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Martedì, 30 Novembre 2021
Ambiente

I No Carbone: qui convenzione come a Civitavecchia". I Cobas: "Chiudere Edipower"

BRINDISI – I prossimi mesi saranno quelli decisivi per giungere ad un accordo tra governi locali e società energetiche, sugli impatti ambientali delle centrali termoelettriche brindisine? Nel cuore dell’estate il presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, ha avviato il pressing mediatico per firmare la convenzione con Enel a tamburo battente; il sindaco Domenico Mennitti ha chiamato il governatore Nichi Vendola per un accordo con la stessa società energetica sui tempi della ripresa della trattativa. Adesso il quadro politico nazionale è segnato da tali incertezze e conflitti anche in tema di energia che è difficile immaginare come e quando il caso-Brindisi possa giungere al pettine (peraltro la Regione Puglia ha impugnato il recente provvedimento del governo) sulle fonti energetiche e sul nucleare.

BRINDISI - I prossimi mesi saranno quelli decisivi per giungere ad un accordo tra governi locali e società energetiche, sugli impatti ambientali delle centrali termoelettriche brindisine? Nel cuore dell'estate il presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, ha avviato il pressing mediatico per firmare la convenzione con Enel a tamburo battente; il sindaco Domenico Mennitti ha chiamato il governatore Nichi Vendola per un accordo con la stessa società energetica sui tempi della ripresa della trattativa. Adesso il quadro politico nazionale è segnato da tali incertezze e conflitti anche in tema di energia che è difficile immaginare come e quando il caso-Brindisi possa giungere al pettine (peraltro la Regione Puglia ha impugnato il recente provvedimento del governo) sulle fonti energetiche e sul nucleare.

E la questione del rinnovo delle convenzioni con Enel, Edipower ed Enipower di trascina dal 2007. In quella circostanza Enel fece una serie di offerte che - a giudicare dagli incontri dei mesi scorsi - difficilmente sarà disposta a riproporre a Comune e Provincia di Brindisi e alla Regione Puglia. Anche se uno dei punti più importanti, la realizzazione del carbonile coperto a Cerano, è oggetto di un progetto approvato e finanziato. Ed è anche una risposta alle indagini aperte dalla procura di Brindisi sulla dispersione delle polveri di carbone e sulla contaminazione presunta delle produzioni agricole nell'area.

NON C'E' SOLO CERANO, MA ANCHE EDIPOWER - Intanto il mondo va avanti, e stamani il sindacato Cobas di Brindisi lancia l'allarme sui riassetti societari che si prospettano per Edipower, proprietaria della centrale a di Brindisi Nord - Costa Morena, la più vicina al centro urbano perché si trova nel cuore del porto. Riassetti che potrebbero mettere fortemente in discussione anche gli investimenti per le ambientalizzazioni e la ripresa produttiva.

"Sono tanti infatti i piani industriali presentati da Edipower nel corso degli anni di cui nessuno ha mai visto luce. Il sindacato Cobas afferma che se i piani industriali di Edipower non convincono nessuno allora è opportuno chiudere tutto, con il conseguente trasferimento tutto il personale ( Edipower e delle ditte appaltatrici ) quantificabili in quasi 200 lavoratori a Cerano", si legge in una nota. "E' opportuno chiarire che i problemi societari nascono dal fatto che la A2A (municipalizzata di Milano e Brescia), proprietaria al 20% di Edipower vuole uscire dalla società chiedendo in cambio contanti e qualche centrale. In particolare il Comune di Milano ha assolutamente bisogno di denaro liquido per poter affrontare la difficile prova di EXPO 2015, che è una fiera campionaria di carattere mondiale", sostiene il Cobas.

LA RISTRUTTURAZIONE - La fonte delle notizie? Il Quotidiano Energia, secondo cui nel pomeriggio del 14 settembre di è svolto un incontro dei manager della società A2A " In questa riunione i manager di A2A hanno deciso di spedire un dossier agli altri soci di Edipower (Edison 50%, Alpiq 20%, Iren 10%) contenente alcune opzioni, tutte comunque concentrate sulla rottura e la conseguente spartizione delle centrali", ritiene il Cobas. "Le vere e proprie trattative entreranno nel vivo in ottobre, contemporaneamente a quelle più ampie per il riassetto in Edison. Sarà la EDF, colosso statale francese per niente privatizzato a differenza della Enel, a rilevare il pacchetto di A2A e diventare ancora più padrona di Edipower e conseguentemente di Edison?".

