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La salicornia salverà Punta Penne

BRINDISI - Al posto della discarica abusiva a cielo aperto di materiale di risulta (guarda le immagini nell’archivio video di BrindisiReport.it), nella zona di Punta Penne e Punta del Serrone un Sito di interesse comunitario, per potervi utilizzare fondi destinati alla tutela delle aree protette. Smonta la polemica, e rilancia, l'assessore Cesare Mevoli che passa carte alla mano al contrattacco, dopo l'invito ad intervenire dei consiglieri Enzo Albano e Francesco Cannalire.

BRINDISI - Al posto della discarica abusiva a cielo aperto di materiale di risulta (guarda le immagini nell'archivio video di BrindisiReport.it), nella zona di Punta Penne e Punta del Serrone un Sito di interesse comunitario, per potervi utilizzare fondi destinati alla tutela delle aree protette. Smonta la polemica, e rilancia, l'assessore Cesare Mevoli che passa carte alla mano al contrattacco, dopo l'invito ad intervenire dei consiglieri Enzo Albano e Francesco Cannalire.

Obiettivo, risanare un tratto di costa pregevole e dalle risorse insospettate, per troppo tempo alla mercé di individui senza scrupoli che certo non amano la propria terra e che sono la vergogna di troppe città meridionali grandi e piccole. Un'area di circa 25 ettari, che è ridotta ad un ammasso di rifiuti anche speciali e pericolosi. Ma "l'amministrazione comunale - risponde Mevoli - non è rimasta a guardare in questi anni e ha una risposta seria da dare ai consiglieri di opposizione perché è pronta a spendere 2 milioni e 100 mila euro ottenuti dalla Regione proprio per trasformare la zona".

Il progetto redatto dalla dottoressa Anna Maria Tudisco, dirigente del Settore ambiente, con l'ing. Gianluigi Fantetti e il geom. Marina Mautarelli, mira a ricreare lo status ecologico originario con essenze di macchia mediterranea, la creazione di percorsi, la parziale recinzione di alcune zone per preservare il sito da ulteriori episodi di scempio, la trasformazione dell'area in Sito di interesse comunitario (Sic) per la presenza di una specie botanica rara e in via di estinzione, la "Salicornia", e per questo obiettivo è stata prevista anche l'installazione di un'apposita segnaletica per conoscere le specie protette da vicino.

L'intervento è stato finanziato con i Piani operativi regionali 2007-2013, asse 2 linea d'intervento 2.5, "Interventi di miglioramento della gestione del ciclo integrato dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati". Oltre a questo preciso progetto Mevoli proporrà anche l'inserimento della zona nella discussione del Pug di cui si parlerà il prossimo 25 agosto in consiglio comunale.

"Il Comune non si è mai disinteressato della zona, dice Mevoli, che è stata sottoposta a caratterizzazione e mappatura satellitare. Nell'area sono stati stoccati finora, tra gli altri, 14 mila tonnellate di inerti e 4 tonnellate di rifiuti speciali. Sono oltre trent'anni che da quando i brindisini vanno a costruire le loro residenze nella zona il materiale di risulta di lavorazioni edili viene scaricato a Punta Penne. L'appello nei confronti di tutti è al rispetto e alla cura del territorio".

Quanto alle sortite dei consiglieri di opposizione ecco la risposta dell'assessore al ramo: "Invito i consiglieri prima di partire con le critiche a documentarsi su quanto sta facendo questa amministrazione". Ma ne sentiremo ancora parlare, della faccenda di Punta Penne e dintorni: non va dimenticato che recentemente il Comune di Brindisi ha chiesto all'Agenzia del Demanio l'assegnazione di alcuni immobili nella zona, a partire dalle vecchie batterie costiere. Che uso fare di questo patrimonio? Il confronto è aperto, ma l'obiettivo potrebbe essere quello di un parco urbano sul mare.

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