Processo Enel, Regione e polemiche

BARI - Che la Regione Puglia non fosse indicata tra le parti offese, lo sapevano tutti, BrindisiReport.it lo ha evidenziato nel primo rigo del servizio di ieri sulla terza udienza del processo Enel. Ciò malgrado, su mandato del presidente Vendola ieri era stata chiesta l'ammissione come parte civile, istanza rigettata dal giudice monocratico Francesco Cacucci. E subito si è scatenata la bagarre, ipotizzando da destra e dal centro che la costituzione possa essere stata volutamente tardiva.

La centrale di Cerano col carbonile scoperto

BARI - Che la Regione Puglia non fosse indicata tra le parti offese, lo sapevano tutti, BrindisiReport.it lo ha evidenziato nel primo rigo del servizio di ieri sulla terza udienza del processo Enel. Ciò malgrado, su mandato del presidente Vendola ieri era stata chiesta l'ammissione come parte civile, istanza rigettata dal giudice monocratico Francesco Cacucci. E subito si è scatenata la bagarre, ipotizzando da destra e dal centro che la costituzione possa essere stata volutamente tardiva.

C'è chi, come Massimo Ferrarese, ex presidente della Provincia di Brindisi e candidato al Parlamento per l'Udc, arriva ad affermare che "mi è dispiaciuto aver constatato che la mancata costituzione di parte civile da parte della Regione Puglia nel processo Enel, dimostri come la politica ambientale di Vendola era solo una messa in scena, fatta di: proclami, comizi e sfilate".

In perfetta sintonia con il capogruppo del Pdl al consiglio regionale, Rocco Palese, il quale annota che "la consueta puntualità dell'Avvocatura Regionale nonché le polemiche sollevate da noi ma anche dal collega Losappio sulla mancata costituzione di parte civile alla prima udienza utile del processo all'Enel in corso a Brindisi, inducono il sospetto che la costituzione tardiva nell'udienza di ieri non sia stata casuale, non sia cioè frutto di un errore dell'Avvocatura ma di una decisione, o meglio di una mancata decisione, politica della giunta Vendola".

Ma Ferrarese va oltre, attribuendosi il merito di aver obbligato Enel ad investire 400 milioni in ambientalizzazioni, e quello del trasferimento della rete di centraline Enel al controllo dell'Arpa, che in realtà è un protocollo firmato anni prima dall'amministrazione di Michele Errico. Probabilmente Enel (che sponsorizza la squadra di basket cittadina, di cui Ferrarese è il patron), sui 400 milioni la pensa diversamente, mentre Michele Errico notoriamente non ha mai considerato Ferrarese un ambientalista.

Indirettamente, risponde a tutti una nota della stessa Regione Puglia: "L'Avvocatura della Regione Puglia, in relazione alle decisioni assunte dal Tribunale di Brindisi circa l'ammissibilità delle costituzioni di parte civile nel processo in corso innanzi al Tribunale penale di Brindisi relativo alla dispersione delle polveri di carbone provenienti dall'impianto Enel sito in località Cerano, chiarisce che la Regione Puglia non ha mai ricevuto la notifica del decreto di citazione diretta a giudizio, in quanto non è stata inserita tra le persone offese, al contrario di quanto avvenuto per il Ministero dell'Ambiente, della Provincia di Brindisi e del Comune di Brindisi".

"Una volta appresa l'imminenza dell'udienza, la Regione ha comunque inteso richiedere l'ammissione come parte civile sulla scorta di recenti orientamenti giurisprudenziali, sebbene l'ammissione non fosse scontata. Ovviamente, la costituzione di parte civile, in tale contesto, è stata disposta d'urgenza dal Presidente, come consentito dallo Statuto regionale. In ogni caso, la Regione mantiene intatti tutti i propri diritti risarcitori, avendo interrotto il termini prescrizionali con atto stragiudiziale e potendo esperire azione risarcitoria all'esito del giudizio penale".

"Nessun disegno, nessun ritardo, nessuna inefficienza o, peggio, deliberata volontà di non costituirsi nel processo a carico di Enel in Provincia di Brindisi. Lo dico a chi esercita il proprio ruolo politico di opposizione a questo Governo Regionale ma anche, o soprattutto, a chi per strumentalizzazioni politiche da campagna elettorale tenta di scatenare tempeste in un bicchiere d'acqua", ha detto oggi l'assessore regionale all'Ambiente, Lorenzo Nicastro.

"La Regione Puglia non era indicata nel fascicolo del Procura competente tra le parti lese così come invece è accaduto per Comune di Brindisi, Provincia di Brindisi e Associazioni private del territorio e, di conseguenza, non ha ricevuto la notifica del decreto di citazione a giudizio. Il primo momento utile per rappresentare la propria volontà di costituirsi in giudizio come parte civile era, appunto, l'udienza di ieri", ha confermato Nicastro.

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