Protesta a Tuturano contro la costruzione dell’elettrodotto di Moncada

TUTURANO – Contro un elettrodotto che permetterà ad Enel di bruciare più carbone nella centrale Federico II e, contemporaneamente porterà livelli elevatissimi di inquinamento elettromagnetico a pochi passi da una scuola materna di Tuturano, questa sera hanno manifestato con un sit in pubblico in via Vittorio Emanuele i gruppi di opposizione del consiglio comunale di Brindisi.

TUTURANO - Contro un elettrodotto che permetterà ad Enel di bruciare più carbone nella centrale Federico II e, contemporaneamente porterà livelli elevatissimi di inquinamento elettromagnetico a pochi passi da una scuola materna di Tuturano, questa sera hanno manifestato con un sit in pubblico in via Vittorio Emanuele i gruppi di opposizione del consiglio comunale di Brindisi.

C'erano Salvatore Brigante, Luciano Loiacono e Antonio Monetti del Pd, Pasquale Luperti di Alleanza per l'Italia ma alla protesta hanno aderito anche Udc, Idv, Democratici e repubblicani e Sviluppo e lavoro. Tutti compatti contro l'elettrodotto del gruppo siciliano Moncada Energy Group che porterebbe in Italia con 130 chilometri di elettrodotto sottomarino e 14 da Cerano all'impianto elettrico di Brindisi Sud, l'energia eolica prodotta a Valona con un parco di 250 aerogeneratori da 2 Megawatt e che costerà 750 milioni di euro.

Nasce sui monti albanesi ma, nel tratto di 14 chilometri su territorio brindisino lambirà parte dei boschi Santa Teresa e dei Leucci e il centro abitato della frazione di Tuturano. I cittadini hanno annunciato, proprio in occasione del sit in, che costituiranno un comitato e promuoveranno una raccolta di firme "contro l'ennesima decisione che coinvolge Brindisi ma viene presa a Roma". La Conferenza dei servizi infatti, ha già espresso parere favorevole sul progetto mentre al consiglio comunale resta il compito di approvare una semplice "presa d'atto" sulla decisione.

"Questo impianto è un cavallo di Troia - conferma Salvatore Brigante - se da un lato porterà in Italia energia pulita prodotta in Albania, dall'altro consentirà ad Enel di esportare la propria: questo significa aumento della produzione e, dunque, aumento delle quantità di carbone da bruciare. A farne le spese sarà il nostro ambiente". Contro queste decisioni e, più in generale, contro impianti come il rigassificatore, i gruppi di opposizione vogliono sensibilizzare il sindaco Domenico Mennitti a prendere decisioni anche contro il Governo centrale.

"Troppo comodo presentarsi alla manifestazione del 19 - conclude Brigante - e illudere i ragazzi del No al carbone di essere dalla loro parte senza però avere il coraggio di scrivere al Ministero per prendere una posizione contro un governo di centrodestra. Scriva a Berlusconi piuttosto, e riporti a lui la volontà di questo territorio che non vuole più essere depredato dai gruppi industriali".

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