Il Pug della vecchia giunta piacerà alla nuova? Ansie urbanistiche a Ceglie

CEGLIE MESSAPICA – Cosa accadrà ora del Piano urbanistico generale varato dalla giunta di centrosinistra dell’ex sindaco Pietro Federico? Il nuovo sindaco di centrodestra Luigi Caroli e la sua maggioranza lo approveranno una volta ritornato dal vaglio dell’assessore regionale Angela Barbanente? Oppure inseriranno una serie di modifiche che riaprirà di fatto l’iter e lascerà questa città ancora priva del suo primo strumento urbanistico, dopo il vecchissimo Piano di fabbricazione?

Il municipio di Ceglie Messapica

CEGLIE MESSAPICA - Cosa accadrà ora del Piano urbanistico generale varato dalla giunta di centrosinistra dell'ex sindaco Pietro Federico? Il nuovo sindaco di centrodestra Luigi Caroli e la sua maggioranza lo approveranno una volta ritornato dal vaglio dell'assessore regionale Angela Barbanente? Oppure inseriranno una serie di modifiche che riaprirà di fatto l'iter e lascerà questa città ancora priva del suo primo strumento urbanistico, dopo il vecchissimo Piano di fabbricazione?

Previsione non facile. Nei mesi scorsi il centrodestra ha condotto una battaglia dura contro il nuovo Pug di Ceglie Messapica. E questo farebbe pensare ad una sorte già segnata. Ma l'altra sera, nel corso della prima riunione del nuovo consiglio comunale, Nicola Ciracì, sicuramente il leader con più voce in capitolo nel Pdl cegliese, ha detto di essere soddisfatto del Pug, anche perché sono state accolte le due osservazioni da lui avanzate in nome della sua parte politica, relativamente a maggiore restrizioni per edificare in contrada Montevicoli e per quanto riguarda l'area sul lato destro di via Francavilla.

Ovviamente queste affermazioni di Ciracì hanno tranquillizzato coloro che nel Pug vedono una prospettiva di sviluppo e di lavoro. Anche perché si era diffusa una voce secondo la quale la nuova maggioranza avrebbe intenzione addirittura di adottare una delibera di annullamento, per ridare nuovamente incarico al progettista e modificarlo totalmente. Il Pug è arrivato alla stretta finale negli ultimi due anni. L'amministrazione Federico per velocizzare ed evitare di impelagare il Comune in una serie di ricorsi e controricorsi decise di dichiararsi incompatibile perché bene o male anche indirettamente sindaco e assessori potevano avere un interesse personale di congiunti. L'assessore regionale nominò il commissario per tutti gli atti di giunta riguardanti il Pug.

Stessa cosa fecero i consiglieri comunali della maggioranza. Per cui la Regione Puglia nominò un commissario anche per il consiglio comunale. Il Pug fu varato la scorso autunno e pubblicato per consentire ai cittadini di inoltrare le osservazioni. Il commissario accolse le più significative: due presentate dal comitato di cittadini creato da Nicola Ciracì e un'altra di una signora che poneva l'accento su una situazione di particolare delicatezza sul piano idrogeologico in zona Fedele Grande.

Accolte queste osservazioni il commissario ha deliberato l'atto e l'ha inoltrato all'assessore regionale Angela Barbanente che ha a disposizione 150 giorni di tempo per dare il proprio assenso o rispedire il piano al mittente per eventuali modifiche.

Ottenuto l'ok dalla Barbanente in Pug deve ritornare in consiglio a Ceglie per il varo definitivo. Qui può nascere il problema perché l'adozione non è automatica. Può accadere che la maggioranza attuale può anche decidere di modificare il Pug e quindi, in questo caso, bisognerà riaffidare l'incarico al progettista, e far apportare le modifiche. Con tutte le problematiche che ne deriverebbero. Sia sul piano delle osservazioni, che di eventuali incompatibilità.

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