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Domenica, 16 Gennaio 2022
Ambiente

Ilva, la Regione guarda alla Consulta

BARI - La Corte Costituzionale ha deciso di riunire i due ricorsi per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato presentati dalla procura di Taranto sulle norme cosidette "salva Ilva". Sulla ormai non lontana decisione della Consulta, l'udienza sulla ammissibilita' dei ricorsi si terra' il 13 febbraio prossimo, è intervenuto oggi con una nota l'assessore regionale alla Qualità dell'ambiente, Lorenzo Nicastro, che parteciperà il 30 e 31 gennaio ai lavori del workshop internazionale che si tiene a Bruxelles, organizzato dalla Commissione Europea e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

BARI - La Corte Costituzionale ha deciso di riunire i due ricorsi per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato presentati dalla procura di Taranto sulle norme cosidette "salva Ilva". Sulla ormai non lontana decisione della Consulta, l'udienza sulla ammissibilita' dei ricorsi si terra' il 13 febbraio prossimo, è intervenuto oggi con una nota l'assessore regionale alla Qualità dell'ambiente, Lorenzo Nicastro, che parteciperà il 30 e 31 gennaio ai lavori del workshop internazionale che si tiene a Bruxelles, organizzato dalla Commissione Europea e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

L'Unione Europea sta rivedendo gli studio più recenti con la finalità di osservare le conseguenze sulla salute dell'uomo dei principali inquinanti atmosferici, step fondamentale per valutare se aggiornare e con quali prospettive gli attuali valori limite per la qualità dell'aria vigenti in Europa. Il workshop ha in primo luogo l'obiettivo di descrivere e condividere gli approcci alla valutazione delle prove per la fissazione dei valori limite ambientali in Europa e per la definizione di standard di qualità dell'aria in altri contesti normativi, ad esempio, gli Stati Uniti.

In seconda istanza, il vertice ha lo scopo di presentare le ultime scoperte sugli effetti dell'inquinamento atmosferico sulla salute, e tentare di individuare, laddove possibile, un valore limite di concentrazione "sicura" al di sotto della quale non si osservano effetti sanitari. Riguardo il caso Taranto, Nicastro ha manifestato le speranze che la giunta regionale pugliese nutre per il pronunciamento della Corte Costituzionale.

"Le decisioni che la Corte Costituzionale si accinge ad assumere, sul conflitto di attribuzione promosso dalla magistratura tarantina, e, soprattutto, sulle eccezioni di incostituzionalità sollevate su aspetti della Legge 231 del 2012 (detta salva Ilva) potrebbero rivestire una portata storica. Non è in gioco solo la possibilità che vengano ridefiniti gli ambiti al cui interno la funzione giurisdizionale concorre, con le proprie decisioni, ad affermare l'imperio delle leggi e la sovranità della Repubblica", rileva l'assessore Nicastro.

"La partita che si sta giocando a Taranto e a Roma, per gli aspetti immediatamente riferibili alle possibili differenti interpretazioni delle norme, sia di diritto sostanziale che di diritto processuale, ha caratteristiche - sottolinea Nicastro - tali da poter determinare nuovi assetti non solo tra i poteri dello Stato, ma, e questo è il dato su cui occorre riflettere maggiormente, sulla stessa 'gerarchia' dei diritti fondamentali dei cittadini".

"La storia sociale dell'Italia Repubblicana si è sviluppata, sino ad oggi, secondo le coordinate che la Costituzione ha individuato e che hanno utilmente traghettato l'Italia inesistente del dopoguerra, verso l'approdo inimmaginabile delle potenze industriali ed economiche del pianeta", prosegue l'assessore all'Ambiente della Puglia.

"Questo, ed è il vero miracolo, è accaduto - afferma Nicastro - senza rinunciare alle scommesse di crescita sociale complessiva che la Costituzione prometteva. Una nuova dignità del lavoro, culminata con l'adozione dello Statuto del 1970 e con tutta la successiva legislazione a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro. Una nuova visione della proprietà privata, soprattutto dell'esercizio delle prerogative che le sono inalienabili, che tenga conto anche delle aspettative di chi nulla possiede ad accezione del diritto di vedere esercitate le prerogative di chi possiede, secondo criteri che tengano conto delle aspettative di comune crescita sociale".

"Una nuova, e prima sconosciuta, consapevolezza che salute ed ambiente si declinano allo stesso modo, sono due aspetti complementari di un unico grande bene comune: il diritto ad una nuova qualità dell'esistenza. Ecco, tutto questo, questa gerarchia di valori - afferma ancora Nicastro - su cui abbiamo costruito il patto sociale dal dopoguerra in poi, rischia di essere scardinato: il tema della produzione, quale che siano le modalità con cui essa viene attuata, diventerebbe valore assoluto comprimendo altri diritti come quello alla salute, alla sicurezza dei luoghi di lavoro, alla tutela della matrice ambientale".

"Dai prossimi mesi la giurisdizione potrebbe essere chiamata ad una nuova sfida, quella di interpretare nell'applicazione delle leggi le nuove priorità e con esse un nuovo assetto dei diritti fondamentali. Questo non potrà e non dovrà mai significare scordarsi delle vecchie priorità. Le leggi, in fondo, sono strumenti - conclude Lorenzo Nicastro - che servono agli uomini per vivere meglio. Quando questo non accade significa che non sono buone leggi."

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