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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Ambiente Mesagne

"Il governo renda noto l'elenco dei siti per le scorie nucleari e dica se c'é Mesagne"

ROMA – Con una interrogazione a risposta scritta, il senatore Salvatore Tomaselli del Pd ha chiesto ai ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico di rendere noto l’elenco dei 52 siti predisposto da Sogin per lo stoccaggio delle scorie nucleari, e di confermare o meno se tra essi vi è anche Mesagne. “Ogni area in questione dovrebbe avere la dimensione di circa 300 ettari, per essere in grado di accogliere, oltre ai depositi per le scorie di varia gradazione – ricorda Tomaselli - anche il parco tecnologico previsto dalla normativa che il Governo ha definito in materia di ritorno al nucleare”.

ROMA - Con una interrogazione a risposta scritta, il senatore Salvatore Tomaselli del Pd ha chiesto ai ministri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico di rendere noto l'elenco dei 52 siti predisposto da Sogin per lo stoccaggio delle scorie nucleari, e di confermare o meno se tra essi vi è anche Mesagne. "Ogni area in questione dovrebbe avere la dimensione di circa 300 ettari, per essere in grado di accogliere, oltre ai depositi per le scorie di varia gradazione - ricorda Tomaselli - anche il parco tecnologico previsto dalla normativa che il Governo ha definito in materia di ritorno al nucleare".

"Sogin, società controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze, è stata costituita nel 1999 e ha come missione lo smantellamento (il decommissioning) degli impianti nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi; il Governo avrebbe deciso nei mesi scorsi - prosegue Tomaselli - di mantenere riservato l'elenco consegnato da Sogin, in attesa della nascita dell'Agenzia per la sicurezza del nucleare, la cui istituzione nelle scorse settimane è stata finalmente definita. La decisione di tenere segreto l'elenco dei siti appare gravissima e del tutto inaccettabile: contraddice, infatti, l'esigenza di procedere nella massima trasparenza e nel coinvolgimento di tutti gli interessi coinvolti alla scelta dei siti nazionali, a cominciare dalle comunità locali, ed è la conferma che il Governo e la sua maggioranza immaginano di imporre il ritorno all'energia atomica, consegnando ai cittadini scelte decise senza alcun controllo democratico".

"Le aree individuate riguarderebbero, tra le altre, - si legge ancora nell'interrogazione del senatore del Pd brindisino - alcuni territori della Puglia; in particolare, alcuni organi di stampa hanno riportato proprio nei giorni scorsi la possibile individuazione, unitamente ad altri centri pugliesi, del territorio del comune di Mesagne (Brindisi) tra i siti che sarebbero stati scelti quale sede per ospitare le scorie rivenienti da impianti nucleari. Tale territorio appare oltremodo inopportuno ed indisponibile - afferma il senatore Tomaselli - stante la vivace vocazione agroindustriale, manifatturiera e turistica che verrebbe con tutta evidenza stravolta nelle sue attuali configurazioni socio-economiche, ove tale indiscrezione fosse confermata.

"Si tratta, altresì, di un territorio e di una intera provincia, quella di Brindisi, che da danni sono sede del più grande polo energetico del paese e dell'intera Europa, ospitando ben tre centrali elettriche (Enel ed Edipower a carbone, Enipower a ciclo combinato) per un totale di circa 4000 megawatt prodotti, un contributo unico, per impatto socio-ambientale, al fabbisogno energetico nazionale; nel frattempo, i tempi per l'eventuale ritorno dell'Italia al nucleare si allungano, anche per le crescenti preoccupazioni in tutto il mondo occidentale a seguito del recente incidente alla centrale di Fukushima in Giappone, che ha imposto la rivisitazione di molti programmi nucleari ed il blocco totale in diversi paesi, nonché la revisione dei requisiti tecnici che sovraintendono agli impianti stessi e alla gestione delle scorie, anche attraverso una serie di "stress test" avviati nel parco centrali nucleari operativo in Europa".

"La recente scelta del Governo di procedere alla moratoria di un anno nelle procedure di avvio del ritorno al nucleare, sembra, come annunciato, escludere la parte di procedure che riguarda proprio la individuazione dei siti che dovrebbero ospitare le scorie; si chiede di sapere se il Governo intenda, urgentemente, riferire al Parlamento sui criteri e i contenuti dell'elenco dei siti per i depositi nucleari predisposto da Sogin; se tra i siti individuati via sia il territorio della città di Mesagne o, altrimenti, se ne possa formalmente escludere la presenza.

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