"Perchè Assennato non ci convince"

BRINDISI - Giunge, a distanza di alcuni giorni dal fatto, un documento del fronte ambientalista in cui si spiegano le ragioni del dissenso rispetto a quanto affermato dal direttore di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, a proposito dell'incidenza delle malattie tumorali nel territorio brindisino.

Giorgio Assennato

BRINDISI - Giunge, a distanza di alcuni giorni dal fatto, un documento del fronte ambientalista in cui si spiegano le ragioni del dissenso rispetto a quanto affermato dal direttore di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, a proposito dell'incidenza delle malattie tumorali nel territorio brindisino. Lo pubblichiamo integralmente.

In due giorni, prima a Brindisi e poi a Taranto, alcune dichiarazioni del direttore generale dell’Arpa, Prof Giorgio Assennato, hanno fatto discutere.  A Brindisi, durante la presentazione di un rapporto elaborato nei mesi precedenti sulla situazione sanitaria ed ambientale da un tavolo tecnico presso il Comune, Assennato ha comunicato il completamento del primo anno del registro tumori di Brindisi annunciando una situazione “non catastrofica” dell'incidenza dei tumori.

Assennato nell’incontro brindisino, attaccando apertamente le associazioni ambientaliste, ha lamentato le critiche che queste rivolgerebbero all’Arpa invece di indirizzarle al livello politico reo di non metter l’Agenzia in condizioni di operare adeguatamente, di non considerare obbligatori e vincolanti i suoi pareri nelle conferenze di servizio per le concessioni delle Aia, di ostacolare la nascita di un sistema di agenzie nazionali indipendenti dalla nomina politica, di non voler introdurre la valutazione del danno sanitario nelle stesse Aia.

Quanto lamentato dal Direttore generale dell’Arpa è stato più volte denunciato  dalle associazioni ambientaliste e Assennato, non essendo riuscito a ottenere quella maggiore efficienza dell'Agenzia da Governo e Regione, dovrebbe  rivolgere pubblicamente a tali Istituzioni le sue rimostranze. Egli invece, chissà con quale logica, scarica i suoi malumori  sulle espressioni della società civile che ovviamente non hanno potere a riguardo.

Sempre a  Brindisi, mentre si presentava  il citato rapporto, che sintetizza le conoscenze sull’inquinamento ambientale e sanitario nella città sede di un Sito di Interesse Nazionale gravemente inquinato e che riporta elementi di danno sanitario anche molto recenti, come gli eccessi di malformazioni neonatali ed di ricoveri per malattia cardiorespiratorie, le parole di Assennato sui risultati di un solo anno - neppure recente - di registro tumori, sono apparse frettolosamente e superficialmente conclusive.

Non ci sorprende che certi tranquillizzanti “riflessi condizionati” scattino quando i media mettono in evidenza cattive notizie sulla salute e sull’ambiente, ma si tratta di un registro che genera l’effetto contrario dell’allarmistico “al lupo, al lupo”, per cui la gente non ha più fiducia nelle ripetute rassicurazioni, da qualunque parte provengano, che tutto sia a posto. E a posto la situazione  proprio non sembra essere se i dati messi a disposizione dal citato rapporto a Brindisi e, più approfonditamente, dalle indagini disposte dalla Magistratura a Taranto, riferiscono o numeri preoccupanti o dati meritevoli di ulteriori approfondimenti e correlazioni.

Suggeriamo e auspichiamo, infine, che tali indagini a Brindisi siano svolte con gli stessi criteri e competenze impiegate dalla magistratura tarantina. Fatto questo che dovrebbe consigliare alla Asl, all'Arpa, alla Provincia ed al Comune di incaricare le medesime competenze coinvolte a Taranto dal Tribunale per svolgere anche a Brindisi le indagini ambientali e sanitarie al fine di mettere in chiaro la effettiva situazione sotto il profilo del danno sanitario al di là di certe studiate cortine fumogene.

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Italia Nostra, Legambiente, WWF Brindisi, Fondazione “Dott. Antonio Di Giulio”, Fondazione “Prof. Franco Rubino”, A.I.C.S., ARCI, Acli Ambiente, Forum ambiente salute e sviluppo, Medicina Democratica, Salute Pubblica, Lipu, Comitato per la Tutela dell’Ambiente e della Salute del Cittadino, Comitato cittadino “Mo’ Basta!”, Comitato Brindisi Porta d’Oriente.

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