Pd e Sviluppo e Lavoro: ritirare l'Aia a Formica

BRINDISI - Ancora reazioni sull'ok della Regione Puglia al raddoppio della discarica di rifiuti speciali di Formica Ambiente. E' la volta del Pd brindisno e del movimento Sviluppo e Lavoro che chiedono il ritiro dell'Aia e un cambiamento di rotta sul sito.

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BRINDISI - Ancora reazioni sull'ok della Regione Puglia al raddoppio della discarica di rifiuti speciali di Formica Ambiente. E' la volta del Pd brindisno e del movimento Sviluppo e Lavoro: "Il via libera all'ampliamento della discarica di contrada Formica ha destato grande stupore ed indignazione per le implicazioni di carattere politico ed ambientale. Infatti, Il comprensorio ricadente nelle c.de di Mascava, Formica, Autigno e Computista, ubicate prevalentemente nei territori di Brindisi e Carovigno ed a ridosso del territorio di San Vito dei Normanni vede la presenza di numerosi impianti connessi con le attività estrattive: coltivazioni di cave, impianti per la produzione di calcestruzzi, conglomerati bituminosi", rileva un comunicato.

"A questi impianti si aggiungono le discariche in esercizio per lo smaltimento di rifiuti solidi urbani, rifiuti speciali industriali, le discariche del Comune di Brindisi, le discariche della ditta Formica Ambiente, le discariche oramai dismesse all'interno delle quali sono stati smaltiti centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti di tutti i tipi (discarica ex Slia, ex discarica rifiuti San Vito dei Normanni e Mesagne) - elenca il comunicato del Pd - ed altre cave dismesse all'interno delle quali sono stati smaltiti negli anni, senza nessuna precauzione, rifiuti speciali anche pericolosi e, per questi motivi, anche in passato in stato di sequestro penale".

"Sono presenti inoltre due discariche per lo smaltimento dei rifiuti speciali inerti all'interno delle quali è stato autorizzato lo smaltimento anche di rifiuti contenenti amianto. In tale quadro, anche alla luce del fatto che nelle immediate vicinanze sono presenti alcune attività produttive, numerose aziende agricole di notevole interesse produttivo ed occupazionale, attività ricettive alberghiere, non si riesce a comprendere - prosegue ancora la nota del Partito democratico - come sia stato possibile che sia stata rilasciata dalla Regione Puglia l'autorizzazione integrata ambientale all'ampliamento della discarica Formica che per anni ha raccolto rifiuti speciali da ogni parte d'Italia pericolosi e non pericolosi e che tra l'altro con questa autorizzazione potrebbe smaltire anche rifiuti pericolosi, peraltro con il solo parere contrario dell'amministrazione provinciale e con quello determinante, seppur con prescrizione, da parte del Comune di Brindisi, Arpa e Asl".

Il Pd invita il sindaco di Brindisi, Mimmo Consale, "ad aprire con una indagine amministrativa per accertare se egli stesso sia stato fuorviato da qualcuno nel rilasciare incaute dichiarazioni che oggi sembrano smentite dai fatti. Come segreteria provinciale del Partito democratico riteniamo, oramai, non più procrastinabile l'apertura di un confronto politico sull'argomento come su altre scottanti vertenze che interessano il nostro territorio lasciati per troppo tempo nella responsabilità dei soli gruppi di rappresentanza del partito. Occorre che il Partito, la politica si riappropri del suo giusto ruolo di apertura alle istanze dei cittadini, di genuina mediazione con le istituzioni, di guida delle esigenze della collettività, di tutela della salute e dell'ambiente".

Il Pd dunque non dovrebbe più delegare la delicatissima materia ambientale ai propri gruppi consiliari: "Nello specifico il Partito Democratico chiede a tutti gli organi competenti e in particolar modo al presidente Vendola di mettere in atto tutte le iniziative utili a sospendere ogni attività presso la discarica della Ditta Formica Ambiente in attesa delle conclusioni del processo penale in corso di svolgimento a carico dei titolari della discarica per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi, effettuato in violazione delle norma vigenti e delle autorizzazioni rilasciate dalla Regione Puglia".

Il Pd di Brindisi propone "con immediatezza", la predisposizione di un piano di monitoraggio dell'intera area "al fine di controllare in modo prioritario le emissioni in atmosfera prodotte dai diversi impianti a partire dalle discariche e lo stato di qualità delle acque di falda. Per quest'ultima attività si propone di utilizzare tutti i pozzi di monitoraggio presenti nell'area a partire da quelli realizzati dal Comune di Brindisi e dall'Ente Provinciale (circa 40 pozzi) compresi quelli di titolarità privata ritenuti significativi. I risultati dovranno essere resi pubblici e forniti alle autorità competenti per l'adozione degli eventuali conseguenti provvedimenti".

Si annuncia infine che nei prossimi giorni la segreteria provinciale del Pd svolgerà una serie di incontri compreso la convocazione della direzione provinciale, con i propri circoli, i propri rappresentati istituzionali, parlamentari e consiglieri regionali e comunali per discutere di questi argomenti. Anche l'associazione Sviluppo e Lavoro ha preso posizione, sia pur riconoscendo alcune giustificazioni alla scelta della Regione Puglia. L'Aia approvata dalla Regione "prevede un ampliamento, con la costruzione di una sopraelevata, di 250.000 metri cubi, innalzando di fatto la portata della discarica fino ad 1.500.00 metri cubi, denuncia il movimento fondato da Giovanni Brigante.

"Formica Ambiente, a causa di alcune attività illecite nel trattamento dei rifiuti rilevate dalla Procure della Repubblica, è ancora sottoposta ad amministrazione giudiziaria ed anche la Commissione Parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti aveva messo sotto osservazione tale azienda. Riesce difficile comprendere, alla luce della situazione ambientale in cui versa il territorio di Brindisi, tra l'altro in attesa della Valutazione di Danno Sanitario, già prevista dalla legge regionale 21/2012 e sito di interesse nazionale, come con leggerezza il Comune di Brindisi abbia rilasciato un parere favorevole e la stessa Provincia di Brindisi si sia limitata a contestare la sola validità della scadenza della VIA regionale".

"La Regione Puglia ed il suo assessore, di fronte alla mancanza di opposizione da parte degli enti locali, non potevano esimersi dal concedere il rinnovo dell'Aia - dice anche Sviluppo e Lavoro, rispettando di fatto le volontà espresse dal territorio. L'associazione Sviluppo e Lavoro, preoccupata dalle conseguenze negative che tale atto comporta, ha inteso chiedere al presidente Vendola e all'assessore Nicastro, attraverso il consigliere Giovanni Brigante, l'immediato annullamento del decreto di rinnovo dell'Aia regionale".

 

 

 

 

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