Inquinamento, sequestri in un oleificio

LATIANO – I carabinieri del Nucleo di tutela ambientale di Lecce sono intervenuti ieri a Latiano in un oleificio industriale, su delega della procura della Repubblica di Brindisi, sottoponendo a sequestro preventivo per violazione delle norme in materia di smaltimento dei reflui vaste aree dell’impianto, oltre a due terreni agricoli, mentre il legale rappresentante della società proprietaria dell’oleificio è al centro di accertamenti da parte della magistratura.

Un'operazione del Noe

LATIANO - I carabinieri del Nucleo di tutela ambientale di Lecce sono intervenuti ieri a Latiano in un oleificio industriale, su delega della procura della Repubblica di Brindisi, sottoponendo a sequestro preventivo per violazione delle norme in materia di smaltimento dei reflui vaste aree dell'impianto, oltre a due terreni agricoli, mentre il legale rappresentante della società proprietaria dell'oleificio è al centro di accertamenti da parte della magistratura.

Il decreto di sequestro è stato emesso dal gip del Tribunale di Brindisi, e riguarda la vasca di stoccaggio dei reflui industriali, i piazzali sui venivano accatastate abusivamente le olive, lo scarico non autorizzato delle acque piovane e i già citati terreni agricoli appartenenti alla stessa azienda. L'indagine affidata ai militari diretti dal maggiore Nicola Candido, verte su varie ipotesi di reato.

Una è l'utilizzo dei due terreni agricoli come discarica non autorizzata delle acque di lavaggio industriale delle olive, e quello di non aver impedito che le acque di molitura delle olive ruscellassero all'esterno dello stabilimento, finendo nei piazzali interni ma anche sulla pubblica via. L'oleificio interessato dai provvedimenti della magistratura è il Frantoio Oleario Antonio Rizzo e Figli Srl, in zona industriale. Il pm titolare delle indagini è Milto De Nozza.

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