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Per Sanofi secondo via libera dal Tar

BRINDISI - Fonti sindacali hanno fatto sapere questa sera che il Tar di Lecce ha accolto il ricorso di Sanofi Aventis, riconoscendo idonea la certificazione aziendale e fissando l'udienza pubblica per l'8 febbraio prossimo. Vi è dunque, dicono le stesse fonti, tutto il tempo necessario per raggiungere un accordo tra Arpa Puglia e la stessa Sanofi Aventis, circa le prescrizioni avanzate dall'agenzia regionale al termine di una attività di verifica.

BRINDISI - Fonti sindacali hanno fatto sapere questa sera che il Tar di Lecce ha accolto il ricorso di Sanofi Aventis, riconoscendo idonea la certificazione aziendale e fissando l'udienza pubblica per l'8 febbraio prossimo. Vi è dunque, dicono le stesse fonti, tutto il tempo necessario per raggiungere un accordo tra Arpa Puglia e la stessa Sanofi Aventis, circa le prescrizioni avanzate dall'agenzia regionale al termine di una attività di verifica.

Il Tar di Lecce aveva già accolto il 22 ottobre in via cautelare il ricorso della società farmaceutica contro l'ordinanza della Regione Puglia di sospensione temporanea di alcune delle attività produttive dello stabilimento di Brindisi, per il mancato rispetto di alcune prescrizioni della Legge Seveso sugli incidenti industriali. I giudici amministrativi avevano poi fissato l'udienza di merito per il 3 novembre, mentre l'azienda aveva rimesso in marcia gli impianti bloccati dalla Regione Puglia.

In quella circostanza, la multinazionale francese aveva fatto sapere "che opera in piena collaborazione con le autorità, e auspica che nei prossimi giorni i propri dirigenti e i funzionari della Regione e dell'Arpa possano lavorare a una soluzione positiva, in un clima di rinnovata collaborazione che consenta di ristabilire condizioni di serenità e fiducia".

Secondo Arpa Puglia lo stabilimento non avrebbe ottemperato a tutte le prescrizioni imposte. Tanto sarebbe emerso dall'attività ispettiva. Il provvedimento regionale riguardava la linea di produzione del principio attivo "Rifampicina-O", ma anche i test industriali per avviare la produzione del nuovo antibiotico (la spiramicina, appunto) e l'impianto per il trattamento delle acque reflue relativo a tali linee. Escluese le linee di produzione degli altri principi attivi impiegati per la fabbricazione di farmaci "salvavita".

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