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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Ambiente

Greenpeace accusa la centrale di Cerano come maggiore produttore di CO2 in Italia

BRINDISI – Ancora una volta Greenpeace all’attacco della centrale a carbone di Enel Cerano, indicata per il quarto anno consecutivo impianto con le maggiori emissioni di anidride carbonica in Italia (il riferimento è il 2009). Enel non ha tardato a rispondere, e sulla questione è intervenuto anche il presidente della Provincia, Massimo Ferrarese. Ecco i tre comunicati e, in calce, la classifica di Greenpeace da scaricare.

BRINDISI - Ancora una volta Greenpeace all'attacco della centrale a carbone di Enel Cerano, indicata per il quarto anno consecutivo impianto con le maggiori emissioni di anidride carbonica in Italia (il riferimento è il 2009). Enel non ha tardato a rispondere, e sulla questione è intervenuto anche il presidente della Provincia, Massimo Ferrarese. Ecco i tre comunicati e, in calce, la classifica di Greenpeace da scaricare.

La classifica di Greenpeace

Abbiamo lanciato la classifica dei grandi "inquinatori" dell'anno e il primo classificato è sempre lo stesso: il gigante Enel. Per il quarto anno consecutivo il colosso dell'energia si conferma al primo posto nella lista dei cattivi, seguito da Edison e il Gruppo Saras. Sono 13 milioni le tonnellate (Mt) di CO2 emesse nel 2009 dalla centrale Enel a carbone "Brindisi sud". A seguire la Centrale Edison di Taranto con 5,9 Mt di CO2 e la raffineria Saras di Sarroch con 5,2 Mt di CO2.

Anche se le cifre rimangono alte, complici la crisi economica e l'effetto degli interventi di efficientamento energetico, la CO2 nel 2009 è calata. Da 538,6 milioni di tonnellate del 2008 siamo passati a quota 502 milioni. Ma non basta. Rispetto al 1990, infatti, la diminuzione è stata del 3%, meno della metà dell'obiettivo fissato dal Protocollo di Kyoto. Non solo, le emissioni della centrale Enel a carbone "Brindisi sud" registrate nel 2009, hanno superato ampiamente le quote e i limiti di 10,4 Mt di CO2 imposti dalla Direttiva europea sulle emissioni (Emission Trading Scheme).

I dati degli ultimi cinque anni dimostrano una riduzione costante delle emissioni del settore termoelettrico, passate dalle 147 Mt del 2005 alle 122,2 del 2009. Il merito è anche della massiccia diffusione delle fonti rinnovabili, il cui contributo sulla produzione totale di energia elettrica ha oramai superato il 20%. Esiste un ampio margine per aumentare questa quota di energie verdi, ma si continua a puntare sul carbone e, in un futuro più lontano, sul nucleare.

Le centrali a carbone autorizzate o in corso di autorizzazione prevedono un totale di circa 40 nuovi Mt di CO2. Se realizzate, impediranno all'Italia di raggiungere i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni al 2020 e potranno gravare sui contribuenti per centinaia di milioni di euro. In particolare, il piano di investimenti di Enel comporterebbe quasi il raddoppio delle sue emissioni di CO2. Vogliamo veramente che la politica ambientale del maggior gruppo elettrico italiano sia proprio questa?

È il momento giusto per orientare il nostro sistema economico produttivo verso soluzioni innovative, basate sulle fonti rinnovabili e l'efficienza energetica, capaci di generare occupazione sostenibile e durevole, migliorare la qualità dell'ambiente e della vita delle persone. Nei giorni scorsi il Governo ha presentato una proposta di Decreto legislativo in attuazione della Direttiva rinnovabili. Nonostante alcuni aspetti innovativi, la proposta assesta un colpo mortale allo sviluppo dell'energia eolica e colpisce il comparto fotovoltaico, riducendo il meccanismo degli incentivi in maniera disordinata. Chiediamo al Governo una revisione della proposta, anche alla luce dei dati della nostra classifica.

