Intervento/"No pale e centrali nei vigneti"

Ritengo utile ed appropriata l’iniziativa per lanciare l’allarme sul rischio invasione pale eoliche nelle campagne brindisine e leccesi.

Elisa Mariano

Ritengo utile ed appropriata l'iniziativa svoltasi presso la cantina Due Palme e organizzata dal Consorzio di tutela del Salice salentino per lanciare l'allarme sul rischio invasione pale eoliche nelle campagne brindisine e leccesi. E'fondamentale che ad evidenziare il pesantissimo impatto in termini ambientali di questi impianti di energie rinnovabili siano i più capaci produttori di vino della nostra zona, che grazie alla qualità e tipicità dei loro prodotti sono riusciti, in questi anni di crisi, ad imporsi sul mercato ed a rendere allo stesso tempo più noto ed attraente il nostro territorio e le sue specificità.

Troppo spesso, infatti, chi contesta l'insediamento di questi impianti viene liquidato come portatore della sindrome Nimby e così sfugge ai più che oggi le ragioni di tutela del territorio, della biodiversità, della salvaguardia della qualità delle produzioni rappresentano, invece, un presupposto ineliminabile per traguardare la frontiera dello sviluppo sostenibile da tanti anelata.

In questa prospettiva il comparto agricolo e l'agroalimentare di qualità non possono che rappresentare un settore trainante che merita la massima attenzione e dedizione da parte delle istituzioni, un settore che si muove sempre più nel segno della multifunzionalità', cioè nella capacità di legare il prodotto agricolo o trasformato (vino, olio, etc..) con i saperi ed i sapori, le caratteristiche ambientali, la storia e la cultura dei luoghi ove questi sono prodotti così da renderli unici ed irriproducibili e quindi appetibili a larghe fasce di consumatori sempre più attratti da concetto del tipico abbinato all'alto valore salutistico contenuto negli alimenti. Ciò crea, di fatto, un ponte tra l'offerta turistica ed il settore agricolo ed è questa una strategia che può rivelarsi vincente per il futuro del Mezzogiorno.

Certamente nell'ottica della sostenibilità è anche l'idea dell'aumento delle energie da fonti rinnovabili, ma ciò è vero nella misura in cui la loro diffusione ed intensificazione sostituisce effettivamente la quota di energia prodotta da fonte fossile, e così purtroppo non avviene a Brindisi. Al forte impatto ambientale e sanitario già generato dal carbone bruciato dalla centrali elettriche, si è sommata, in questi anni, la proliferazione di migliaia di impianti di rinnovabili che hanno letteralmente preso d'assalto le campagne del brindisino con l'unico risultato di desertificare terreni una volta fertili sino a modificarne le caratteristiche geomorfologiche. Oggi immaginare un loro ulteriore aumento in località a forte vocazione agricola e distintesi per produzioni di qualità è semplicemente una follia.

Per questi motivi esprimo il mio pieno sostegno alla richiesta avanzata dal Consorzio di tutela del salice salentino e il massimo impegno, in tutte le sedi utili, affinchè siano individuate le modalità più opportune per scongiurare tale "invasione" di pale eoliche, peraltro resa possibile dall'enorme ritardo accumulato nella regolamentazione del settore da parte dei passati governi. Per le stesse motivazioni, ribadisco la mia netta contrarietà all'ipotesi di insediamento di una o più centrali a biomasse nel territorio di Cellino San Marco, insediamenti di cui non si avverte la necessità sul piano dell'approvvigionamento energetico e che sortirebbero l'unico effetto di aggravare una situazione ambientale già di per sé delicata in un territorio che, invece, va salvaguardato e tutelato con tutte le nostre forze.

*deputato Pd

 

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