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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Ambiente

La Cgil: "La bozza di convenzione è carente. Sull'energia un vero confronto"

BRINDISI - Anche per la Cgil la bozza per il rinnovo della convenzione tra Regione, Provincia, Comune ed Enel è carente in molti aspetti, e contradditoria in altri. In un documento inviato al governatore della Regione Puglia, al presidente della Provincia di Brindisi, al sindaco di Brindisi, ai capigruppo dei consigli provinciale e comunale, alle associazioni ambientaliste, alle forze politiche ma anche ai sindaci dei Comuni di Torchiarolo, Cellino S.Marco e S.Pietro Vernotico, la Cgil ripropone il problema di una trattativa complessiva sugli impatti ambientali di tutti gli insediamenti energetici del polo brindisino, ma anche sul furuto delle rinnovabili, e sul nodo sviluppo-ambiente. Un tentativo importante di portare il confronto a livello orizzontale mentre sembra che l'orientamento politico prevalente sia quello di effettuare solo ciò che dovrebbe rappresentare il passaggio finale: l'esame nelle assemblee elettive.

BRINDISI - Anche per la Cgil la bozza per il rinnovo della convenzione tra Regione, Provincia, Comune ed Enel è carente in molti aspetti, e contradditoria in altri. In un documento inviato al governatore della Regione Puglia, al presidente della Provincia di Brindisi, al sindaco di Brindisi, ai capigruppo dei consigli provinciale e comunale, alle associazioni ambientaliste, alle forze politiche ma anche ai sindaci dei Comuni di Torchiarolo, Cellino S.Marco e S.Pietro Vernotico, la Cgil ripropone il problema di una trattativa complessiva sugli impatti ambientali di tutti gli insediamenti energetici del polo brindisino, ma anche sul futuro delle rinnovabili, e sul nodo sviluppo-ambiente. Un tentativo importante di portare il confronto a livello orizzontale mentre sembra che l'orientamento politico prevalente sia quello di effettuare solo ciò che dovrebbe rappresentare il passaggio finale: l'esame nelle assemblee elettive.

Il documento sull'energia a Brindisi della Cgil

Nonostante nello scenario economico internazionale la produzione di energia abbia una grossa rilevanza e giochi un ruolo determinante nello sviluppo industriale, in Italia continua a mancare qualsiasi pianificazione strategica che consenta di gestire al meglio l'intero settore produttivo, sfruttando in maniera ottimale il mix di combustibili utilizzabili e regolamentando responsabilmente la produzione da fonti rinnovabili, pur in una condizione di mercato completamente liberalizzato.

In tale contesto trova ragione la decisione della Regione Puglia di dotarsi del PEAR, al fine di fotografare l'esistente, fissare precisi obiettivi, regolamentare il sistema, orientare le scelte in termini di efficientamento energetico, di riduzione dell'impatto ambientale e di valorizzazione degli insediamenti industriali. Il tutto nell'ottica di un modello di sviluppo sostenibile.

Ciò deriva dalla consapevolezza del ruolo strategico della nostra regione nella produzione energetica rispetto al panorama nazionale, pari a circa 7.000 MW di cui 4490 a Brindisi nelle tre aziende presenti ( 2640 MW da ENEL, 640 MW da EDIPOWER, 1170 da ENIPOWER) cui si è aggiunta da pochi mesi la SFIR uno zuccherificio che con lo scarto di barbabietola può produrre energia per circa 40 MW.

E' indubbio, allora, riconoscere al territorio brindisino la rilevante risposta che fornisce al fabbisogno energetico nazionale, così come rappresenta per Enel, nell'ambito nazionale e non solo, un insediamento produttivo importante in termini di profitti. E non trascuriamo che ciò abbia avuto una ricaduta positiva per il territorio in termini di crescita economica legata all'occupazione che le Centrali hanno prodotto, ma ciò va visto come normale legame di reciprocità tra produzione e lavoro. Può sembrare inutile ricordarlo, ma la necessità nasce dalla preoccupazione che le relazioni con le aziende, specie al sud, possano essere ancora inficiate da vecchi retaggi culturali che pongono il territorio in una posizione di subalternità. Non può essere così, altrimenti qualsiasi accordo a tali condizioni sarà "al ribasso".

