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Martedì, 30 Novembre 2021
Ambiente

Il consiglio provinciale non approva la bozza Enel. Nuove richieste integrative

BRINDISI – Il consiglio provinciale di Brindisi non dà il via libera alla bozza di convenzione con Enel predisposta dopo gli incontri tra il governatore Nichi Vendola, il sindaco Domenico Mennitti e il presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, ma con venti voti a favore e sette contrari, incluso quello del consigliere di Sel, Francesco Fistetti, approva invece il documento presentato dai partiti della maggioranza con alcune integrazioni proposte sia dal sindaco di S.Pietro che dall’opposizione. Una di queste è quella dell’allargamento del confronto anche ai Comuni della zona sud del Brindisino maggiormente coinvolti dalla presenza della centrale, l’altra è quella di una maggiore sottolineature della contrarietà all’utilizzo del Cdr al posto di analoghi quantitativi di carbone nei forni della centrale termoelettrica di Cerano.

BRINDISI - Il consiglio provinciale di Brindisi non dà il via libera alla bozza di convenzione con Enel predisposta dopo gli incontri tra il governatore Nichi Vendola, il sindaco Domenico Mennitti e il presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, ma con venti voti a favore e sette contrari, incluso quello del consigliere di Sel, Francesco Fistetti, approva invece il documento presentato dai partiti della maggioranza con alcune integrazioni, boccia quello dell'opposizione di centrodestra che chiedeva l'allargamento del tavolo della convenzione ai Comuni della zona Sud.

Una di queste integrazioni è infatti quella dell'inserimento dei Comuni della zona sud del Brindisino maggiormente coinvolti dalla presenza della centrale ma solo nel sistema dei controlli degli impatti ambientali. Ed è l'unica concessione, perchè paradossalmente e dopo "una pausa di riflessione", dal documento definitivo sparisce anche una delle proposte del documento originario che auspicava l'ascolto delle forze sociali, dei movimenti ambientalisti e dei Comuni interessati prima della ripresa della trattativa con la società elettrica.

Il documento, inoltre, già nella sua stesura originaria prevede la richiesta ad Enel di realizzare nel porto esterno il famoso molo combustibili che la giunta Fitto aveva bloccato, e che invece era stato recuperato dall'amministrazione Vendola: un'opera che consentirebbe di spostare fuori dal porto commerciale, collocandola invece nel porto industriale, la movimentazione del carbone. Il documento quindi impegna la Provincia a chiedere la riapertura del confronto con Enel per andare oltre la bozza concordata in sede ristretta con il Comune e la Regione Puglia, ed in questa fase escludere la combustione di Cdr ed altri derivati da rifiuti nei forni della termoelettrica di Cerano. Neppure considerate le analisi e le proposte avanzate negli ultimi giorni, da quella delle associazioni ambientaliste di Brindisi, a quello con cui si sono voluti distinguere i No al Carbone, all'ultimo, importante, della Cgil provinciale.

Restano nel documento alcuni passaggi riguardanti le emissioni di CO2 e i tagli ai quantitativi di carbone impiegati che obiettivamente non competono al consiglio provinciale, essendo la tabella delle emissioni dei gas serra - di cui l'anidride carbonica costituisce circa il 90 per cento - oggetto di stretta competenza ministeriale, con riferimento alle direttive Ue aggiornate. Certamente non può essere questo l'oggetto del confronto con Enel, bensì quello delle emissioni con impatto sul territorio come gli ossidi di azoto, le polveri sottili, i biossidi di zolfo, le diossine, gli Ipa. E naturalmente l'entità degli investimenti, il ricorso alle migliori tecnologie e processi industriali disponibili, ed il cronoprogramma degli interventi. Tutte cose - nuovo molo carbone incluso - su cui Enel era disposta a discutere nel 2007 ma forse non oggi, stando a quando ha detto Ferrarese in principio di seduta, rilevando che comunque occorre giungere presto ad un accordo. Chissà cosa penserà Enel del fatto che la Provincia di Brindisi raccomanda invece che la società elettrica faccia altrove gli impianti di energie rinnovabili con cui rimpiazzare una parte dei tagli al carbone.

Con 6 voti favorevoli, 17 contrari e un astenuto il consiglio provinciale ha respinto l'ordine del giorno presentato dalla minoranza che, "preso atto del mancato coinvolgimento nel tavolo istituzionale dei soggetti importanti del territorio, quali associazioni imprenditoriali, sindacati, associazioni di rappresentanza sociali e dell'ambientalismo il cui contributo avrebbe potuto fornire più forza contrattuale alle Istituzioni nel confronto con Enel; rilevando che ad oggi non è nota la posizione ufficiale della Regione Puglia; non essendoci certezza dei reali quantitativi di carbone utilizzato nell'impianto e che punto di partenza per la sottoscrizione è la drastica riduzione dei quantitativi di carbone, ritiene di dare mandato al presidente della Provincia di incontrare con immediatezza il presidente della Regione e il sindaco di Brindisi al fine di valutare se le parti sono nelle condizioni di sottoscrivere il protocollo di intesa con le eventuali modifiche". In calce qui sotto, il documento originario della maggioranza e quello effettivamente approvato.

ODG MAGG PROVINCIA originario

esito consiglio 10 febbraio

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