Lng: “Rigassificatore a Brindisi più sicuro di quello spagnolo”

BRINDISI – E’ stato Anton Martinez, responsabile del terminal Enagas di Barcellona, a presentare nella conferenza organizzata da Brindisi Lng il rigassificatore di Barcellona ai brindisini: proposto come esempio virtuoso di come un impianto di questo tipo possa, pur mantenendo gli standard di sicurezza, aiutare il porto a crescere. Una posizione, quella della società che a Brindisi è pronta alla costruzione del rigassificatore, che mira a dimostrare come i vantaggi della sua realizzazione siano effettivi e nel massimo rispetto della città.

La conferenza di Brindisi Lng

BRINDISI – E’ stato Anton Martinez, responsabile del terminal Enagas di Barcellona, a presentare nella conferenza organizzata da Brindisi Lng il rigassificatore di Barcellona ai brindisini: proposto come esempio virtuoso di come un impianto di questo tipo possa, pur mantenendo gli standard di sicurezza, aiutare il porto a crescere. Una posizione, quella della società che a Brindisi è pronta alla costruzione del rigassificatore, che mira a dimostrare come i vantaggi della sua realizzazione siano effettivi e nel massimo rispetto della città.

“Un rigassificatore costruito all’esterno del porto esterno – ha spiegato Enrico Monteleone direttore di Brindisi Lng – non è d’intralcio al resto dell’attività portuale. Al contrario, potrebbe rappresentare una importante risorsa per lo sviluppo di tutto il territorio”.

Sempre secondo la società, le navi gasiere impiegherebbero solo 40 minuti per tutte le operazioni di ormeggio di in porto con l’aiuto di quattro rimorchiatori e, in considerazione delle 75 navi previste all’anno (in media 1,5 a settimana), l’attività portuale sarebbe bloccata solo per 90 minuti a settimana. Calcoli che comunque prescindono dalle condizioni meteo marine e che non tengono conto delle possibili difficoltà di manovra che ne deriverebbero.

Nessuna scusa invece, sulla sicurezza. Secondo Monteleone è “terrorismo psicologico” quello che gli ambientalisti presentano come un impianto dalle potenzialità catastrofiche per la città di Brindisi. “Barcellona e la sua storia di zero incidenti ne è la prova” ha dichiarato il direttore generale. Mentre Martinez ha rincarato: “Dopo 40 anni la città ha imparato a convivere con il rigassificatore e c’è già un progetto per sfruttare ulteriormente l’impianto con la catena del freddo”.

Ma la legislazione spagnola, che quarant’anni fa consentì la realizzazione dell’impianto, non si pone problematiche simili a quelle italiane. Per l’impianto di Rovigo ad esempio che si trova a 20 chilometri dalla costa, la Capitaneria di porto ha emesso un’ordinanza in cui si blocca il traffico marittimo nel raggio di due chilometri: per Brindisi, questa distanza sarebbe ridotta ad poco più di un chilometro e mezzo.

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