Ciò detto, riteniamo vincolante, in materia energetica, ragionare partendo da una visione d'insieme del sistema produttivo esistente e degli ulteriori investimenti che si intendono realizzare. Per le stesse ragioni riteniamo errato che nel definire intese e/o convenzioni, ci si possa riferire solo ad ENEL e non all'intero polo energetico brindisino, che abbiamo sempre sostenuto vada complessivamente coinvolto, sin dall'inizio, potendo così traguardare una bolla ambientale unica quale risultato finale dell'interlocuzione tra le aziende interessate e il territorio, per la realizzazione della quale devono risultare chiari gli impegni di ciascuno. Nello specifico, riguardo al testo divulgato del "protocollo d'intesa per la ricerca, lo sviluppo di fonti di energia da fonti rinnovabili, l'efficienza e il risparmio energetico" che dovrebbe essere sottoscritto tra Regione Puglia, Provincia di Brindisi, Comune di Brindisi e ENEL S.p.A., come CGIL di Brindisi esprimiamo forti perplessità che andiamo di seguito ad esplicitare.

Investimenti economici

Nella bozza manca qualsiasi riferimento economico agli investimenti, non vengono sanciti in modo esplicito gli importi per l'ammodernamento degli impianti, i progetti per l'innovazione e la ricerca, gli impianti dimostrativi sperimentali, garanzie per più elevati standards di qualità del servizio elettrico, implementazione delle reti elettriche per il collegamento delle rinnovabili: tutti impegni del Gruppo ENEL annunciati nella bozza di protocollo !

Impatto ambientale

Ciò che attiene al tema dell'ambientalizzazione della centrale non può più essere considerato oggetto di "accordo volontario". Infatti, sulla base delle normative vigenti saranno decretati anche per ENEL, come per qualsiasi azienda ( non solo di produzione energetica ) vincoli prescrittivi per il funzionamento degli impianti. A procedimento di Autorizzazione Integrata Ambientale non ancora concluso, consideriamo temporalmente inopportuno sottoscrivere accordi che possano rivelarsi del tutto inutili o addirittura controproducenti rispetto ai contenuti del decreto ministeriale.

In riferimento alla riduzione delle emissioni massiche, della riduzione della CO2 e della riduzione della quantità di carbone utilizzato, nel ribadire che consideriamo necessaria la coerenza con gli obiettivi del PEAR ( in un orizzonte temporale di 10 anni, riduzione delle emissioni di CO2 del 25% rispetto ai valori del 2004 ) rileviamo che i valori indicati nella bozza sono di difficile interpretazione se non vengono riportate chiaramente le quote di emissione di CO2 assegnate dai Decreti ministeriali ed esplicitate le reali quantità emesse negli ultimi anni.

Comunque, in base ad alcuni dati a noi noti, ci sembra insufficiente, e forse non coerente con le quote ministeriali assegnate alla Centrale Enel di Brindisi sud fino al 2012, l'abbattimento del 10% della CO2 - a parte l'ulteriore 5% da compensazione ( ?! ) - e pensiamo debba essere chiaramente esplicitata la percentuale di riduzione della quantità di carbone.

Esprimiamo preoccupazione e perplessità per l'utilizzo del CDR (e/o CSS) come fonte energetica alternativa. A tal proposito non è stata fornita alcuna informativa su quanto già realizzato da ENEL nella Centrale Termoelettrica di Fusina (VE). Sarebbe interessante approfondire, a tal proposito, eventuale documentazione fornita dall'Azienda, ma soprattutto i dati ambientali dell' ARPA di Venezia. Tutto quanto contenuto nel Protocollo ci sembra più rispondere alla necessità di creare una risposta all'emergenza rifiuti, certamente importante, che però va affrontata separatamente e risolta con interventi pianificati dell'intero ciclo.

