Intervento/ Breve cronaca di una città

L’altro giorno mi hanno invitato ad una partita domenicale di calcio a otto. Mi difendo ancora, a 45 anni. Almeno tu ci sei arrivato, mi risponde in campo il giovane di 24 anni.

Porto di Brindisi, il lungomare

L'altro giorno mi hanno invitato ad una partita domenicale di calcio a otto. Mi difendo ancora, a 45 anni. Almeno tu ci sei arrivato, mi risponde in campo il giovane di 24 anni. Non lo vedevo da tempo, e quella partita è stato un modo per rivederci. Già, di leucemia ci si può ammalare anche a 22 anni rischiando seriamente di perdere la vita.

Mi ha fatto un piacere enorme, rivederlo dopo tanto tempo e sapere che sta bene, dopo aver subito il trapianto del midollo. L'ho abbracciato con cautela e baciato con stupore scambiando due parole. E' cambiato molto da come lo ricordavo. Sono di casa all'ematologia, ormai, è un reparto che funziona bene, mi ha confidato con normalità. Ma noi brindisini che sappiamo, non possiamo accettare passivamente che queste sventure siano considerate normalità.

Così come non è normalità veder emigrare i nostri giovani più votati allo studio, costretti a dover andare a studiare fuori per laurearsi, e poi, in molti casi, rimanere lì per motivi vari. Nel caso specifico la città prescelta è stata Torino, ove nonostante le avversità, il mio amico ha completato gli esami in tempi record e sta preparando la tesi trattando la cattura della CO2, collaborando con il Centro Ricerca della Centrale Enel di Cerano.

Vorrebbe rimanere a Brindisi, la sua città, trovare un posto di lavoro e sistemarsi, mettere su famiglia. E' un ragazzo eccezionale, dallo sguardo buono e l'animo nobile. Non ha mai fumato, bevuto, ed era, ed è, uno sportivo. Mi ha riferito di non conoscere le cause esatte della malattia, e quindi di non poter avercela con niente e con nessuno.

Forse per Natale avrà la sua laurea in "Ingegneria Energetica e Nucleare" e non credo, che a lui come a tanti altri, sia sufficiente mostrare un albero di luce a led, nè sapere di un finanziamento all'Ail che lo cura, nè tanto meno apprendere dell'acquisto di un play per la squadra di basket. Cronaca ricorrente di una città in cui si opera considerandola normale.

 

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