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La risposta dell'Enel

In merito al lancio Ansa sulla classifica di Greenpeace, Enel precisa innanzitutto che la CO2 non è un inquinante con effetti sull'ambiente e la salute delle regioni dove viene prodotta. E', infatti, ritenuta un gas responsabile dell'effetto-serra a livello globale. Basti pensare che in poche ore la Cina emette più CO2 che tutte le centrali pugliesi in un anno.

Enel lavora costantemente a ridurre anche le emissioni di CO2: dal 1990, anno di riferimento per il protocollo di Kyoto, al 2009 Enel ha ridotto del 28% i grammi di Co2 emessi per ogni chilowattora prodotto nelle sue centrali italiane. Nello stesso periodo di tempo l'Italia le riduceva solo del 3%.

Non dimentichiamo inoltre che la CO2 generata dalle centrali termoelettriche rappresenta solo il 30% della produzione nazionale di anidride carbonica. Il 70% infatti è generato dai trasporti, dalle altre industrie e da altri settori. Sempre nel 2009 il 44,2% dell'elettricità prodotta nelle centrali Enel in Italia e nel mondo era priva di qualunque tipo di emissioni, CO2 compresa. Nei programmi dell'Enel ci sono investimenti da qui al 2014 per oltre 5 miliardi di euro nelle fonti rinnovabili: un impegno che non ha paragoni al mondo. Un altro miliardo di euro viene investito in nuove tecnologie: proprio presso la centrale di Brindisi Enel sta sperimentando, per prima in Italia, la tecnologia della cattura della CO2 per poi seppellirla in giacimenti vuoti di metano, impedendo che vada in atmosfera.

In Italia, già oggi, pur non potendo contare sul nucleare come tutti gli altri grandi paesi del mondo, Enel con i suoi impianti idroelettrici, geotermici eolici e solari ha prodotto energia elettrica priva di emissioni per 34 miliardi di chilowattora: più del 40% del totale.

Riduzione delle emissioni, efficientamento degli impianti e sviluppo delle fonti rinnovabili sono il contributo reale e le risposte concrete di Enel al problema mondiale della CO2 e a chi su di esso è capace soltanto di costruire graduatorie senza senso e di creare allarmi privi di fondamento.

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La posizione di Ferrarese: occuparsi anche dei danni da energie alternative

La classifica pubblicata oggi da Greenpeace, che pone nuovamente la centrale termoelettrica Enel di Brindisi al primo posto per le immissioni in atmosfera di CO2 è il motivo che deve spingerci a pervenire al più presto alla sottoscrizione delle Convenzioni con le società termoelettriche per contenere le immissioni in atmosfera di inquinanti (sox, nox e polveri) e clima alteranti (CO2). E' quanto dichiara, il Presidente della Provincia Massimo Ferrarese.

Mentre condivido, dice il Presidente Ferrarese, l'indicazione di Greenpeace di puntare sull' efficienza energetica, anche facendo ricorso a massicce azioni di informazione e formazione, devo rilevare che l'utilizzo massiccio delle energie rinnovabili (fotovoltaico), come sostiene Greenpeace, rappresenta al contrario una vera fonte di inquinamento, molto più invasiva e con consistenti danni che si ripercuotono anche nel lungo periodo. Tutto questo nella nostra provincia ha già prodotto un vero e proprio stravolgimento del territorio.

Dobbiamo sicuramente evitare di sporcare l'atmosfera, sottolinea Ferrarese, ed in questo senso stiamo lavorando ma al contempo dobbiamo evitare di sporcare e deturpare le nostre bellezze territoriali. Sarebbe interessante, conclude il Presidente, una valutazione di Greepeace, successivamente ad una verifica effettuata nella nostra provincia, per conoscere quanto di invasivo è già accaduto, molto più grave e visibile rispetto alla subdola e pur grave CO2.

classifica CO2 2009

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