Per la combustione di CDR e di altri eventuali Combustibili Solidi Secondari, nell'eventualità che congiuntamente le tre Istituzioni Locali decidessero di esplorare questa possibilità, bisognerebbe, da subito, esplicitarne la tipologia, per evitare rischi e garantirne la sostenibilità ambientale. Il documento non fa cenno ad alcun approfondimento tecnico sulla affidabilità del processo di combustione. Conveniamo sulla necessità di produzione di energia da fonti rinnovabili, quali il fotovoltaico e l'eolico, soprattutto in una logica di compensazione correlata alla riduzione della produzione di energia da combustibile fossile, specialmente in una realtà come quella brindisina. Ma la produzione energetica frazionata e diffusa da fonti rinnovabili, nella nostra Provincia, sta creando una nuova emergenza in termini di tutela del territorio.

Per la difesa dei terreni ad uso agricolo e per la tutela paesaggistica è quanto mai urgente un intervento sinergico delle Istituzioni per sviluppare un'azione di controllo atta a contrastare un insediamento selvaggio e fuori d'ogni accettabile percentuale di quota di produzione e per impedire eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata. Ciò nelle more dell'emanazione delle norme che disciplinino la produzione su tutto il territorio nazionale, peraltro sollecitata nell'ultima conferenza Stato-Regioni. A Brindisi, a nostro avviso, le autorizzazioni per il fotovoltaico dovrebbero essere concesse solo per impianti sui tetti o per impianti che consentano la possibilità di continuare a sfruttare i terreni occupati dai pannelli per la produzione in serra, creando concrete opportunità occupazionali.

Investimenti nella ricerca

Siamo convinti che gli investimenti nella ricerca e nell'innovazione tecnologica debbano rappresentare impegni precisi di ogni realtà imprenditoriale. A maggior ragione nel caso in cui le aziende di riferimento hanno, per specificità produttiva, un debito sociale accumulato negli anni non intervenendo nel miglioramento delle fasi di processo e procurando, quindi, danni in termini di inquinamento. Abbiamo chiesto per il Centro Ricerca ENEL il consolidamento della presenza in termini di adeguamento degli organici, risorse finanziarie, dotazioni scientifiche e tecnologiche, realizzazione di impianti sperimentali e dimostrativi. La realizzazione dell'impianto sperimentale di cattura della CO2 va in questa direzione, così come rivendichiamo l'attuazione di tutti gli altri progetti che non abbiano per l'azienda un immediato ritorno in termini di profitto. Anche rispetto a ciò riscontriamo contraddizioni nella bozza, atteso che sono stati sospesi i finanziamenti e non ci sono ancora state le nuove assunzioni previste.

La responsabilità sociale d'impresa

E' questo per la CGIL il punto nodale su cui si gioca l'autorevolezza di tutto il territorio nel rapporto con ENEL come con gli altri grossi gruppi dell'intero polo energetico e, a nostro avviso, anche dell'intero polo chimico. Parliamo di multinazionali che, negli anni, hanno complessivamente avuto solo attenzioni residuali nei confronti dell'intera comunità. Nella difficile fase economica che stiamo vivendo e nell'incertezza delle prospettive connesse all'attuazione di un federalismo fiscale che potrebbe ulteriormente penalizzare e mettere in difficoltà le aree più deboli del Paese, bisogna saper rivendicare investimenti in grado di contribuire a migliorare la qualità della vita e il benessere delle persone. E su questo terreno le azioni da mettere in campo possono essere tante, dall'implementazione ed efficientamento della rete elettrica, alla rete infrastrutturale, alla rete di servizi alla persona. Certamente delle novità per Brindisi, ma non per le aziende che in tal senso si sono già caratterizzate in altri territori.

La Segreteria Confederale

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