lavoratori e dei sindacati in forza alle unità territoriali di Brindisi e Trani, entrambe a rischio smantellamento.

La risposta di Emiliano, che ha annunciato la convocazione immediata del comitato esecutivo, arriva del tutto tempestivamente, anche data la richiesta sollecitata dal senatore del Pd Salvatore Tomaselli, indirizzata anche a Vendola. Tomaselli auspica che la volontà dei territori, tanto quanto la qualità dei servizi, faccia conto nelle valutazioni del comitato e delle decisioni finali del gestore. Assunti che fanno il paio con quelle di venti comuni, più il comitato Acqua bene comune. Ed è proprio dal comitato che ha promosso la campagna referendaria sulla ripubblicizzazione dell’acqua che viene l’annuncio: contro ogni decisione di Aqp, sono pronti a partire presidi di piazza e assemblee pubbliche. L’Acquedotto, bene comune, non si tocca.

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