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Martedì, 30 Novembre 2021
Ambiente

Incendio di cassonetti a Restinco, identificati tre netturbini

BRINDISI - Finalmente incastrati i tre netturbini piromani, ritenuti responsabili dell’incendio che divampò il 24 agosto scorso presso il Cara - Cie di Restinco. Accertamenti documentali, sequestri effettuati direttamente presso la sede della Monteco, e sofisticati accertamenti tramite software informatici, hanno permesso agli uomini della Digos di incastrare gli operatori ecologici, che saranno da qui a breve destinatari di un formale avviso di garanzia, spiccato dal pubblico ministero Milto De Nozza.

BRINDISI - Finalmente incastrati i tre netturbini piromani, ritenuti responsabili dell'incendio che divampò il 24 agosto scorso presso il Cara - Cie di Restinco. Accertamenti documentali, sequestri effettuati direttamente presso la sede della Monteco, e sofisticati accertamenti tramite software informatici, hanno permesso agli uomini della Digos di incastrare gli operatori ecologici, che saranno da qui a breve destinatari di un formale avviso di garanzia, spiccato dal pubblico ministero Milto De Nozza.

Lavoro di fino da parte degli agenti al comando del dirigente Vincenzo Zingaro. Il filmato registrato dal sistema di videosorveglianza del centro, è stato letteralmente vivisezionato dalla Digos. I ritratti fotografici dei netturbini sospettati sono stati sovrapposti, tramite un particolare software, ai fotogrammi del filmato, acquisendo così prove schiaccianti in merito alla identità dei piromani. I nomi però, sono ancora top secret.

La sequenza di immagini finite nelle mani degli investigatori a fine agosto, mostra il sopraggiungere dell' automezzo della Monteco a ridosso del perimetro del centro per immigrati. Due operatori ecologici scendono dal camion e si avvicinano ai cassonetti. Poco dopo risalgono e mentre il mezzo riparte, dai rifiuti si leva una colonnina di fumo, prima esile, poi sempre più densa e nera.

Per gli investigatori nessun dubbio sulla origine dolosa del rogo che a fine agosto costrinse il personale in servizio al Cie di Restinco a chiedere l' intervento dei vigili del fuoco, prima che le fiamme lambissero la struttura. Si tratta dell' ennesimo episodio che vede come protagonisti i lavoratori della ditta addetta alla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel Comune di Brindisi. Esattamente il terzo in ordine di tempo, nel giro di poche settimane.

I primi accertamenti hanno portato alla luce un giro di smaltimento di rifiuti speciali nella discarica dei rifiuti solidi urbani del capoluogo messapico. Il secondo episodio, per certi versi ancora più inquietante, è stata la scoperta di un deposito di rifiuti ospedalieri, misti a comune nettezza urbana, nell' area parcheggio dell' ospedale Perrino. Discarica occultata, secondo gli investigatori, con la presunta complicità dei dipendenti della stessa Monteco ma all' insaputa dell' azienda.

La penultima puntata è quella che vede due dipendenti della stessa ditta disertare il posto di lavoro, dopo aver puntualmente timbrato il cartellino, e andarsene a zonzo per la città: in palestra, al rione Cappuccini, oppure a fare shopping nei centri commerciali. L'accusa, in questo caso, è di truffa.

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