"Per il quartiere fieristico a S.Apollinare meglio chiamare Piano o Fucksas"

A proposito dell'ipotesi di realizzare un quartiere fieristico a S.Apollinare, dove pare ci si voglia mettere anche il tensostatico per la squadra di pallacanestro, e tra un pò si dimenticherà anche la missione di area portuale del sito, riceviamo e pubblichiamo un intervento del dott. Paolo Sciarra.

Il piazzale di S.Apollinare e il capannone Montecatini visti dall'alto

A proposito dell'ipotesi di realizzare un quartiere fieristico a S.Apollinare, dove pare ci si voglia mettere anche il tensostatico per la squadra di pallacanestro, e tra un pò si dimenticherà anche la missione di area portuale del sito, riceviamo e pubblichiamo un intervento del dott. Paolo Sciarra:

"Quest'anno lo SNIM si è tenuto nella zona di Sant'Apollinare usufruendo dell'ex-capannone Montecatini. Avendo la fortuna di abitare di fronte l'insenatura del porto, in quei giorni ho goduto di una vista più attraente del solito. Chiedendo informazioni (sono ritornato da poco a Brindisi) ho scoperto anche che ha preso corpo l'idea di creare in quell'area un polo fieristico prendendo ad esempio a grandi linee, la Fiera del Levante.

Grande idea ho pensato, forse finalmente qualcosa a smuoversi nella stagnante Brindisi. Del resto, quante città in Italia ed in Europa possono vantare un polo fieristico situato a due passi dal centro e con una vista e degli spazi di cui potrebbe usufruire Brindisi? Credo che possano essere contate sulle dita di una mano.

Subito dopo questo slancio di entusiasmo, pensandoci, non sono mancate le preoccupazioni: chissà quale scempio faranno! Chissà quali orrori permetteranno a qualche ingegnere o architetto che ha già deturpato lo skyline della nostra città.

Quindi pur essendo un sostenitore dei professionisti locali, architetti o ingegneri che siano, penso che per un progetto del genere ci sia bisogno di un professionista con la P maiuscola, uno di quelli che ha già firmato opere del genere nelle più importanti città del mondo, inserendo dovutamente il suo progetto nel contesto locale.

Seguendo un semplice ragionamento di marketing, punterei ad affidare l'opera ai vari Fucksas, Piano, Starck, Foster, Frank Gehry che oltre ad apportare il loro immenso Genio e professionalità, ci avvantaggerebbero da un punto di vista mediatico.

Spiego perché. In primo luogo, secondo me, se la scelta dovesse ricadere sui nomi elencati in precedenza (Piano, Foster etc.) poiché oltre ad essere degli architetti, possono essere considerati veri e propri Brand riconosciuti a livello globale. Il polo fieristico, il porto, Brindisi e tutta la provincia raggiungerebbe canali di comunicazioni internazionali gratuitamente, come riviste di architettura e di design, l'interesse di giornali nazionali ed internazionali, guide turistiche e quant'altro.

Questa scelta porterebbe anche dei vantaggi ai professionisti locali che avrebbero l'occasione di interagire e collaborare con colleghi di maggiore fama, successo ed esperienza.

Sicuramente sarebbe un progetto ambizioso - per il quale mi auguro si proceda velocemente senza indugi tralasciando ogni idea che costituisca un intralcio e perdita di tempo - con costi alti e mi rendo anche conto che probabilmente il Comune avrebbe difficoltà a coprire. Per questo motivo si potrebbe ricorrere ai fondi di private equity. Ad esempio, tre fondi di questo tipo presenti in Italia sono: Fondo Clessidra (Mediobanca), Fondo PPP Italia (San Paolo, Fondazioni bancarie), Fondo italiano infrastrutture (Cassa Deposito e Prestiti, Fondazioni bancarie).

In fin dei conti, considerati i costi e i benefici, credo proprio che il gioco valga la candela".

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