Inquinamento e centrali, tante firme per l'esposto

BRINDISI - Si è conclusa la campagna per raccogliere consensi attorno alla richiesta di indagine sulla natura dell'inquinamento ambientale nell'area delle centrali a carbone brindisine, quella di Enel Cerano a sud del capoluogo, e quella di Edipower Costa Morena nel porto medio. Migliaia le firme in calce alla petizione lanciata dai gruppi No Carbone, Comitato Anti Cerano e Comitato 8 Giugno, a corredo dell'esposto da consegnare alla procura brindisina,

BRINDISI - Si è conclusa la campagna per raccogliere consensi attorno alla richiesta di indagine sulla natura dell'inquinamento ambientale nell'area delle centrali a carbone brindisine, quella di Enel Cerano a sud del capoluogo, e quella di Edipower Costa Morena nel porto medio. Migliaia le firme in calce alla petizione lanciata dai gruppi No Carbone, Comitato Anti Cerano e Comitato 8 Giugno, a corredo dell'esposto da consegnare alla procura brindisina,

Le conclusioni ed i risultati della campagna saranno illustrati sabato 20 febbraio mattina alle 11,30 dai comitati in una conferenza stampa a Brindisi. Secondo gli organizzatori, dopo le indagini ambientali condotte dall'Arpa, e quelle commissionate dalla stessa Enel, è necessario che sia l'autorità giudiziaria a fare chiarezza sulle fonti della contaminazione dell'aria e dei terreni, anche se per gli ambientalisti vi sono pochi dubbi circa la responsabilità delle termoelettriche a carbone.

Ma la procura già alcuni mesi addietro aveva avviato una inchiesta attorno al nastro trasportatore del carbone e alla stessa centrale di Cerano per chiarire di inquinamento e percentuali di concentrazione effettiva delle sostanze contaminanti sia sulle colture agricole che sugli occupanti delle case rurali della zona. Lavoro con ancora giunto a conclusione.

Intanto a Torchiarolo, centro di 5mila abitanti con il record pugliese di polveri sottili PM10, dall'1 gennaio a giovedì il limite di legge della concentrazione giornaliera delle stesse polveri è stato superato già 24 volte. Per l'Arpa la causa primaria non è la centrale di Cerano distante 8 chilometri, ma il fumo dei caminetti.

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