Naufragio del cargo turco, Comune di Ostuni parte civile

BRINDISI – Il tempo di annunciare la costituzione di parte civile del Comune di Ostuni attraverso l’avvocato Tommaso Marrazza, e il processo al comandante dell’Hanife Ana, il turco Ince Sevcan, è stato, rinviato. La prossima udienza è stata fissata al 20 settembre 2010. Sevcan, difeso dall’avvocato Giovanni Caso, risponde di naufragio colposo per avere omesso, da comandante del mercantile turco Hanife Ana, pur sapendo che era in avaria, di chiedere l’intervento dei rimorchiatori.

L'Hanife Ana incagliata il 6 febbraio 2006

BRINDISI - Il tempo di annunciare la costituzione di parte civile del Comune di Ostuni attraverso l'avvocato Tommaso Marrazza, e il processo al comandante dell'Hanife Ana, il turco Ince Sevcan, è stato rinviato. La prossima udienza è stata fissata al 20 settembre 2010. Sevcan, difeso dall'avvocato Giovanni Caso, risponde di naufragio colposo per avere omesso, da comandante del mercantile turco Hanife Ana, pur sapendo che era in avaria, di chiedere l'intervento dei rimorchiatori.

Il 6 febbraio del 2006 è una giornata fredda. C'è un vento proveniente da nord-est che sferza la costa adriatica. L'Hanife Ana è un vecchio mercantile turco. E' stato a Ravenna e sta tornando in patria. All'altezza di Costa Merlata, il motore va in avaria. In quei casi il comandante ha il dovere di avvisare la Capitaneria più vicina e chiedere l'intervento dei rimorchiatori per mettere al sicuro il natante nel porto.

Il comandante non chiede interventi e il giorno 6, sotto i colpi di un vento molto forte, la nave perde il punto di ancoraggio e si schianta sulla scogliera di Costa Merlata. Un danno enorme per l'ambiente. Si teme che quel mostro di ferro mezzo arrugginito rimanga lì per anni e anni. Non si riesce a venire a capo con l'armatore turco (la Trabzon Denizcilik di Istanbul) che non ha nessun interesse a spendere denaro per disincagliare un mercantile che già prima di finire alla deriva a malapena galleggiava.

Il comandante e i suoi uomini rimangono a bordo per qualche giorno. Poi, via via, tutti rientrano in Turchia, mentre la nave, sotto sequestro per ordine del procuratore aggiunto Cosimo Bottazzi, rimane aggrappata alla scogliera, con il rischio che un'altra mareggiata la possa spezzare, facendo finire in mare tutto l'olio combustibile contenuto nella stiva.

Il sindaco di Ostuni di batte come un leone per sollecitare provvedimenti governativi rapidi. Interviene la Protezione civile di Guido Bertolaso e dopo due gare andate deserte, tra il 29 marzo e il 31 luglio 2007 con una tecnica escogitata dalla Teseco Spa di Pisa la nave viene smontata pezzo a pezzo e totalmente rimossa. L'operazione costa quasi 1,4 milioni alla Protezione Civile. E' la prima volta che un problema del genere viene risolto in così breve tempo. Nel Leccese, dalle parti dei laghi Alimini sono oltre 20 anni anni che fa bella mostra una nave incagliata ridotta a un mucchio di ruggine. Il Comune di Ostuni, grato per come si è prodigato Bertolaso, il 16 gennaio del 2008 gli conferisce la cittadinanza onoraria.

Per il naufragio l'1 gennaio del 2009 si tiene l'udienza preliminare dinanzi al giudice Eva Toscani, che si conclude con il rinvio a giudizio del comandante della nave.

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