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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Ambiente

Eni pronto a un accordo per bonificare i siti inquinati, e accantona gli investimenti

ROMA - L'Eni ora punta a chiudere con una transazione il contenzioso aperto con il ministero dell'Ambiente per la bonifica di nove siti industriali (Priolo, Napoli Orientale, Brindisi, Pieve Vergonte, Cengio, Crotone, Mantova, Porto Torres e Gela). È quanto emerge dalle comunicazioni sul preconsuntivo 2010 del gruppo in cui si precisa che la proposta di transazione, presentata anche per conto di Syndial (società di servizi), "ha determinato uno stanziamento straordinario al fondo rischi ambientali di 1.109 milioni e per effetto della fiscalità relativa un minor utile netto di 783 milioni".

ROMA - L'Eni ora punta a chiudere con una transazione il contenzioso aperto con il ministero dell'Ambiente per la bonifica di nove siti industriali (Priolo, Napoli Orientale, Brindisi, Pieve Vergonte, Cengio, Crotone, Mantova, Porto Torres e Gela). È quanto emerge dalle comunicazioni sul preconsuntivo 2010 del gruppo in cui si precisa che la proposta di transazione, presentata anche per conto di Syndial (società di servizi), "ha determinato uno stanziamento straordinario al fondo rischi ambientali di 1.109 milioni e per effetto della fiscalità relativa un minor utile netto di 783 milioni".

Con la proposta presentata Eni quantifica in 600 milioni gli investimenti a carattere ambientale previsti nel piano industriale 2011-2014; ribadisce l'impegno alla realizzazione di progetti di bonifica nelle aree di proprietà per un valore complessivo di 1.250 milioni e si rende disponibile al versamento al Ministero dell'Ambiente di 450 milioni a titolo di contributo per gli interventi di bonifica delle aree di proprietà pubblica esterne alle aree di proprietà Eni e delle controllate.

Il gruppo offre infine "la devoluzione gratuita alle amministrazioni competenti di aree industriali per favorire programmi di sviluppo dei territori interessati». Per quanto riguarda lo stanziamento di oltre un miliardo, Eni precisa che, «trattandosi di uno stanziamento non si determinano effetti sull'indebitamento finanziario netto".

Bisognerà dunque verificare a quanto ammonterebbe la quota per il sito di Brindisi. Il problema della contaminazione della falda infatti va ben oltre il perimetro del Petrolchimico consortile. A Brindisi, Eni o Polimeri Europa potrebbero perciò firmare l'Accordo di programma per le le bonifiche, dopo aver opposto ricorsi alla giustizia amministrativa avverso le decisioni della conferenza nazionale dei servizi. A meno che l'obiettivo non sia quello di chiudere l'intera partita a Roma.

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