Giovedì, 29 Luglio 2021
Ambiente

Impianti rifiuti speciali, via allo scontro

BRINDISI - Il PdL si prepara all'azione di contrasto contro il riavvio della piattaforma polifunzionale per il trattamento dei rifiuti speciali e pericolosi, di proprietà dell'Asi e riaffidata con gara al vecchio gestore Termomeccanica, dopo la breve e turbolenta parentesi Veolia Italia. E' uno scontro politico.

La discarica di rifiuti speciali pericolosi di Brindisi ormai chiusa

BRINDISI - Il PdL si prepara all'azione di contrasto contro il riavvio della piattaforma polifunzionale per il trattamento dei rifiuti speciali e pericolosi, di proprietà dell'Asi e riaffidata con gara al vecchio gestore Termomeccanica, dopo la breve e turbolenta parentesi Veolia Italia. Considerando che il centrodestra non ha mai preso di mira in passato l'impianto, l'azione annunciata potrebbe avere alla base motivazioni politiche oltre che preoccupazioni di natura ambientale.

"Abbiamo acquisito la documentazione presentata al Comune da parte dell'Asi e di Termomeccanica riguardante la richiesta di autorizzazione al funzionamento della Piattaforma polifunzionale e ne approfondiremo i contenuti sia in termini economici sia, soprattutto, nelle considerazioni sull'impatto ambientale", fa sapere il capogruppo in consiglio comunale, Mauro D'Attis. Il Comune infatti è chiamato ad esprimere pareri, oltre che a concedere alcune autorizzazioni, come pure la stessa amministrazione provinciale cui l'Asi ha chiesto l'Autorizzazione integrata ambientale, e la stessa Regione Puglia.

Il centrodestra annuncia l'avvio di una discussione critica all'interno dei gruppi di opposizione della stessa area. "Non trascureremo nulla e saremo attenti ad ogni considerazione. Incontreremo le mamme del 'No al Carbone' che nei giorni scorsi hanno scritto ai consiglieri esprimendo preoccupazioni e allarme sulla eventuale ripartenza dell'impianto", avverte Mauro D'Attis. Un annuncio ai cittadini ma anche un segnale al presidente dell'Asi, Marcello Rollo, fortemente voluto in quell'incarico dall'ex presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, da lui difeso dai ricorsi al Tar del coordinatore provinciale del Pdl, Luigi Vitali.

Ferrarese senza incarichi da mesi e indebolito oggettivamente dalla debacle elettorale dell'area di centro, Vitali non più parlamentare: ma lo scontro continua e quell'impianto è uno dei campi di battaglia. Per la storia, va ricordato che la piattaforma si compone di un termodistruttore, sequestrato e fermato a lungo da una iniziativa della procura di Brindisi che ne ha imposto un radicale revamping sulla base delle indicazioni del consulente tecnico d'ufficio, e di una discarica di cui il presidente della Provincia protempore, Michele Errico, nel 2006-2007 impose la chiusura e la messa in sicurezza rifiutando l'ampliamento richiesto.

Poi un contenzioso con la Regione Puglia (con toni anche molto aspri) in cui Errico non potette bloccare l'autorizzazione per un secondo lotto della discarica. Ma si tratta di un ok che non esime Asi e Termomeccanica dal sottoporre il progetto alle valutazioni e alle autorizzazioni di carattere ambientale. Tra i due pezzi della piattaforma, termodistruttore e piattaforma, è quest'ultima la macchina fabbrica-soldi, che in passato ha assicurato anche notevoli entrate all'ex Consorzio Sisri (oggi Asi). Gli interessi - secondo qualcuno, non solo industriali - sono perciò elevati. Sarà uno dei temi centrali dello scontro politico dei prossimi mesi. Anzi, lo è già.

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