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Martedì, 25 Gennaio 2022
Ambiente

"L'emergenza erosione costiera resta senza risposte chiare". Ora tocca ai Comuni

BRINDISI - Qual è lo stato di salute delle coste brindisine? E’ questa la domanda alla quale i redattori del Piano costiero regionale avrebbero dovuto rispondere nel convegno organizzato presso palazzo De Leo, sede dell’amministrazione provinciale. La risposta è arrivata, lapidaria, e tutt’altro che confortante. Ne parliamo con Tommaso Elia, esperto in forza al Servizio geologico nazionale, nonché autore di uno studio sulle coste commissionato dal Comune di Brindisi e consegnato alla Regione Puglia a luglio di due anni fa, a corredo del Piano costiero regionale adottato ma non ancora approvato, esattamente il 6 agosto 2009.

BRINDISI - Qual è lo stato di salute delle coste brindisine? E? questa la domanda alla quale i redattori del Piano costiero regionale avrebbero dovuto rispondere nel convegno organizzato presso palazzo De Leo, sede dell?amministrazione provinciale. La risposta è arrivata, lapidaria, e tutt?altro che confortante. Ne parliamo con Tommaso Elia,  esperto in forza al Servizio geologico nazionale, nonché autore di uno studio sulle coste commissionato dal Comune di Brindisi e consegnato alla Regione Puglia a luglio di due anni fa, a corredo del Piano costiero regionale adottato ma non ancora approvato, esattamente il 6 agosto 2009.

Dottor Elia, le nostre coste sono in buona salute come dice il Piano costiero regionale oppure sono in rovina come sembra anche al più profano dei brindisini?

Lo ha detto lapidariamente il professor Rosario Di Santo, segretario dell?Autorità di Bacino,  dichiarando a chiare lettere l?estremo rischio e la pericolosità delle nostre coste. Finalmente.

Di tutto questo c?è traccia nel piano costiero adottato ma non ancora approvato (e costato circa un milione di euro)?

No. Pare che quel piano dobbiamo accettarlo così com?è con tutti i suoi macroscopici limiti, incongruenze e quant?altro. Si sta correndo ai ripari, tardivamente. A fine gennaio sono state adottate le linee guida per gli interventi sulle coste basse. Sono in fase di elaborazione le linee guida per le coste alte, assegnate all?Università della Basilicata.

Non c?erano studiosi all?altezza nell?Università salentina?

C?erano e ci sono, ma per qualche ragione nessuno li ha visti. La testimonianza è che in oltre due ore di convegno non è stata proiettata nessuna testimonianza, nessuna immagine, nessun fotogramma relativo alle costa brindisina. Le uniche foto mostrate erano relative alla marina di Lendinuso, a Torchiarolo, dove a settembre scorso una violenta mareggiata è arrivata a ridosso delle abitazioni civili. Di tutto il resto niente.

Del rischio di cui oggi ci si accorge, la Regione era stata avvertita in uno studio commissionato dal Comune nel 2009, giusto?

Quello studio portava la mia firma. Segnalavamo sia un aspetto ambientale, migliaia di tonnellate di rifiuti depositate sulla costa, in arrivo dal mare, sia per effetto delle attività (o della inciviltà) umana. Al quale si somma un ?naturale? fenomeno di erosione, esponenziale, accelerato, un esempio didattico di erosione incipiente. Quello studio, che rappresentava una osservazione e una integrazione al piano, fu respinto perché respinto perché presentato in anticipo rispetto alla pubblicazione del piano. Siamo stati troppo celeri.

Vuol dire che la tragedia in cui è morto il giovane ricercatore Paolo Rinaldi, si poteva scongiurare?

Io dico solo che avevamo paventato a chiare lettere quel rischio, ma che probabilmente nessuno ha ritenuto degno di accoglimento o di attenzione. Forse quello studio non è stato nemmeno letto.

Cosa si può fare adesso per correre ai ripari?

Difendere le coste dalle mareggiate,  ma esclusivamente con opere a mare a bassissimo impatto paesaggistico e ambientale. E non come suggeriscono le linee guida che propongono i ripascimenti, noi dovremmo sversare della sabbia che non sappiamo dove andare a prendere, per ritrovarci punto e a capo l?anno successivo. Fra l?altro, nulla è noto circa le risorse da destinare, le opere da realizzare e i tempi di cantierizzazione. Amati ha anche aggiunto, a chiare lettere, che non ci sono risorse e che non può essere questa la principale emergenza della Puglia.

Questa l?opinione del geologo. Sul Piano regionale ? che definisce anche la fruibilità della fascia demaniale ? e sulla sua corrispondenza alla reale situazione del litorale brindisino non ha espresso giudizi invece l?amministrazione provinciale, padrona di casa del convegno. Nel comunicato finale si spiega che l?assessore regionale Fabiano Amati ha ?specificato come linee guida illustrate dovranno essere attuate dai singoli piani comunali delle coste in quanto non si potranno prevedere interventi che contrastano con lo stesso Piano regionale?.

Si annuncia anche  l?assessore provinciale alla Pianificazione territoriale, Maurizio Bruno, sarà ?a disposizione dei Comuni rivieraschi al fine di attuare un?attività di coordinamento nella stesura dei piani rispetto a progetti e politiche che ciascun Comune realizzerà?, per poi chiedere ?un incontro specifico con gli uffici tecnici dei Comuni interessati proprio per definire, programmare e coordinare eventuali progetti da presentare?. C?è qualche speranza che in quella sede si riapra il problema degli strumenti realmente necessari e dei finanziamenti?

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