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Lunedì, 29 Novembre 2021
Ambiente

Il 10 consiglio provinciale sulla convenzione Enel. Con una bozza calata dall'alto

BRINDISI – Il 10 febbraio il consiglio provinciale sarà chiamato a discutere della nuova convenzione con Enel. Ciò avverrà senza alcuna preparazione di evidenza scientifica e tecnica fondata almeno sui dati disponibili, riguardanti gli impatti sul territorio non solo della centrale termoelettrica Enel di Cerano ma – come chiede da tempo anche il Pd che fa parte della maggioranza alla Provincia –anche delle altre due centrali Edipower ed Enipower. Paradossalmente, Brindisi è stata sede di un evento scientifico sulle emissioni delle impianti industriali solo il 20 luglio del 2007 quando ospitò uno degli eventi di avvicinamento alla Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici, sul tema “Inventario emissioni gas serra in Italia 1990- 2005”, in cui il governo - rappresentato dall’allora sottosegretario Paolo Cento – riconobbe la centralità del polo energetico locale nelle future strategie del Paese per l’applicazione del protocollo di Kyoto.

BRINDISI - Il 10 febbraio il consiglio provinciale sarà chiamato a discutere della nuova convenzione con Enel. Ciò avverrà senza alcuna preparazione di evidenza scientifica e tecnica fondata almeno sui dati disponibili, riguardanti gli impatti sul territorio non solo della centrale termoelettrica Enel di Cerano ma - come chiede da tempo anche il Pd che fa parte della maggioranza alla Provincia -anche delle altre due centrali Edipower ed Enipower. Paradossalmente, Brindisi è stata sede di un evento scientifico sulle emissioni delle impianti industriali solo il 20 luglio del 2007 quando ospitò uno degli eventi di avvicinamento alla Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici, sul tema "Inventario emissioni gas serra in Italia 1990- 2005", in cui il governo - rappresentato dall'allora sottosegretario Paolo Cento - riconobbe la centralità del polo energetico locale nelle future strategie del Paese per l'applicazione del protocollo di Kyoto.

La politica si ritiene ancora una volta superiore ad ogni esigenza di approfondimento e di valutazione. Eppure a Brindisi si sarebbero potute utilizzare non solo le statistiche messe a disposizione dall'Arpa Puglia e dall'Ispra (ex Apat), ma anche le esperienze di centri di ricerca come quelli dell'Enea e del Cetma, oltre quelli dell'Enel o delle altre società elettriche e degli stessi servizi ambientali della Provincia e del Comune. Ma non ci sono solo gli impatti ambientali: ci sono quelli sulle imprese e sul lavoro. Non risulta che siano state svolte ricerche di questo genere, con il coinvolgimento delle forze sociali, degli enti pubblici preposti alla vigilanza sulla sicurezza del lavoro e della formazione professionale, che pure per proprio conto e in sinergia hanno lavorato negli ultimi due anni (vedi i rapporti tra Confindustria, Inail e Spesal), della sanità, degli osservatori del mercato dell'energia. Malgrado i protocolli siglati in prefettura appena due anni addietro.

Poteva essere utilizzato un vasto mondo di esperienze che a Brindisi è presente, quindi, come punto di partenza per capire quale equilibri vanno ricercati tra sviluppo e ambiente per il futuro del polo energetico e per gli interessi del territorio. Invece si parte da una semplice concertazione tra Regione Puglia, Comune e Provincia di Brindisi, giocata su percorsi quasi empirici. Ormai sono tanti, anche tra gli ambientalisti, a capire che questa non è scienza e neppure futuro. In questo clima resteranno le contrapposizioni e saranno molte le cose che rischiano di non essere fatte, come i nuovi assetti logistici di un porto fortemente condizionato economicamente dal traffico dei combustibili; come la decisione sul futuro della centrale Edipower, fortemente condizionato dalle decisioni che saranno prese a Milano per i nuovi assetti di Edison e al momento dalle politiche di mercato dell'azienda, senza il confronto con i bisogni dell'economia brindisina; come la mancata valutazione delle richieste che vengono dalle amministrazioni dei centri e delle aree agricole del Salento e del Sud Brindisino.

Tanti anni di rinvii, per i nuovi accordi con Enel, ma nessuna preparazione preliminare. Sono scomparsi dal 2009 anche i resoconti pubblici delle emissioni massiche delle tre centrali, quelli sulla movimentazione del carbone e del gas, che avrebbero potuto anche fornire elementi rassicuranti. Si conoscono solo i dati riguardanti le ricadute di polveri sottili, ossidi di azoto e di zolfo misurati dalle centraline Arpa, molto saltuariamente quelli delle diossine. Null'altro. Sono le assemblee elettive il passaggio istituzionale obbligato per decidere sui rapporti tra il territorio e le società energetiche, ma cosa c'è nelle cartellette dei consiglieri: relazioni, statistiche, studi, proposte, oppure nulla?

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