Intervento/ "Centrali, grande assente il governo"

BRINDISI - Riceviamo dal movimento Brindisi Bene Comune, e pubblichiamo integralmente, il seguente intervento in cui si pronuncia un giudizio positivo sulla prima giornata della seduta consiliare dedicata ai temi del polo energetico e della salute.

Brindisi, la zona industriale

BRINDISI - Riceviamo dal movimento Brindisi Bene Comune, e pubblichiamo integralmente, il seguente intervento in cui si pronuncia un giudizio positivo sulla prima giornata della seduta consiliare dedicata ai temi del polo energetico e della salute, e si sottolinea negativamente invece l'assenza di un rappresentanzte del governo nazionale, dal quale devono giungere invece le risposte ai problemi posti alla situazione occupazionale e ambientale di Brindisi.

Il consiglio monotematico del 24 gennaio, il primo dei due convocati sul tema energia, ha finalmente dopo anni di silenzi avviato un dibattito vero e serrato sul futuro delle due centrali a carbone Edipower ed Enel.

In una sala gremita come non mai, una intera comunità, dalle associazioni ai sindacati passando per le istituzioni regionali e i parlamentari nazionali e regionali ha potuto esprimersi. Certo i toni sono stati in molti momenti accesi, con una contrapposizione tra cittadini e lavoratori che è il risultato delle ferite inferte ad una Città che in questi ultimi 50 anni ha dovuto scegliere tra la salute ed il lavoro subendo un ricatto che oggi non vogliamo più sopportare.

Anche perchè il polo energetico a Brindisi non è più in grado di produrre lavoro stabile ma anzi rappresenta un freno allo sviluppo portuale, turistico ed agricolo della nostra città. Non quindi una passerella ma un primo vero momento di partecipazione popolare che a lungo abbiamo inseguito e finalmente ottenuto. Non possiamo però non denunciare l'assenza di rappresentanti del governo nazionale che hanno la responsabilità di pacificare la Città dando risposte al disperato bisogno di salute e lavoro. Questa è la prima e più importante sfida che la classe politica locale ha dinanzi a sé : portare il governo ad occuparsi di Brindisi ed inchiodarlo alle proprie responsabilità.

In alcuni interventi si è poi entrato nel vivo delle questioni. Di assoluto rilievo l'intervento del dott. Maurizio Portaluri che ha posto l'intera comunità dinanzi alla gravissima emergenza sanitaria certificata da un impressionante sequenza di studi scientifici che negli ultimi 20 anni sono stati realizzati sullo stato di salute dei cittadini di Brindisi. Un quadro di vera e propria emergenza sanitaria spesso negato da chi non ha mai chiesto indagini epidemiologiche ed oggi replica con insensate ed incomprensibili richieste di certificazione.

Importanti sono state le dichiarazioni dell'assessore Lorenzo Nicastro quando afferma che la Regione Puglia non accetterà che a Brindisi si possa bruciare il Css nella centrale Brindisi Nord respingendo quindi il piano proposto dal gruppo Edipower. Così come importante è la richiesta che è stata avanzata dalla Regione per una riapertura dell'Aia per la centrale Enel di Cerano per valutare il danno sanitario, la riduzione del carbone e, aggiungiamo noi di Brindisi Bene Comune, la necessità della metanizzazione.

Una richiesta di riapertura dell'Aia alla quale il Governo per adesso non ha ancora risposto. Certo vi sono responsabilità del governo ma anche la Regione deve assumersi le sue responsabilità dando seguito alle dichiarazioni con pareri non favorevoli ai progetti presentati.

Così come importante è stato l'intervento dell'onorevole Elisa Mariano quando ha ricordato che alla sua interrogazione parlamentare al governo sul perchè non è stato affrontato il tema della riduzione del consumo del carbone e la metanizzazione di Cerano ha ottenuto come risposta che nessuno tra Regione, Provincia e Comune ha mai posto questo problema. Una denuncia forte di una politica spesso ipocrita che non dà alcun seguito alle dichiarazioni buone evidentemente solo per le campagne elettorali.

Fondamentale adesso sarà il consiglio comunale del 31 gennaio quello nel quale chiederemo un cambiamento di rotta per portare Brindisi fuori dal carbone entro il 2020, respingendo il progetto Edipower e chiedendo la riapertura dell'Aia per Enel con la quale prevedere subito una drastica riduzione del carbone e l'avvio della progressiva metanizzazione della centrale. Richieste che devono accompagnarsi all'apertura di un tavolo di confronto con il governo per dare risposte ai lavoratori che non possono essere lasciati soli a pagare il prezzo delle sciagurate scelte di questi ultimi 50 anni. (Brindisi Bene Comune)

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