Monteco, tre giorni di sciopero per i dipendenti

BRINDISI – Si profila un mese più che mai “caldo” per quanto riguarda la questione-rifiuti. Nell’assemblea dei lavoratori della Monteco, tenutasi questa mattina davanti ai cancelli del Comune, i sindacati Cgil, Cisl, Uil, Fiadel e Usae (mentre Ugl e Cobas hanno mantenuto finora una linea più distante rispetto alle altre sigle, come dimostra l’assenza di una buona fetta di dipendenti questa mattina) hanno confermato lo stato di agitazione e il proprio “no” al piano industriale dell’azienda. Le organizzazioni sindacali, in sostanza, affermano di non credere alle parole pronunciate dall’amministratore unico della “Monteco” Mario Montinaro nella conferenza stampa di sabato scorso.

Una protesta del personale Monteco

BRINDISI - Si profila un mese più che mai "caldo" per quanto riguarda la questione-rifiuti. Nell'assemblea dei lavoratori della Monteco, tenutasi questa mattina davanti ai cancelli del Comune, i sindacati Cgil, Cisl, Uil, Fiadel e Usae (mentre Ugl e Cobas hanno mantenuto finora una linea più distante rispetto alle altre sigle, come dimostra l'assenza di una buona fetta di dipendenti questa mattina) hanno confermato lo stato di agitazione e il proprio "no" al piano industriale dell'azienda. Le organizzazioni sindacali, in sostanza, affermano di non credere alle parole pronunciate dall'amministratore unico della "Monteco" Mario Montinaro nella conferenza stampa di sabato scorso.

"Ci dicono che non ci saranno tagli né decurtazioni agli stipendi - hanno detto i rappresentanti sindacali - ma lo sappiamo tutti che gli effetti del piano industriale inizieremo a vederli sulla maggiorazione notturna, finora percepita regolarmente". A chi fa notare delle garanzie sui posti di lavoro che saranno mantenuti, i sindacati lasciano intendere che non ringrazieranno per il riconoscimento di diritti già acquisiti: "Per licenziare ci vuole una giusta causa, e loro dovrebbero tirarla fuori prima di dire di voler mandare via qualcuno".

Non vengono ricevuti dall'Amministrazione comunale. I sindacati ne prendono atto ma si dichiarano pronti alla battaglia delle trattative e nel pomeriggio diffondono una nota stampa congiunta in cui comunicano le richieste dell'Assemblea dei lavoratori e le prossime mosse: diffida all'azienda dal procedere a qualsiasi mutamento di mansioni, qualifiche e ordini di servizio, diversi da quelli attualmente svolti; ritiro immediato del piano industriale presentato venerdì 14 maggio scorso; conferma della stato di agitazione con blocco di ogni attività aggiuntiva; proclamazione di un pacchetto di tre giornate di sciopero da effettuarsi nel mese di giugno; richiesta di un urgente incontro con il prefetto al fine di denunciare la grave situazione di ordine pubblico che si potrebbe venire a creare a seguito delle iniziative di lotta; richiesta di incontro con i capigruppo al Consiglio Comunale di Brindisi.

Tra i punti discussi all'interno del piano industriale ci sono elementi che secondo i sindacati costituiscono una riduzione della qualità del servizio, con il rischio che le colpe ricadano sui lavoratori: "Abbiamo la metà delle spazzatrici necessarie, e 18 zone di spazzamento manuale anziché 30. Questo vuol dire meno attrezzature e meno personale ma più lavoro". I sindacati insomma sono pronti a dare un giudizio sullo stato di pulizia della città, nonostante in definitiva questo compito spetti al Comune. Con il paradosso che la nuova azienda venga ora criticata per aver stravolto l'organizzazione interna del lavoro, rispetto a quella praticata da Aspica prima e da Innovambiente poi. Aziende, queste ultime, che erano state fortemente osteggiate dagli stessi sindacati.

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