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Sabato, 4 Dicembre 2021
Ambiente

L'opposizione scende in piazza: un sit-in per dire di no all'elettrodotto

BRINDISI – Un sit-in di protesta, come non era stato ideato nemmeno per dire di no al rigassificatore. I gruppi consiliari di opposizione dichiarano guerra al progetto-Moncada relativo alla costruzione di un elettrodotto di interconnessione tra la stazione elettrica di Brindisi Sud e la stazione elettrica di Babica, nei pressi di Valona in Albania, e annunciano che mercoledì 16 giugno alle ore 19 presso il piazzale antistante la chiesa di Tuturano, sita in via Vittorio Emanuele 47, si terrà un sit-in di protesta e un dibattito pubblico. Aderiranno alla protesta il Pd, Api (Alleanza per l’Italia), Udc, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, Democratici e Repubblicani, Sviluppo e Lavoro.

BRINDISI - Un sit-in di protesta, come non era stato ideato nemmeno per dire di no al rigassificatore. I gruppi consiliari di opposizione dichiarano guerra al progetto-Moncada relativo alla costruzione di un elettrodotto di interconnessione tra la stazione elettrica di Brindisi Sud e la stazione elettrica di Babica, nei pressi di Valona in Albania, e annunciano che mercoledì 16 giugno alle ore 19 presso il piazzale antistante la chiesa di Tuturano, sita in via Vittorio Emanuele 47, si terrà un sit-in di protesta e un dibattito pubblico. Aderiranno alla protesta il Pd, Api (Alleanza per l'Italia), Udc, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, Democratici e Repubblicani, Sviluppo e Lavoro.

"Tale progetto - spiegano i partiti in un comunicato congiunto - presentato dalla Società Moncada Energy Group srl, non solo inciderà negativamente sull'ambiente determinando un aggravio di inquinamento elettromagnetico con conseguenze gravissime per la salute dell'uomo, ma coinvolgerà anche scuole e caseggiati che perderanno valore anche a chilometri di distanza".

Il collegamento avverrebbe tra la zona Brindisi Sud in località Cerrito, tra Tuturano e Mesagne, e Babica (in Albania). L'interconnessione avrebbe una capacità massima di trasporto di 500 Mw in corrente continua a una tensione di 400 Kv. L'elettrodotto avrebbe uno sviluppo complessivo di circa 155 chilometri: 14 in un cavo sotterraneo a Brindisi, 130 in un cavo sottomarino posato nel Canale d'Otranto, 11 in un cavo sotterraneo, nel territorio di Valona.

Recentemente, tra l'altro, era sorta una polemica legata ad un dettaglio effettivamente tutt'altro che trascurabile: nella conferenza dei servizi tenutasi in sede ministeriale il 18 luglio 2007, Massimo Ciullo, all'epoca assessore all'Urbanistica, affermò "di non voler entrare nel merito sull'opportunità o meno di questa nuova interconnessione, così come di non rilevare particolari motivi ostativi alla realizzazione dell'opera". L'assessore però evidenziò che il territorio fosse "già notevolmente gravato dalla presenza di centrali di produzione di energia elettrica, alimentate a carbone, di notevoli dimensioni". "In altre parole - era riportato sul verbale della Conferenza dei servizi - se la nuova interconnessione opererà principalmente in esportazione, le centrali a carbone presenti nell'area potrebbero incrementare ulteriormente le attuali ore di funzionamento con conseguente aumento dell'utilizzo del combustibile. Ciò in contrasto con le rassicurazioni avute negli anni passati si un futuro decremento dell'utilizzo complessivo del carbone".

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