Processo polveri Enel, ammessi 80 testimoni

BRINDISI - Un’ottantina in tutto i testimoni citati nel processo Enel per la dispersione di polveri di carbone dal nastro trasportatore e dal carbonile della Federico II di Cerano: di questi, 53 sono i testi dell’accusa, sostenuta dal pm Giuseppe De Nozza che potrebbe in parte rinunciarvi anche per favorire la speditezza del dibattimento .

Una nuvola di polvere si leva dal carbonile di Cerano

BRINDISI - Un’ottantina in tutto i testimoni citati nel processo Enel per la dispersione di polveri di carbone dal nastro trasportatore e dal carbonile della Federico II di Cerano: di questi, 53 sono i testi dell’accusa, sostenuta dal pm Giuseppe De Nozza che potrebbe in parte rinunciarvi anche per favorire la speditezza del dibattimento visto che, va ricordato, è concreto il rischio di prescrizione. Nell’elenco integrale, figura Maurizio Portaluri (lo ha citato la Provincia, parte civile), primario di Radiologia a Brindisi e promotore di studi sul rapporto ambiente e salute nel territorio, con particolare riferimento all’incidenza di tumori.

Il dibattimento è entrato nel vivo oggi: stamani una nuova udienza dopo numerosi rinvii, presso l’aula Metrangolo del tribunale di Brindisi, dinanzi al giudice monocratico Francesco Cacucci. Sono state depositate le liste dei testimoni e ammesse le fonti di prova. Il legale della Provincia, Rosario Almiento, che ha presentato richiesta di risarcimento per 500 milioni di euro per danni di immagine oltre che ambientali, alla salute, alla perdita di chance per il territorio e per altri eventuali e potenziali voci di danno patrimoniali subiti dalla provincia e dai cittadini, ha chiesto e ottenuto l’acquisizione nel fascicolo del dibattimento di 28 articoli estratti da giornali online e cartacei, locali e nazionali, per documentare l’impatto mediatico della vicenda, assurta agli onori delle cronache dopo un esposto dei contadini e dopo che il sindaco dell’epoca, Domenico Mennitti, il 28 giugno 2007 emise un’ordinanza di divieto di coltivazione dei terreni vicini all’asse attrezzato, lungo almeno 12 chilometri.

Il Comune invece, assistito dall’avvocato Daniela Faggiano, ha chiesto di ascoltare tra gli altri il responsabile del parco regionale delle Saline di Punta della Contessa, vicino alla centrale. E’ stato ascoltato un maresciallo del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri che ha condotto le indagini insieme alla Digos di Brindisi, monitorando la situazione dal 2009 al 2011 (la dispersione di polveri dal carbonile scoperto di Cerano) e che si fondano anche sugli esiti della perizia affidata al Ctu Claudio Minoia, che condusse prelievi e misurazioni nell’autunno del 2009.

Sotto processo ci sono 15 persone tra dirigenti Enel e imprenditori locali, imputati per danneggiamento e getto pericoloso di cose. Secondo l’accusa non sarebbero state attuate le azioni necessarie per scongiurare o ridurre la dispersione della polvere di carbone che avrebbe così provocato “danni, insudiciamento e imbrattamento delle colture”. Le polveri avrebbero danneggiato i terreni circostanti degli agricoltori, molti dei quali si sono costituiti parte civile al fianco di Comune, Provincia e associazioni ambientaliste.

Gli imputati sono Lorenzo Laricchia, responsabile del nastro trasportatore del carbone, difeso da Tommaso Marrazza e Michele Laforgia); Giuseppe Varallo, 50 anni, responsabile nastro trasportatore; Diego Baio, 53 anni, responsabile protempore dell’ufficio Ambiente e sicurezza di Cerano (Marrazza e Nanni); Calogero Sanfilippo, Luciano Pistillo e Antonino Ascione (Marrazza e Nanni), tutti e tre ex responsabili dell’Unità di business Brindisi-Cerano, e l’ex capo centrale Vincenzo Putignano (Marrazza).

Quindi Luca Screti, 40 anni, residente a San Pietro Vernotico, titolare della ditta “Nubile” (avvocato Di Serio) e Aldo Cannone, 59 anni, brindisino, titolare della impresa omonima (avvocato Giorgio Rainò), addetti al trasporto carbone; Sandro Valery, responsabile protempore area business Enel Produzione (Marrazza e Nanni); Fausto Bassi, Unità Business Cerano (Marrazza e Marchioro); Giammarco Piacente, unità operativa Esercizio Ambiente e Sicurezza a Cerano (Marrazza e Marchioro); Fabio De Filippo, stesso settore di Piacente (Marrazza e Marchioro); Massimo Distante, Movimentazione combustibili Cerano; Giovanni Madia.

Parti civili anche Greenpeace, Salute pubblica, Legambiente, Medicina democratica. Responsabili civili sono Enel Produzione e le ditte Cannone e Nubile di Brindisi. Nella prossima udienza, il 9 ottobre, sarà ascoltato l’ispettore della Digos, Alessandro Cucurachi e saranno proiettate le immagini delle conseguenze provocate dalla dispersione di polveri alle coltivazioni circostanti.

 

 

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