Probabilmente l'ipotesi è tutt'altro che infondata, visto che nel marzo scorso proprio il EDF rivelò l'intenzione di coinvolgere Edison nel piano per il nucleare in Italia, che prevede la partnership con Enel per quattro centrali. "Il sindacato Cobas - comunque - informerà gli enti locali, Comune, Provincia, Regione, delle paure e dei timori dei lavoratori di Brindisi Nord affinché ne tengano debito conto in questa lunghissima riscrittura delle convenzioni con le società elettriche".

E chiederà inoltre agli enti locali l'opportunità "di una attenta valutazione e se a quel punto non sia necessario tutelarsi ripristinando la convenzione del '96, che prevedeva tra l'altro la chiusura di Brindisi Nord ed il passaggio dei lavoratori a Cerano. Abbiamo la fondata sensazione che Edipower - conclude il Cobas - in qualunque soluzione proprietaria si rinnovi, ricatterà il territorio per far accettare soluzioni capestro in cambio di una ipotetica salvaguardia occupazionale. Il sindacato Cobas dice No già da adesso a qualunque ricatto".

Da ricordare che anche il Pd di Brindisi ha più volte chiesto senza mezzi termini la chiusura della centrale Edipower di Brindisi Nord - Costa Morena, ritenendola obsoleta ed inutile, al fine anche di liberare spazi vitali per il porto industriale.

LE PROPOSTE DEI NO CARBONE PER LA CONVENZIONE ENEL - Solo vuvuzelas e striscioni? Sbagliato. I No Carbone sempre stamani hanno annunciato, per passare al fronte Enel, i contenuti di un documento con cui emendare e rafforzare le richieste della Regione Puglia e degli enti locali per la prossima convenzione. La consegna della proposta avverrà formalmente nel corso di un convegno che i No Carbone - ha detto stamani il portavoce Daniele Pomes - organizzeranno entro le prossime settimane invitando Nichi Vendola e l'assessore regionale all'Ambiente, Lorenzo Nicastro, oltre a Mennitti e Ferrarese.

L'estrema sintesi è questa: riduzione del carbone a Brindisi da 7 a 5 milioni di tonnellate entro il 2011; ulteriore progressiva riduzione di 1 milione di tonnellate annue sino al 2017, anno in cui a Cerano dovrà essere completata la totale riconversione a gas; entro due anni dalla convenzione la realizzazione del carbonile coperto; Enel dovrà farsi carico delle bonifiche dei terreni a Cerano, nonché di investimenti a favore di università e scuole, e del pagamento annuale di 21 milioni di euro a titolo di compensazione degli impatti ambientali, da dividere equamente tra Comune, Provincia ed Asl. Un libro dei sogni? "No, è solo una proposta di accordo che ricalca quella che Enel ha firmato con il territorio a Civitavecchia. Anche a Brindisi bisogna chiedere perciò che la società accetti di seguire la stessa condotta".

LA RICONVERSIONE - Più nel dettaglio, tra il 2011 e il 2017, Enel a Cerano dovrebbe far corrispondere alla richiesta riduzione di carbone la fermata a turno di uno dei quattro gruppi da 660 megawatt per riconvertirlo a ciclo combinato. Alla fine Cerano comunque non dovrà avere una potenza installata superiore ai 2mila megawatt, e non dovrà essere predisposta per l'uso di altri combustibili oltre al gas. Le emissioni massiche non dovranno superare le 6mila tonnellate l'anno di ossidi di zolfo, le 5500 di biossido di azoto e le 600 di polveri sottili PM10. Per le riconversioni, sottolineano i No Carbone, Enel dovrà utilizzare al massimo le imprese locali. Il nastro trasportatofre del carbone dovrà essere smantellato dal 2017.

I No Carbone chiedono l'istituzione di un Osservatorio della salute e dell'ambiente presieduto dal sindaco di Brindisi come coordinamento delle campagne di monitoraggio e dei dati scientifici nell'intero territorio interessato. L'Osservatorio dovrà essere sostenuto da Enel con la somma di 1,5 milioni l'anno. Enel dovrà, poi, stanziare 2 milioni di euro una tantum per le strutture del polo universitario di Brindisi, finanziandolo anche con 500mila euro l'anno. Sui tetti di 15 scuole di Brindisi dovranno essere installati pannelli fotovoltaici per 250 Kwh, la cui produzione sarà a beneficio del Comune di Brindisi. I 21 milioni di euro l'anno per Comune, Provincia ed Asl serviranno per la riconversione professionale dei disoccupati, incentivi all'imprenditoria giovanile, investimenti nel settore biomedico per ricerche e cure sulle malattie ambientali.

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