Ilva: bufera giudiziaria e tempesta vera

TARANTO - "Cosa sta succedendo?" la voce di un operaio dell'Ilva dopo aver avvertito un forte rumore provenire dall'esterno di un'officina. "Non lo so, sta succedendo qualcosa, qui sta saltando tutto", risponde un collega. Dopo pochissimi istanti le sirene di allarme degli impianti di ossigeno e altre macchine all'interno dello stabilimento siderurgico, iniziano a suonare. La tromba d'aria si stava abbattendo sulla testa degli operai dell'Ilva di Taranto. Qualcuno ha dato l'allarme di evacuazione. Le tute blu e grigie sono così corse fuori dai cancelli. Sono 38 i feriti accertati e un ragazzo di 29 anni, disperso in mare, precipitato con una gru sulla quale stava lavorando nell'area terzo sporgente del porto.

La tromba marina sull'Ilva

TARANTO - "Cosa sta succedendo?" la voce di un operaio dell'Ilva dopo aver avvertito un forte rumore provenire dall'esterno di un'officina. "Non lo so, sta succedendo qualcosa, qui sta saltando tutto", risponde un collega. Dopo pochissimi istanti le sirene di allarme degli impianti di ossigeno e altre macchine all'interno dello stabilimento siderurgico, iniziano a suonare. La tromba d'aria si stava abbattendo sulla testa degli operai dell'Ilva di Taranto. Qualcuno ha dato l'allarme di evacuazione. Le tute blu e grigie sono così corse fuori dai cancelli. Sono 38 i feriti accertati e un ragazzo di 29 anni, disperso in mare, precipitato con una gru sulla quale stava lavorando nell'area terzo sporgente del porto.

"Il primo dato che mi sento di confermare ed attraverso il quale possiamo rassicurare la cittadinanza, è che tutti gli impianti e i siti industriali dello stabilimento Ilva sono al momento in sicurezza. I feriti sono 38, dei quali nove bambini di una scuola di Statte. Risulta al momento un uomo disperso". Lo dice l'assessore alla Protezione civile, Fabiano Amati. "Le condizioni meteoclimatiche sono al momento nettamente migliorate - assicura Amati - ma lo scenario delineato si presenta importante sotto il profilo dei danni, rispetto ai quali però non abbiamo ancora stime dettagliate poiché il nostro protocollo ci impone di eliminare prioritariamente ogni margine di rischio legato alla incolumità dei cittadini e alla sicurezza degli impianti industriali".

Il bilancio della devastante giornata di oggi a causa del maltempo che si è scatenato in Puglia, soprattutto nelle zone del Tarantino e Brindisino, è di 38 feriti coinvolti nella tromba d'aria che ha interessato Taranto e l'Ilva: nove bambini della scuola media "Leonardo Da Vinci" di Statte, dei quali cinque curati nell'ospedale Moscati di Taranto e altri quattro nell'ospedale di Martina Franca, tutti con lievi ferite ed accezione di uno che è stato sottoposto ad ulteriori accertamenti diagnostici; sette, invece, le persone ricoverate nell'ospedale tarantino Santissima Annunziata, tre delle quali risultano politraumatizzate; due invece - un operaio dell'Ilva e uno dell'Enel - feriti sono ricoverati a Martina Franca (Ta); venti operai Ilva sono stati curati all'interno dell'infermeria dello stesso stabilimento siderurgico nella mattinata.

Mentre le ricerche in mare per l'unico disperso, un operaio Ilva di 29 anni precipitato in mare durante la tromba d'aria, sono state sospese all'imbrunire dalla Capitaneria di porto di Taranto. L'oscurità e le cattive condizioni meterologiche hanno comportato lo stop, e le ricerche riprenderanno domani mattina.

