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Nastro, è il terzo allagamento in 8 anni

BRINDISI – L’allagamento della trincea del nastro trasportatore Enel è la terza di una certa rilevanza negli ultimi otto anni. E in tutti questi casi la società elettrica ha di fatto attribuito alle canalizzazioni di competenza del Consorzio dell’Arneo la responsabilità di ciò. La risposta è stata che al momento della costruzione della trincea, in sede di richiesta e concessione dei nulla osta da parte del Genio Civile di Brindisi e dello stesso Consorzio dell’Arneo, Enel avrebbe firmato un atto in cui si assumeva le responsabilità dei danni che avrebbero potuto causare le tracimazioni dei canali circostanti l’opera.

La trincea del nastro trasportatore allagata

BRINDISI - L'allagamento della trincea del nastro trasportatore Enel è la terza di una certa rilevanza negli ultimi otto anni. E in tutti questi casi la società elettrica ha di fatto attribuito alle canalizzazioni di competenza del Consorzio dell'Arneo la responsabilità di ciò. La risposta è stata che al momento della costruzione della trincea, in sede di richiesta e concessione dei nulla osta da parte del Genio Civile di Brindisi e dello stesso Consorzio dell'Arneo, Enel avrebbe firmato un atto in cui si assumeva le responsabilità dei danni che avrebbero potuto causare le tracimazioni dei canali circostanti l'opera.

Come stiano le cose sul piano civilistico, non si sa. Ma il Consorzio di Bonifica dell'Arneo si vide recapitare a fine aprile 2007 una richiesta di copertura di danni, avanzata da Enel, per l'ammontare di un milione e 120mila euro per l'allagamento della trincea avvenuto il 7 novembre del 2005. In quella circostanza, la società elettrica attribuì l'evento alla tracimazione di Fiume Grande. Fu in quella circostanza che il Consorzio di bonifica rispose ricordando ciò che era stato stabilito prima dell'avvio della costruzione del nastro nel 1993, e che la deviazione di Fiume Grande e di altri canali fu eseguita proprio da Enel in corso di realizzazione della trincea.

Comunque, il Consorzio dell'Arneo negò l'esondazione di Fiume Grande, sostenendo che nessun altra azienda della zona si era lamentata per danni ricevuti. Ma il problema si ripresentò con un'altra alluvione il 17 dicembre del 2008. In quella circostanza, tecnici Enel e del Consorzio dell'Arneo effettuarono sopralluoghi congiunti. Enel tornò a contestare le scarse manutenzioni dei canali da parte del consorzio, dato che gli stessi erano parzialmente occlusi da canneti e vegetazione varia, segnalando la gravità della situazione all'altezza della torre T6 del nastro trasportatore, a causa del cedimento dell'argine murario del Canale di Levante.

Nel riservarsi ogni richiesta risarcitorio, la società elettrica sollecitò con una raccomandata azioni urgenti e migliorative da parte del Consorzio di bonifica dell'Arneo. Ora il terzo allagamento in otto anni, quello del 15 gennaio. Ne nascerà un nuovo contenzioso con il Consorzio dell'Arneo? Intanto, Enel sta provvedendo con urgenza al progetto per l'aspirazione e lo smaltimento delle acque che allagano in più tratti la trincea, da sottoporre ad Arpa e procura di Brindisi, dopo il blocco delle pompe idrovore disposto sempre da Arpa e pm di turno, che hanno evidenziato come l'operazione non fosse stata autorizzata.

Lo stesso sistema di aspirazione e pompaggio delle acque era stato adottato, raccontò un testimone alla polizia (un agricoltore della zona) in sede di indagini sulla dispersione delle polveri, proprio in occasione dell'allagamento di fine 2008, quando fu impiegata per l'operazione anche una impresa esterna. L'acqua veniva riversata all'esterno, e i danni al nastro erano tali che per approvvigionare la centrale di carbone si ricorse ad una spola di camion che ingolfò la litoranea tra Costa Morena e Cerano. Da ora in avanti il protocollo da applicare sarà quello che Arpa e procura valuteranno e ammetteranno. E non è da escludere che Enel assuma contromisure strutturali per evitare altri allagamenti.

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