No al carbone protesta contro la mancata conversione di Edipower

BRINDISI - E’ stato un sit in pacifico ma in cui si è anche discusso seriamente, tra il comitato No al carbone e gli Rsu di Edipower, sul futuro dei 120 lavoratori impiegati nella centrale di Costa Morena.

BRINDISI - E' stato un sit in pacifico ma in cui si è anche discusso seriamente, tra il comitato No al carbone e gli Rsu di Edipower, sul futuro dei 120 lavoratori impiegati nella centrale di Costa Morena. "Gli enti locali da una parte cercano di promuovere al meglio il nostro territorio a livello internazionale - hanno spiegato i ragazzi del comitato - ma dall'altra dimenticano che siamo conosciuti soprattutto per la produzione energetica alimentata a carbone.

Non è da tutti avere due centrali a carbone in una sola città, non è da tutti avere la più grande, non è da tutti avere la più inquinante. Per questo abbiamo deciso di manifestare". In particolare, il comitato ha voluto esprimere il proprio dissenso verso il piano industriale presentato qualche settimana fa da Edipower che, non tenendo conto della prevista conversione a gas come si era deciso nella convenzione firmata nel 1996, punta ancora sul carbone e pone una serie di interrogativi occupazionali.

Per i dipendenti dell'azienda infatti, come prevede il piano industriale, è già previsto un programma di ferie forzate che alimenta le preoccupazioni occupazionali. Assenti dalla protesta i rappresentanti del comitato Si al carbone pulito che, pur avendo annunciato la loro presenza e il loro appoggio, hanno preferito non creare imbarazzi.

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