La natura si è scatenata sulla città di Taranto. Una tromba d'aria e un fulmine, oltre alla bufera giudiziaria di questi giorni che ha interessato l'acciaieria più grande d'Europa, si sono abbattuti questa mattina intorno le 10.30 sull'Ilva, provocando crolli e quasi 40 feriti. La zona più colpita nello stabilimento è stata l'acciaieria 1 e 2, dove sono caduti diversi quintali di cemento. La tromba d'aria che si è abbattuta sull'Ilva ha provocato il crollo di un capannone all'imbarco prodotti e della torre faro, è crollato anche il camino delle batterie uno e tre.

Ma ad essere stata colpita per prima è stata la zona Ilva del porto. E' proprio da qui, dal mare, che la tromba d'aria ha preso piede. Istanti terribili per gli uomini a lavoro nell'area terzo sporgente del porto. Ed è qui che Francesco, il 29enne disperso, che stava lavorando sul molo è caduto in mare con il mezzo.

L'evacuazione all'Ilva è stata data quando la tromba d'aria ha attraversando gli impianti e ha spazzato via mezzi e scoperchiato capannoni. C'era il rischio di una probabile esplosione. Poi però l'azienda, con una nota stampa, ha riportato la calma comunicando che lo stabilimento era in sicurezza e non c'era nessun rischio di esplosione. Tutte le emissioni dell'azienda - viene reso noto in un comunicato - sono sotto controllo. Il fulmine caduto su una delle ciminiere ha toccato due tralicci dell'alta tensione.

"Ho visto volare pali dell'elettricità - ha detto un operaio - non ho capito più niente. Ho solo pensato da mettermi in salvo. Prima dell'allarme degli impianti di ossigeno (che sono quelli più pericolosi ndr), con i colleghi ci siamo rifugiati dietro alcuni muretti, altri sono corsi dietro alcuni grossi mezzi. Poi quando ci hanno detto di evacuare senza nemmeno cambiarci, siamo tutti corsi fuori dai cancelli. Sono stati attimi terribili".

Attimi di paura e tensione quelli vissuti stamane dagli operai Ilva che erano ritornati nello stabilimento dopo le 24 ore di sciopero indetto lunedì scorso dai sindacati, dopo la decisione del gruppo Riva di chiudere lo stabilimento di Taranto a seguito del sequestro degli impianti e lo stop dei prodotti finiti e non, da parte delle magistratura tarantina. Stamattina i badge degli operai erano nuovamente stati attivati dall'azienda dopo lo stop duranto quasi 36 ore.

Il ciclone ha colpito violentemente anche Statte, una piccola frazione vicina allo stabilimento Ilva. Statte è stata in alcune parti devastata. Case nel centro storico crollate, così come i campanili delle chiese , auto riverse per strada una sull'altra, tetti di case scoperchiati, stazioni di servizio distrutte. Ad essere colpita dalla furia del tornado è stata anche la scuola media "Leonardo Da Vinci". I vetri delle finestre sono andati in frantumi, ferendo, ma per fortuna lievemente, nove bambini.

"Nessun superamento dei limiti inquinanti" in seguito al fortunale che ha colpito stamani l'Ilva di Taranto è stato registrato dalle cinque centraline dell'Arpa Puglia (quattro nel capoluogo e una nel contiguo comune di Statte) che monitorano la qualità dell'aria. A renderlo noto il direttore del Dipartimento di Taranto dell'Agenzia regionale prevenzione e protezione ambiente, Maria Spartera. Un sopralluogo fatto dalla stessa dirigente nel Siderurgico ha accertato che nessun danno di particolare rilevanza è stato registrato dagli impianti e dalla 'rete gas'. I tecnici dell'Arpa hanno richiesto l'intervento di operai di ditte specializzate per la rimozione di numerose tettoie in eternit disperse all'esterno dello stabilimento, in particolare sulla statale 106.

