I rigassificatori, Barcellona e Brindisi: Br Lng e le scelte spagnole

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota, inviataci dal direttore delle relazioni esterne di Brindisi Lng, Vittorio Cino, a proposito del nostro articolo che metteva in discussione i possibili paragoni tra l'impatto del rigassificatore Enagas sul porto di Barcellona, e quello del rigassificatore British Gas sul porto di Brindisi.

Barcellona, i terminal crociere

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota, inviataci dal direttore delle relazioni esterne di Brindisi Lng, Vittorio Cino, a proposito del nostro articolo che metteva in discussione i possibili paragoni tra l'impatto del rigassificatore Enagas sul porto di Barcellona, e quello del rigassificatore British Gas sul porto di Brindisi.

"Gentile direttore,

Ho apprezzato l’ampio spazio dedicato all’iniziativa che la Brindisi LNG intende offrire alla città, un momento di dibattito e di confronto per affrontare il tema del terminale di rigassificazione di Capo Bianco nel contesto del porto di Brindisi. Per dare maggiore efficacia ed interesse al dibattito abbiamo presentato l’esempio del terminale di Barcellona.

Nel suo articolo ho rilevato alcune sue considerazioni personali relative alla utilità di accostare il caso del rigassificatore di Brindisi a quello presente già da decenni nel porto di Barcellona in quanto le due località non si presterebbero a un confronto.

Ebbene, se un ipotetico viaggiatore brindisino invece di prendere un volo Ryanair e di giudicare superficialmente le condizioni dell’area portuale di Barcellona, decidesse di approdare nella magnifica città catalana via nave con un traghetto o magari con una comoda nave da crociera, non avrebbe dubbi nella sua valutazione. Il passeggero con la sua nave imboccherebbe l’entrata principale e unica autorizzata per il traffico di traghetti, navi da crociere, metaniere, petroliere, portacontainer,

sfilerebbe, guarda caso, proprio lungo il grande rigassificatore presente nella parte iniziale del porto (proprio come a Brindisi), attraverserebbe l’area industriale e commerciale e approderebbe nell’area più interna riservata al traffico turistico e passeggero (proprio come a Brindisi).

Infatti, il rigassificatore di Barcellona confina con l’area industriale e petrolchimica (proprio come a Brindisi) e dista dalla città 3,7 chilometri (nel caso di Brindisi 3,5).

In quanto al Montjuic, il promontorio che si innalza per 212 metri sul livello del mare (non è quindi una montagna), questo rappresenta senz’altro un elemento di grande pregio naturalistico, storico e artistico. Dall’alto del castello il panorama consente di ammirare la simpatica città catalana ma anche l’imponente area industriale del porto di Barcellona, avendo il rigassificatore a due passi. E nessuno a Barcellona si è sognato di opporsi al rigassificatore lamentando che i 6 tank presenti potessero disturbare la magnifica vista di cui si gode dal Montjuic.

Le faccio i migliori auguri di buon lavoro

Vittorio Cino

Risponde Marcello Orlandini

Ciò che dice il dott. Cino sul rapporto tra i barcellonesi e il rigassificatore è vero. Non è nei loro pensieri perchè non lo vedono neppure, a meno che non prendano il mare per diporto o per altre ragioni. Di mezzo -insisto- c'è il Montjuic, che è un promontorio naturale, e separa il centro urbano dall'area industriale (prima grande differenza con Brindisi). Nessun catalano lo definirebbe una montagnozza, ma è la Montagna dei Giudei ed è tanto ampio da avere ospitato l'esposizione universale del 1929, una buona parte degli impianti delle gare delle Olimpiadi del 1992, e in più per citare le cose più importanti, conserva anche uno dei musei di arte moderna più importanti d'Europa. Provi a farselo a piedi, e poi mi dirà se è piccolo. Inoltre, come molta gente che si interessa di navigazione sa bene, il famoso terminal "Adosado" che è sorto nella parte interna dell'enorme molo foraneo che ripara il porto industriale, è nato da un accordo del 2003 tra Costa Crociere e l'Autorità portuale barcellonese, con un investimento e parte della progettazione  italiana (qui invece ci offrono solo gasiere e carboniere, prevalentemente, come lei sa). Quindi è vero: le navi da crociera che vanno al terminal "Adosado" entrano dallo stesso ingresso dei cargo, eccetera. Ma Barcellona conserva ed usa a pieno ritmo anche l'ingresso del Port Vell, che conduce alla maggior parte dei terminal crociere e ai traghetti per varie destinazioni, e -me lo consenta- permette ai passeggeri di godere di ben altro spettacolo. Port Vell e porto industriale sono separati da un ponte mobile (La Porta d'Europa), che si apre all'occorrenza e che è stato realizzato per portare sulla terraferma chi sbarca all'Adosado. Insomma, Barcellona ha due porti di fatto indipendenti che organizza come crede l'authority competente. Brindisi ne ha uno solo se consideriamo l'accesso, e vorrebbe ugualmente gestirselo come crede. E questa non è una mia opinione personale. Penso vi abbiano detto la stessa cosa il presidente della Regione Puglia e il sindaco di questa città, che non sono superficiali turisti Ryanair come me. Se vuol tentare di convincermi, comunque, non mi porti in conferenza un altro manager che si occupa di trasporto e stoccaggio di metano, di una società che ha avuto e potrebbe avere rapporti commerciali con Bg. Tra l'altro Enagas-Gas Natural ha già fatto vedere nel 2006 il rigassificatore di Barcellona ai giornalisti di Taranto (come vede, faccio il turista per caso anche in archivio e su Internet). La saluto altrettanto cordialmente. (Marcello Orlandini)

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