Guerra dei rifiuti, i sindacati tornano all'attacco della Monteco: "Comportamento scorretto"

BRINDISI - In attesa di conoscere quali saranno i nuovi provvedimenti della Digos, che ha già denunciato cinque dipendenti Monteco con l’accusa di aver minacciato colleghi chiamati a lavorare dall’azienda anche sabato notte e domenica mattina, sono ora i sindacati a prendere posizione, criticando ancora una volta l’operato della società che da tre mesi e mezzo gestisce il servizio di raccolta rifiuti. E questa volta, a protestare non ci sono solo le organizzazioni sindacali che hanno sostenuto anche il blocco del servizio, ma anche chi finora aveva evitato lo scontro aperto.

BRINDISI - In attesa di conoscere quali saranno i nuovi provvedimenti della Digos, che ha già denunciato cinque dipendenti Monteco con l'accusa di aver minacciato colleghi chiamati a lavorare dall'azienda anche sabato notte e domenica mattina, sono ora i sindacati a prendere posizione, criticando ancora una volta l'operato della società che da tre mesi e mezzo gestisce il servizio di raccolta rifiuti. E questa volta, a protestare non ci sono solo le organizzazioni sindacali che hanno sostenuto anche il blocco del servizio, ma anche chi finora aveva evitato lo scontro aperto.

"Basta con la teoria del qui comando io", è in pratica il messaggio che passa dal documento congiunto firmato da Cgil, Cisl, Uil, Fiadel e Usae, che definiscono scorretto ed antisindacale il comportamento della società Monteco. "Da quando la società sta applicando il piano industriale, non concordato con le organizzazioni sindacali, invece di rendere più efficiente il servizio di igiene urbana, sta producendo disagi tra i lavoratori obbligandoli a fare turni diversi rispetto al passato, facendo iniziare il servizio alle ore sei del mattino invece delle cinque. Determinando di fatto una riduzione dei tempi di lavoro nelle prime ore del mattino, comprimendo il servizio, ed obbligando i lavoratori ad operare nelle ore dove il traffico cittadino è più intenso, determinando di fatto una inefficienza nella raccolta dei rifiuti".

I sindacati rimproverano all'azienda di aver voluto "passare ai rimedi, facendo intervenire di domenica mattina alle ore quattro squadre di lavoratori di altri territori che non sono compresi in questo appalto. Violando anche le regole basilari delle corrette relazioni sindacali, che comunque di fronte a delle difficoltà operative dovrebbe informare le organizzazioni sindacali e decidere con esse come distribuire eventuali esigenze operative".

E dicono di essere meravigliati dal comportamento dell'amministrazione comunale che non interviene per far rispettare il suo capitolato di appalto. In altre circostanze analoghe, è sempre intervenuta per cercare attraverso il dialogo con le parti di redimere queste situazioni, e non di farle diventare sempre più esasperate".

Anche i Cobas, se da un lato mantengono la stessa opinione sulla gestione della protesta in generale, si mostrano molto critici sulle decisioni prese ieri dall'azienda: "E' una azione decisamente sbagliata - scrive Bobo Aprile - che non può trovare assolutamente nessuna giustificazione, neanche con la richiesta avanzata nei giorni scorsi dal Prefetto di mantenere pulita la città o di presunte azioni di rallentamento volontario delle attività lavorative o di rifiuto ad effettuare gli straordinari. La Monteco non può far arrivare lavoratori da altre città per sostituire personale comunque in stato di agitazione. Questa è una azione pericolosa che colpisce tutti i lavoratori Monteco e come tale va rispedita al mittente". I Cobas avevano chiesto nelle settimane scorse un incontro con la Monteco "dove poter esprimere tutte le considerazioni negative che ci sono da fare sul nuovo piano operativo, a cui aggiungere oggi la dura condanna per questa iniziativa. Bisogna riportare a livello sindacale i problemi che sono sul tappeto perché l'alternativa è la degenerazione. Per tutto questo in sede di incontro con la Monteco chiederemo una sanatoria di tutte le possibili sanzioni che possono essere realizzate nei confronti dei lavoratori a seguito delle azioni spontanee".

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