Lobby fotovoltaico: tre scarcerati dal riesame

BRINDISI - Tornano in libertà tre indagati della “lobby del fotovoltaico”. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Lecce, accogliendo i ricorsi presentati dagli avvocati Massimo Manfreda, Ambra Giovene, Nicola Apa e Federico Massa.

I campi fotovoltaici delle società indagate

BRINDISI - Tornano in libertà tre indagati della “lobby del fotovoltaico”. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Lecce, accogliendo i ricorsi presentati dagli avvocati Massimo Manfreda, Ambra Giovene, Nicola Apa e Federico Massa. Si tratta di Alberto Aragones, Carmine Di Giglio, e di Gomez Carlos Puyol, arrestati nel settembre scorso in un blitz che scaturì da indagini condotte dal procuratore aggiunto di Brindisi, Nicolangelo Ghizzardi.

Nei giorni scorsi i difensori, dopo che gli indagati avevano ottenuto i domiciliari, avevano chiesto la scarcerazione al gip Paola Liaci ritenendo che fossero cessate le esigenze cautelari. Anche il parere del procuratore aggiunto era stato negativo. Quindi i legali si sono giocati la carta del Riesame. Nel pomeriggio è stato depositato il provvedimento di accoglimento dell’appello. Le tre persone in questione avevano collaborato nel corso degli interrogatori di garanzia per mettere a posto ogni tassello dell’indagine denominata “Black Out” e condotta dai carabinieri del Noe e dalla guardia di finanza.

Il 19 settembre scorso furono eseguite 11 delle 12 ordinanze di custodia cautelare: le accuse a vario titolo sono di associazione per delinquere finalizzata al fittizio frazionamento di campi fotovoltaici, con reati urbanistici connessi, e indebito percepimento di incentivi pubblici. Fu contestualmente eseguito il sequestro preventivo ed il distacco dalla rete di 27 impianti fotovoltaici, per una estensione di 120 ettari, assieme al sequestro conservativo per equivalente di patrimoni per 7 milioni di euro, e il blocco presso il Gestore dei Servizi Energetici di altri 300 milioni di incentivi non ancora erogati.

Dietro il meccanismo illecito c’era il fondo di investimento Global Solar Found creato e amministrato dallo spagnoloI. J. R.  L., che avrebbe anche truffato nel recente passato il colosso cinese Suntech facendogli acquistare l’80 per cento delle quote di Gfs, che in realtà fondava le sue finanze su centinaia di milioni di euro di Bund tedeschi falsi.

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