"Danni Cerano, 500 milioni". Enel stupita

BRINDISI - La Provincia si costituirà parte civile contro l'Enel ed ha già quantificato la somma da chiedere come risarcimento danni: 500 milioni di euro. L'ente ha dato mandato all'avvocato Rosario Almiento di formalizzare la costituzione in giudizio nel processo che vede Enel Produzione Spa ed alcuni suoi dirigenti sotto accusa per i danni causati dalle polveri di carbone ai terreni circostanti la centrale di Cerano.

La centrale di Cerano vista Brindisi

BRINDISI - La Provincia si costituirà parte civile contro l'Enel ed ha già quantificato la somma da chiedere come risarcimento danni: 500 milioni di euro. L'ente ha dato mandato all'avvocato Rosario Almiento di formalizzare la costituzione in giudizio nel processo che vede Enel Produzione Spa ed alcuni suoi dirigenti sotto accusa per i danni causati dalle polveri di carbone ai terreni circostanti la centrale di Cerano.

A proporre alla giunta l'ordine del giorno che suona come una chiamata alle armi é stato proprio il presidente Massimo Ferrarese, patrón della squadra di basket cittadina che da anni porta sulla canotta il marchio dell'Enel come main sponsor. Nessuna risposta ufficiale, per il momento, da parte della società energetica, al comunicato dell'ufficio stampa di Ferrarese.

Ma secondo indiscrezioni i vertici dell'Enel avrebbero appreso con stupore della presa di posizione della Provincia, che reputano infondata (in quanto una iniziativa del genere dovrebbe essere prerogativa del Ministero dell'Ambiente, come prevede l'articolo 14 dell'accordo di programma sulle bonifiche dell'area industriale) e soprattutto inammissibile, posto che anche la Provincia é tra i firmatari di quell'accordo di programma sottoscritto anche da Regione e Comune di Brindisi, che ha impegnato l'Enel a spendere 40 milioni di euro per opere di ambientalizzazione, escludendo però la possibilità che gli enti locali potessero reclamare altri risarcimenti.

Del resto la costituzione di parte civile della Provincia era stata bocciata dai giudici nelle scorse settimana nel processo riguardante la discarica di contrada Formica: anche in quel caso fu richiamata la competenza del Ministero dell'Ambiente. Resta sullo sfondo, ormai completamente dimenticato, il tavolo per la firma della nuova convenzione: abbandonato causa elezioni amministrative, nessuno sembra avere più voglia di parlarne. E quanto sta accadendo in queste ore potrebbe far slittare ancor di più i tempi di una firma che ad oggi pare quanto mai improbabile.

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