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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Ambiente

"No al carbone": "Il fotovoltaico? L'ennesimo sacrificio ambientale"

BRINDISI - Estate complicata per l’Enel. Dopo il controcanto assordante a suon di vuvuzelas davanti ai cancelli della centrale Federico II di Cerano, arrivano le polemiche contro il megaimpianto fotovoltaico per il quale il colosso energetico ha presentato richiesta di Valutazione di impatto ambientale. Polemica inattesa, quest’ultima, più delle altre. Dato che nemmeno la conversione alle energie rinnovabili riesce a zittire il fronte ambientalista: che oppone al progetto un altro “no”, secco e senza appello, come quello dei No al carbone.

BRINDISI - Estate complicata per l'Enel. Dopo il controcanto assordante a suon di vuvuzelas davanti ai cancelli della centrale Federico II di Cerano, arrivano le polemiche contro il megaimpianto fotovoltaico per il quale il colosso energetico ha presentato richiesta di Valutazione di impatto ambientale. Polemica inattesa, quest'ultima, più delle altre. Dato che nemmeno la conversione alle energie rinnovabili riesce a zittire il fronte ambientalista: che oppone al progetto un altro "no", secco e senza appello, come quello dei No al carbone.

Il presidente della Provincia Ferrarese di fronte alla novità, si è infatti limitato a invocare una drastica, e contestuale riduzione dell'uso del carbone, a prescindere da ogni peculiare valutazione sul progetto, demandata alle sedi istituzionali adeguate. Il sindaco Domenico Mennitti ha affondato invece, lanciando sospetti chiari e forti sulle notizie in merito al progetto, lasciate trapelare in un assolato e (istituzionalmente) deserto, ferragosto. Il sindaco stesso ha ribadito ad Enel le priorità inderogabili per l'amministrazione comunale, ossia "gli investimenti che consentono alle imprese di produrre, il lavoro che combatte la piaga della disoccupazione, la tutela dell'ambiente che riguarda la salute dei cittadini", lezione preliminare, in attesa di saperne di più su un progetto fino a questo momento del tutto sconosciuto al Comune stesso. Per difetto di comunicazione che Mennitti addebita circonlocuzioni, ad Enel.

Una ridda di perplessità vengono anche, manco a dirlo, anche dai Nac. Il gruppo che ha capeggiato la protesta contro Enel in occasione della tappa brindisina del tour "Correnti musicali" esordisce dichiarando: "Rimaniamo sempre più scioccati dalla disinvoltura con la quale si appresterebbero ad attuare una nuova devastazione ambientale. Nella nota annuncio di Enel, infatti, leggiamo che i principali impatti sull'ambiente riguarderebbero: la riduzione di disponibilità di terreno agricolo, l'impatto visivo degli impianti e l'incidenza sul Parco Regionale Saline di Punta della Contessa, come se fosse fra le cose più naturali del mondo che il nostro territorio debba ancora sacrificare parte del suo eco-sistema nei confronti delle multinazionali dell'energia". Per i No al carbone, insomma, il mega-impianto fotovoltaico è un nuovo "sacrificio ambientale" del tutto "insostenibile" per il territorio, anche a fronte del fatto che il nuovo progetto griffato Enel "non porterebbe ad alcuna sostanziale variazione in diminuzione dell'attuale assetto di produzione energetica basata sulla combustione del carbone".

A che serve, dicono i Nac, un progetto di energia rinnovabile se "l'investimento non garantisce nemmeno una pur minima conversione della produzione"? Il sospetto dei Nac, sembra essere quello del sindaco della città, ossia: "Analizzando l'attuale legislatura ci rendiamo conto che la realizzazione di questo progetto permetterebbe ad Enel di acquisire i famosi certificati verdi, obbligatori per le industrie dell'energia e necessari per non incorrere in alcuna sanzione".

Se si tratti di un processo alle intenzioni, o di deduzioni sospettose ma con qualche fondamento, lo si scoprirà solo al tavolo istituzionale deputato alla Valutazione di impatto ambientale richiesta da Enel.

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