Il Tar sospende il depuratore

CAROVIGNO – Il Consorzio di gestione di Torre Guaceto, composto dai tre soci Comuni di Carovigno e Brindisi e Wwf, contro i Comuni di Carovigno e Brindisi, la Regione Puglia, la Provincia di Brindisi, Commissario Delegato Per L'Emergenza Ambientale in Puglia, Arpa Puglia e Asl Brindisi. Tutto ciò davanti al Tar di Lecce, per bloccare lo scarico provvisorio nel Canale Reale dei reflui depurati del nuovo depuratore di Carovigno Bufalaria.

La foce del Canale Reale a Torre Guaceto

CAROVIGNO - Il Consorzio di gestione di Torre Guaceto, composto dai tre soci Comuni di Carovigno e Brindisi e Wwf, contro i Comuni di Carovigno e Brindisi, la Regione Puglia, la Provincia di Brindisi, Commissario Delegato Per L'Emergenza Ambientale in Puglia, Arpa Puglia e Asl Brindisi. Tutto ciò davanti al Tar di Lecce, per bloccare lo scarico provvisorio nel Canale Reale dei reflui depurati del nuovo depuratore di Carovigno Bufalaria.

La guerra è in famiglia, chi ci rimette è comunque l'ambiente perché Carovigno, San Vito dei Normanni e San Michele Salentino scaricano nel sottosuolo carsico. E il Tar ha per ora sospeso con decreto cautelare del presidente della I Sezione, Antonio Cavallari, l'intera operazione.

Cosa si dovrà fare, lo si deciderà il 9 gennaio nell'udienza di merito fissata oggi a tamburo battente. Il piano della Regione Puglia è quello di procedere con lo scarico provvisorio nel Canale Reale, mentre si lavora già al ripristino della condotta subacquea dell'Asi che, appena un chilometro più a Est, convoglierebbe a maggiore distanza dalla costa i reflui depurati (ma pure sempre ai confini della riserva marina di Torre Guaceto e di fronte ad alcune delle più attrezzate spiagge brindisine, quelle di Apani.

Gli ambientalisti e il Consorzio di Torre Guaceto invece sono contrari anche allo scarico provvisorio, considerandolo una fonte ulteriore di inquinamento della parte di levante della riserva marina. Il Canale Reale è infatti il collettore dei depuratori - molto meno moderni di quello di Bufalaria - di altri tre grossi centri del Brindisino, ma anche di scarichi abusivi, ed inoltre soffre di una pressoché inesistente manutenzione. Ma per ora del risanamento e della vigilanza del Reale si parla molto poco.

Ciò che non è stato possibile risolvere ai tavoli tecnici e della politica, dunque, passa alla decisione del Tar. Poi, molto probabilmente, ci sarà il Consiglio di Stato. La storia del depuratore di Bufalaria appare infinita, mentre il Wwf Puglia si scatena solo a difesa del Canale Reale e della riserva marina, ma del sottosuolo e della falsa sembra interessarsi molto poco, stando ai comunicati, dimenticando che i problemi sono due. In calce, il decreto cautelare del Tar.

decreto cautelare Tar Lecce

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