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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Ambiente

"Nessun progetto di sviluppo", in agitazione i dipendenti del Centro ricerche Enel

BRINDISI - Dopo una lunga attesa di iniziative da parte dell'azienda, soprattutto in concomitanza alle sperimentazioni di nuove tecnologie di cattura della CO2, passano allo stato di agitazione i dipendenti del Centro di ricerche Enel di Brindisi. Enel, peraltro, ha sempre inserito nel pacchetto della trattativa con Regione Puglia, Comune e Provincia di Brindisi anche il potenziamento delle attività di ricerca a Brindisi, ma ciò non coincide con i tempi che ormai chiedono i lavoratori a garanzia delle prospettive del centro stesso.

BRINDISI - Dopo una lunga attesa di iniziative da parte dell'azienda, soprattutto in concomitanza alle sperimentazioni di nuove tecnologie di cattura della CO2, passano allo stato di agitazione i dipendenti del Centro di ricerche Enel di Brindisi. Enel, peraltro, ha sempre inserito nel pacchetto della trattativa con Regione Puglia, Comune e Provincia di Brindisi anche il potenziamento delle attività di ricerca a Brindisi, ma ciò non coincide con i tempi che ormai chiedono i lavoratori a garanzia delle prospettive del centro stesso.

"L'assemblea dei lavoratori del Centro di Ricerca Enel Ingegneria ed Innovazione di Brindisi, indetta dalla Rsu e svoltasi in data odierna alla presenza delle segreterie territoriali e regionali Filctem , Flaei e Uilcem, ha espresso profonda insoddisfazione per il perdurare da lungo tempo di situazioni di forte criticità e latitanza aziendale", si legge in un documento approvato oggi. "Nello specifico tali disagi sono dovuti alla persistente mancanza di prospettive di sviluppo del Centro e di un piano di assunzioni indispensabile a recuperare le profonde carenze che si sono accumulate negli anni".

Prosegue il documento dell'assemblea: "Il contesto territoriale nel quale l'Enel è collocata, è spesso gravato da problematiche ambientali che reclamano le competenze acquisite dal Centro Ricerca. Tali competenze dovrebbero essere messe in campo attraverso una serie di azioni aziendali tese a potenziare e sviluppare una delle poche realtà di Ricerca Enel al sud, unica in Puglia. Questo continua a non attuarsi -sostengono i lavoratori- nonostante le numerose dichiarazioni dei vertici Enel. Si sollecitano pertanto interventi concreti ed investimenti immediati da parte dell'azienda per far sì che il Centro di Ricerca di Brindisi sia realmente un elemento qualificante della presenza del gruppo Enel nel territorio".

L'assemblea dei lavoratori del Centro di Ricerca di Brindisi -conclude il documento unitario- "ha chiesto con forza interventi sindacali per sensibilizzare tutte le istituzioni locali, e deliberato di dare avvio ad una serie di iniziative di mobilitazione adeguate a partire dalla proclamazione dello stato di agitazione". E i sindacati non hanno perso tempo. Con lettera in data odierna inviata all'Enel e alla prefettura di Brindisi, chiedono all'azienda di operare in modo che sin dall'incontro fissato per il 23 aprile si possano delineare le prosettive rivendicate dal personale del Centro Ricerche, nel contempo proclamano lo stato di agitazione.

E in caso di risposta negativa da parte di Enel, c'è già il prevviso al prefetto, i base alle norme che regolamentano il diritto di sciopero nei servizi vitali per il Paese, come il settore di produzione e distribuzione di energia, per la modalità di comunicazione delle forme di lotta e per l'attivazione delle cosiddette "procedure di raffreddamento".

La risposta dell'Enel

In serata è pervenuta una nota dell'Enel, che puntualizza la situazione del Centro ricerche di Brindisi:

"Il Centro di Ricerca Enel di Brindisi rappresenta una struttura di eccellenza nazionale ed internazionale. Al suo interno lavorano 40 persone tra laureati, diplomati e tecnici, tutti impegnati in progetti a grande impatto ambientale riguardanti principalmente il territorio pugliese.

il centro collabora a livello territoriale con le Università di Bari, Lecce e Brindisi, e con il Politecnico di Bari. Porta avanti progetti di rilevanza internazionale e proprio a Brindisi, presso la centrale Enel "Federico II", sarà inaugurato, nel mese di maggio, il primo impianto pilota su scala industriale per la cattura della CO2 dopo anni di ricerca portata avanti nel Centro su scala di laboratorio.

Il Centro si distingue nello studio del particolato atmosferico, anche in collaborazione con ARPA Puglia. Lavora alla messa a punto di modelli di previsione della produzione elettrica degli impianti eolici, all'individuazione preliminare dei siti di stoccaggio della CO2 in collaborazione con i principali istituti di ricerca nazionali, alla messa a punto di modelli di valutazione delle disponibilità e delle migliori soluzioni tecnologiche per la valorizzazione energetica delle biomasse agroforestali e, non ultimo, allo studio di tecnologie per la produzione di prodotti per l'edilizia a base di residui termolettrici che possono permettere lo sviluppo di piccole e medie imprese sul territorio.

Sono stati recentemente definiti nuovi progetti sulla cattura della CO2 mediante sorbenti solidi e mediante produzione di biomassa algale. Per questi progetti è stata presentata una proposta di finanziamento elaborata in collaborazione con il DITNE nell'ambito recente bando PON nazionale MIUR per un importo complessivo di 25M? che vedrà collaborare su questi temi di innovazione 18 partners nelle aree convergenza di Puglia e Sicilia. Un ulteriore sviluppo del centro di ricerca di Brindisi è anche contenuta all'interno della proposta di protocollo che Enel ha fatto alle Istituzioni locali e condiviso con le RSU nello scorso mese di gennaio".

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