"Energia rinnovabile sul sito di Edipower"

BRINDISI – Tra tutti coloro che si sono schierati contro la ristrutturazione e la ripresa produttiva della centrale Edipower di Brindisi Nord – Costa Morena, solo la Provincia di Brindisi e Legambiente hanno però presentato osservazioni, nei termini, al piano dell’azienda.

La centrale Edipower di Brindisi Nord-Costa Morena

BRINDISI – Tra tutti coloro che si sono schierati contro la ristrutturazione e la ripresa produttiva della centrale Edipower di Brindisi Nord – Costa Morena, solo la Provincia di Brindisi e Legambiente hanno però presentato osservazioni, nei termini, al piano dell’azienda. La cosa desta perplessità nel momento in cui proprio il consiglio comunale del capoluogo torna a riunirsi il 17 sul tema del polo energetico, ma in una situazione in cui nessuno ha dato seguito concreto

“Legambiente Brindisi nota che si giunge al consiglio comunale monotematico sull’energia in ordine sparso e che nessuno abbia assunto o richiesto nei tempi prescritti gli atti formali riguardanti la presentazione delle osservazioni sul progetto Edipower - A2A ed il rispetto delle procedure previste dal Patto dei sindaci per l’energia sostenibile in Europa”, fa sapere infatti l’associazione ambientalista.

“In merito alla centrale Brindisi Nord oggi l’unico ‘atto riparatorio’ possibile è quello di concordare con la Regione Puglia e con la Provincia di Brindisi, l’unica che ha presentato, come ha fatto Legambiente, le osservazioni, un’azione comune che porti in conferenza di servizi a formalizzare e sostenere tecnicamente la contrarietà al progetto di co-combustione di carbone e Css”, suggerisce Legambiente.

Circa la proposta di riqualificazione proposta di riqualificazione dell’area della vecchia termoelettrica in caso di dismissione, Legambiente “ribadisce la propria posizione, che prevede di coinvolgere i lavoratori e la società Edipower –A2A nello smantellamento dell’impianto (è anche a carico della stessa la bonifica del sito) e nella realizzazione di un Distretto tecnologico dell’energia rinnovabile che veda un settore di ricerca (facendo in esso confluire i tanti soggetti del territorio, e non solo, che conducono studi e sperimentazioni avanzate anche con il ricorso a nanotecnologie), un settore destinato all’assistenza tecnica ed alla commercializzazione nel campo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza e del risparmio energetico, ed un impianto solare termodinamico da porre al servizio del porto e degli insediamenti civili vicini”.

Infine, Legambiente Brindisi propone anche “di costruire un altro impianto termodinamico, previa verifica della effettiva disponibilità e titolarità dei suoli, nell’area industriale al posto di quello fotovoltaico mai realizzato. Questo impianto dovrebbe fornire energia elettrica alle imprese della zona senza ricorrere a contrattazioni al ribasso, sui costi di fornitura in rete, ma come primo passo della realizzazione di quell’Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata (Apea) che, sulla base dei principi e degli obiettivi di smart economy, veda le imprese protagoniste della gestione della politica industriale sostenibile e non dissipatrici di risorse territoriali o fornitrici di servizi non sempre efficienti”.

 

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