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Sabato, 4 Dicembre 2021
Ambiente

Fanghi sospetti caricati su un camion nel Petrolchimico. Indagano Digos e Arpa

BRINDISI - La Digos della questura di Brindisi sta svolgendo accertamenti sulle operazioni in corso da venerdì scorso nella zona del Petrolchimico che si affaccia sul porto industriale, nel punto in cui si trovano le condotte di carico e scarico delle acque del dissalatore della fabbrica, utilizzate per i processi industriali. La polizia ha appurato che un grosso carico di fanghi prelevati dai fondali circostanti era stato distribuito in alcune decine di sacchi in materiale sintetico, e poi caricati su un grosso automezzo. Un peso tale che la parte posteriore del pianale ha ceduto.

BRINDISI - La Digos della questura di Brindisi sta svolgendo accertamenti sulle operazioni in corso da venerdì scorso nella zona del Petrolchimico che si affaccia sul porto industriale, nel punto in cui si trovano le condotte di carico e scarico delle acque del dissalatore della fabbrica, utilizzate per i processi industriali. La polizia ha appurato che un grosso carico di fanghi prelevati dai fondali circostanti era stato distribuito in alcune decine di sacchi in materiale sintetico, e poi caricati su un grosso automezzo. Un peso tale che la parte posteriore del pianale ha ceduto.

Gli investigatori sospettano che il materiale che stava per partire non sia solo il risultato della pulizia delle prese a mareIdalle colonie di molluschi che potrebbero parzialmente istruirle, ma anche di un parziale dragaggio, come risultato da una osservazione diretta. E dato che l'area rientra tutta nel sito contaminato di interesse nazionale di Brindisi, è stato dato incarico all'Arpa di analizzare la composizione dei fanghi, per verificare se si tratta di sostanze prelevabili e poi trasportabili con le modalità poc'anzi descritte, e quindi se non fossero necessarie adeguate autorizzazioni. Informando della situazione il pm di turno Myriam Iacoviello, la Digos ha consigliato alle imprese interressate di non spostare nè il camion, nè il suo carico in attesa degli esiti dei testi chimico-fisici e quindi delle decisioni del pm.

I lavori sarebbero iniziati venerdì scorso - come è stato spiegato agli stessi investigatori dalla stessa Polimeri Europa - per liberare i canali di carico e scarico delle condotte di adduzione dai mitili che si formano a ridosso della spiaggia dell'Enichem. Ma di mitili gli agenti della Digos ne hanno trovati ben pochi, al contrario invece della massa di fanghi provenienti, sembrerebbe, da uno scavo di quasi due metri, nemmeno autorizzato. Una quantità di sostanze ancora in corso di identificazione che fino a venerdì venivano stoccate e poi caricate direttamente su camion.

Una cinquantina i sacchi riempiti e accatastati su un camion prima che scattasse il controllo. Sacchi privi di un codice identificativo di rifiuto che deve corrispondere per legge al contenuto. Rifiuti non si sa ancorasdi quale livello di classificazione, così come non è nota la destinazione verso cui avrebbero dovuto intraprendere. Per questo la Digos ha chiesto all'Arpa di effettuare le analisi del caso e chiarirne l'esatta composizione, poi ha provveduto ad identificare tutti gli operai all'opera sul cantiere.

Sentito anche il responsabile ambiente del Petrolchimico che non avrebbe fornito risposte ritenute convincenti. Il dragaggio sarebbe avvenuto senza alcuna autorizzazione, mentre resta sconosciuta anche l'esatta destinazione per lo smaltimento dei fanghi. Ma c'è di più, l'azienda che stava eseguendo i lavori - particolare da accertare - pare non sia nemmeno certificata per lo smaltimento dei rifiuti. Una volta chiarita la composizione, dal blocco temporaneo, il magistrato valuterà se procedere o meno con un provvedimento di sequestro.

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