Ambiente

Oasi del Cillarese, tra specie protette e micro discariche

BRINDISI – Potrebbe essere la meta di brindisini e naturalisti a caccia di un’oasi paesaggistica ricca di specie protette, invece resta un invaso il cui accesso è vietato per i cittadini ma non per chi scarica abusivamente i rifiuti. Il lago artificiale Cillarese, generato dalla raccolta delle acque dell’omonima diga e gestito dal Consorzio Asi, serve ad alimentare il depuratore che poi fornisce di acqua la zona industriale di brindisi.

BRINDISI - Potrebbe essere la meta di brindisini e naturalisti a caccia di un'oasi paesaggistica ricca di specie protette, invece resta un invaso il cui accesso è vietato per i cittadini ma non per chi scarica abusivamente i rifiuti. Il lago artificiale Cillarese, generato dalla raccolta delle acque dell'omonima diga e gestito dal Consorzio Asi, serve ad alimentare il depuratore che poi fornisce di acqua la zona industriale di brindisi.

L'invaso però è popolato di almeno 45 specie animali, soprattutto acquatiche, di cui 15 protette e secondo la Regione è catalogato come "sito d'interesse nazionale" proprio per la ricchezza faunistica. La zona totalmente recintata di 276 ettari, è chiusa al pubblico perché l'Asi non è in grado di garantire la vigilanza necessaria all'apertura.

In realtà però i problemi non riguardano solo la gestione del sito, ma anche la necessità di ottenere da parte dell'autorità ambientale i permessi per la fruibilità: Asl, Arpa e Regione infatti, per approvarne l'apertura hanno bisogno di dati tecnici e analisi che dimostrino la salubrità dell'acqua e del suolo.

"Oltre a questo però - spiega Elio De Pace, direttore del Consorzio Asi - è anche necessario che gli enti locali stipulino un accordo che metta in evidenza le responsabilità del sito". Se il consorzio ha quella di fornire acqua alla zona industriale, per aprire l'oasi sarebbe necessario anche l'intervento di Comune e Provincia. Una soluzione per la vigilanza del luogo è arrivata direttamente dal Comitato per la rinascita civica di Brindisi.

"La Provincia potrebbe mettere a disposizione le guardie ecologiche volontarie - spiega Giovanni Vonghia, coordinatore del comitato - e che sono anche costate all'ente in termini di formazione. Grazie alla loro presenza, il parco, che già negli anni scorsi era aperto a podisti ed escursionisti, potrebbe restare aperto almeno per qualche ora al giorno". Una soluzione certamente praticabile ma solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione anche da parte dell'autorità di bacino e del Pai (Piano dell'assetto idrogeologico).

Nel frattempo però, ad avere accesso, anche se abusivamente, sono tutti coloro che nella zona di congiunzione al bacino, scaricano rifiuti. "Sono davvero tante infatti - racconta Vonghia - le micro discariche attigue proprio al corso d'acqua. Anche questo lavoro di controllo potrebbe essere affidato alle competenze della Gev provinciale".

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