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Intervento/ Quei 20mila cassonetti mai lavati

BRINDISI - Chi deve lavare e sanificare gli oltre 20.000 cassonetti condominiali collocati nei cortili condominiali esistenti in città? Non certamente la società incaricata del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani e dei servizi accessori.

BRINDISI - Chi deve lavare e sanificare gli oltre 20.000 cassonetti condominiali collocati nei cortili condominiali esistenti in città? Non certamente la società incaricata del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani e dei servizi accessori, in quanto l’amministrazione comunale non ha provveduto ad includere questo importante servizio nel contratto di appalto sottoscritto dal Comune di Brindisi e dalla società Monteco . Né finora si è deciso di affidarne l’incarico.

Non possono farlo personalmente i condomini, perché il rifiuto proveniente dal lavaggio dei contenitori è stato classificato rifiuto speciale non pericoloso e come tale deve essere smaltito da aziende iscritte all’albo, come dispone in proposito il decreto legislativo 152/2006 . In pratica quei cittadini dovrebbero accollarsi anche le spese per il lavaggio e la sanificazione dei cassonetti, in aggiunta a quelle già particolarmente gravose derivanti dal pagamento della Tares.

Nel frattempo, non essendo mai stati in molti casi lavati e sanificati da quando sono stati collocati nei condomini, emanano odori sgradevoli , nauseanti, assolutamente insopportabili a causa della fermentazione delle scorie dei rifiuti, specie quelli di natura organica. Per questo molti cassonetti sono diventati di fatto ricettacolo di mosche, zanzare, topi, vespe, con evidente decadimento di quei luoghi dal punto di vista igienico sanitario.

Per questi motivi i cittadini esasperati per i possibili rischi, che quella situazione può comportare per la loro salute e quella dei loro familiari, hanno cominciato a riportare in strada i cassonetti collocati all’interno dei condomini. Col risultato di rimettere in strada quello che per motivi di decoro urbano si era deciso o tentato di togliere per migliorare la scena urbana, l’igiene e la vivibilità della città

A questo sono arrivati i cittadini esasperati da questa situazione, ma anche dall’inerzia rispetto a tanto degrado e a tanto rischio sanitario. In questo contesto di ritardi, di scarsa sensibilità e di considerazione per le esigenze e i diritti dei cittadini da parte dell’amministrazione, si inquadra la decisione di spostare i 24 bidoni condominiali di raccolta rifiuti di umido e indifferenziati sul marciapiede a ridosso dei parcheggi auto, di cui due riservati ai disabili, sulla via del Lavoro al rione Minnuta.

Con il risultato che diverse ore della giornata i rifiuti occupano non solo il marciapiede, ma anche i parcheggi per disabili , che dovrebbero avere una funzione ben diversa da quello di discarica, ma anche ricevere una tutela diversa e più incisiva da parte di chi ha la responsabilità di far rispettare le norme.

Crediamo che non si possa rimanere ulteriormente ai margini del problema. E’ necessario ed urgente intervenire per eliminare tutte le situazioni di rischio igienico sanitario, disponendo il servizio di lavaggio e di sanificazione periodica dei cassonetti e dei luoghi in cui sono stati collocati, senza costi aggiuntivi, inserendo questa attività nel nuovo capitolato d’appalto dei rifiuti, ma anche, e soprattutto, tutelare i diritti delle persone, specialmente quelle in difficoltà, che non possono essere ulteriormente oltraggiate nel silenzio generale.

 

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