La situazione meteorologica dettata da forte vento, piogge intense e temporali, sono all'origine dei guasti che hanno colpito, a partire da questa mattina, le linee di distribuzione dell'energia elettrica di media e bassa tensione gestite da Enel in Puglia. Taranto, Statte (Ta), Brindisi e Lecce sono i comuni maggiormente interessati - fa sapere l'Enel - dal fronte temporalesco. "Tutti i tecnici Enel - si legge nella nota - sono prontamente intervenuti e sono riusciti a far fronte a numerosi guasti causati dal maltempo che rende gli interventi difficoltosi. Proseguono tuttora i lavori per far fronte all'emergenza e cercare di ridurre quanto piu' possibile eventuali disagi alla clientela".

Intanto dopo la giornata infernale di oggi, i sindacati Fim Fiom e Uilm hanno confermato lo sciopero per domani di 8 ore in tutto il gruppo Riva e hanno annullato la manifestazione prevista a Roma, mantenendo un presidio sotto la Presidenza del Consiglio. Anche l'Usb - Unione Sindacato di Base - ha deciso di rinviare la manifestazione prevista per domani nella capitale.

"Bisogna che si intervenga velocemente e in modo equo - ha detto l'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, Angelo Bagnasco parlando del caso Ilva - affinché con il tempo e le risorse necessarie si possa risanare quello che è necessario per la salute di tutti e nello stesso tempo mantenere il lavoro per migliaia di famiglie".

"La chiusura dell'Ilva di Taranto ha effetti sociali enormi: è da irresponsabili, in questo momento, lasciare senza reddito 20mila famiglie, per la maggior parte nel sud d'Italia". Così il ministro Corrado Clini in Aula a Montecitorio nell'informativa del governo sulla questione Ilva. Il provvedimento al quale si sta lavorando "dovrebbe consentire all'Ilva di mettere in pratica le indicazioni dell'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) superando il blocco che si è venuto a creare dopo il sequestro degli impianti dell'area a freddo di due giorni fa", ha detto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini. "Le misure indicate dall'Aia consentono di assicurare continuità produttiva e di diminuire in maniera drastica i rischi per la salute e per l'ambiente".

Secondo Clini, "la strada maestra è rendere possibile interventi che l'Ilva deve effettuare per rispettare le prescrizioni dell'Aia del 26 ottobre scorso. Che fanno riferimento alle migliori tecnologie oggi disponibili, indicate dall'Ue. Tali tecnologie dovrebbero essere impiegate a partire dal 2016 ma nell'Aia si dice che devono partire subito, anticipando di 4 anni il termine, al fine di garantire la protezione dell'ambiente e della salute".

Il ministro Clini ha poi sottolineato che, al contrario di quanto riportato da un quotidiano oggi, quando era direttore generale del ministero dell'Ambiente non ha firmato la precedente Aia. "L'autorizzazione integrata ambientale precedente fu rilasciata il 4 agosto 2011 dall'allora ministro Stefania Prestigiacomo e fu preparata dal direttore generale competente che non ero io. Queste affermazioni sono false, così come quella fatta circolare appena si aprì la vertenza quest'estate secondo la quale un dirigente dell'Ilva avrebbe detto al telefono che io ero un uomo dell'Ilva. Sono provocazioni disperate che cercano di impedirmi di lavorare, ma se lo possono scordare".

Ora si aspetta domani, quando il Consiglio dei Ministri si riunirà e discuterà sul caso Ilva. Per 24 mesi, a decorrere dall'entrata in vigore del decreto, l'Autorizzazione Integrata Ambientale, rilasciata il 26 ottobre all'Ilva, ''esplica in ogni caso effetto'' e per ciò, dopo l'ok al decreto, ''è in ogni caso autorizzata la prosecuzione dell'attività". E' quanto prevede la bozza di decreto sull'Ilva, che l'Ansa anticipa. La bozza del decreto legge per risanare l'acciaieria più grande d'Europa potrebbe essere l'unica arma di salvazza per i 25 mila dipendenti Ilva.

In Evidenza

I più letti della settimana

Torna su
BrindisiReport è in caricamento