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Martedì, 18 Gennaio 2022
Ambiente

Fusco: "Chiusura per Edipower"

BRINDISI - A proposito dell'intervento di Vittorio Bruno Stamerra sulla questione della paventata chiusura della centrale Edipoer di Brindisi Costa Morena, dopo l'intervento di Riccardo Rossi, candidato sindaco di Brindisi Bene Comune, riceviamo e pubblichiamo anche quello dell'avvocato Roberto Fusco, candidato oltre che della stessa Lista Si Roberto Fusco Sindaco, Italia dei Valori e Federazione delle Sinistre.

BRINDISI - A proposito dell'intervento di Vittorio Bruno Stamerra sulla questione della paventata chiusura della centrale Edipoer di Brindisi Costa Morena, dopo l'intervento di Riccardo Rossi, candidato sindaco di Brindisi Bene Comune, riceviamo e pubblichiamo anche quello dell'avvocato Roberto Fusco, candidato oltre che della stessa Lista Si Roberto Fusco Sindaco, Italia dei Valori e Federazione delle Sinistre.

"La salute non è un bene negoziabile". A Brindisi la produzione di energia arriva a un totale di circa 5000 MW prodotta essenzialmente dalla combustione di carbone ad eccezione della Centrale Enipower a turbogas di 1170MW. La convenzione del 1996 prevedeva a Cerano 1980 MW con alimentazione largamente derivante dal gas proveniente dalle condotte nazionali e un quantitativo di carbone massimo consentito di 2,5 milioni di tonnellate annue per tutto il comparto energetico.

Tale convenzione è stata ignorata e "neutralizzata" nel 2002/2003 con incredibili atti amministrativi locali, successivamente sottoposti a indagini giudiziarie. Oggi Brindisi Sud (Enel Cerano) produce energia per 2640 MW ed è necessario ridurre del 30% l'utilizzo del carbone. La chiusura di Brindisi Nord (Edipower, 1280 MW) era prevista il 31 dicembre 2004, secondo la convenzione del 1996. Successivamente, col decreto "Salvacentrali", fu invece ceduta da Enel.

Situata nel porto medio, occupa aree che sarebbero strategiche per lo sviluppo portuale, ha camini poco più alti di 50 metri e a oggi privi di desolforatori! Per essere ambientalizzata, questa centrale necessita di circa 350 milioni di euro di investimenti, l'attuale assett proprietario non pare intenzionato ad investire tale somma per cui si paventa la chiusura o, notizie di oggi (Senzacolonne) la vendita ad altro gruppo energetico (Acea). Il Documento Programmatico Preliminare (Dpp) per il Pug dell'Amministrazione comunale prevede il ridimensionamento del polo energetico con chiusura di Edipower.

È immaginabile, quindi, quanto sia devastante l'inquinamento provocato dal carbone bruciato nelle centrali, perciò è evidente la necessità di una seria e consistente riduzione di carbone bruciato nelle centrali senza alcuna compensazione. Impegno prioritario da discutere come primo atto per giungere alla firma delle convenzioni che non devono costituire un atto per legittimare la politica dell'Enel che sino ad ora è apparsa molto rigida.

Convenzioni che dovrebbero prevedere anche un adeguato potenziamento del controllo pubblico sugli impegni assunti e precise sanzioni nel caso di inadempienze: senza ciò ogni onere a carico delle società elettriche rischierebbe di fermarsi sulla carta. Sono, inoltre, necessari investimenti che assicurino una maggiore efficienza degli impianti e che, unitamente all'impiego di carbone con un minore tenore di zolfo, possano favorire un miglioramento delle condizioni ambientali.

Ciò a prescindere dagli impegni già presi come ad esempio la copertura del carbonile. È da contrastare con determinazione e chiarezza l'ipotesi di utilizzo del Cdr come combustibile nella centrali. Non si deve cedere a ambiguità e inganni che non eluderebbero le forti criticità ambientali, messe anche in chiara evidenza prima dal Documento di Scoping e successivamente dal Dpp dell'Amministrazione comunale.

Quanto alla centrale elettrica di Brindisi Nord, è evidente, in mancanza di una politica industriale tesa a ridurre in modo accettabile l'impatto ambientale, l'esigenza della sua dismissione rilevando che questa necessità è riconosciuta nel citato Dpp per il Pug dell'Amministrazione comunale nel quale si prevede il ridimensionamento del polo energetico con la chiusura, come prima soluzione, di tale impianto.

Le posizioni sull'inquinamento da carbone, dianzi esposte, sono giustificate dai gravi rischi e danni cui è esposta la salute dei cittadini, come ripetutamente indicato in dettagliate e motivate ricerche mediche. È estremamente significativo quanto evidenziato dalla rivista "Epidemiologia e prevenzione" e riportato nel citato Dpp: «Senza opportuni ed immediati correttivi si rischia di pregiudicare in modo irreversibile il futuro della Comunità locale. Non si tratta di demonizzare il settore industriale energetico, ritenuto strategico per lo sviluppo del Paese, ma di capire quali sono i costi che la città deve pagare sul piano economico, sociale ed ambientale».

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