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Prova di forza di Enerambiente, ma il personale fa quadrato: “Licenziati? Lavoriamo lo stesso”.

OSTUNI – Le lettere di licenziamento sono piovute per tutti: funzionari territoriali e operai. Una sessantina gli impiegati destinatari della missiva firmata dai vertici di Enerambiente. E stamane, all’alba, l’epilogo di una rottura definitiva: gli emissari dell’azienda, giunti ad Ostuni per chiudere i conti e recuperare il parco automezzi, avrebbero tentato di impedire ai lavoratori di svolgere regolarmente il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, paventando ritorsioni giudiziarie a carico degli stessi nel caso in cui avessero utilizzato i camion dell’impresa. Una presa di forza, quella di Enerambiente, naufragata alle prime luci del giorno, di fronte alla decisione dei dipendenti di fare quadrato: “Siamo stati licenziati, la società non può dunque imporci proprio nulla”.

OSTUNI - Le lettere di licenziamento sono piovute per tutti: funzionari territoriali e operai. Una sessantina gli impiegati destinatari della missiva firmata dai vertici di Enerambiente. E stamane, all'alba, l'epilogo di una rottura definitiva: gli emissari dell'azienda, giunti ad Ostuni per chiudere i conti e recuperare il parco automezzi, avrebbero tentato di impedire ai lavoratori di svolgere regolarmente il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, paventando ritorsioni giudiziarie a carico degli stessi nel caso in cui avessero utilizzato i camion dell'impresa. Una prova di forza, quella di Enerambiente, naufragata alle prime luci del giorno, di fronte alla decisione dei dipendenti di fare quadrato: "Siamo stati licenziati, la società non può dunque imporci proprio nulla".

Al resto, ci hanno pensato l'Amministrazione comunale e il Questore di Brindisi, Vincenzo Carella, con ordinanze e provvedimenti che hanno messo nelle condizioni i lavoratori di svolgere regolarmente il servizio. In nottata, infatti, l'Ufficio legale del Comune, sulla scorta di una ordinanza concordata con la Questura, aveva sancito la requisizione del deposito (sito nella Zona industriale della Città bianca) e del parco mezzi: camion e camionette di cui l'impresa era già pronta a riappropriarsi, privando il personale a cui aveva dato il benservito degli strumenti per eseguire la raccolta.

Ieri mattina, nonostante le pressioni ricevute, tecnici, autisti e operai hanno regolarmente messo in moto gli autocarri. Non solo. Una delegazione del personale si è recata presso il magazzino di via Newton, a Brindisi, tornando in possesso di altri tre camion che su ordine degli emissari di Enerambiente erano stati portati nel deposito del capoluogo, in attesa di prendere la via per Napoli, altro fronte caldo di Enerambiente. Proprio a Brindisi, all'interno dell'area del Porto, dove la stessa impresa gestisce analogo appalto, è alta la vigilanza, al fine di scongiurare ulteriori colpi di mano aziendali.

Ordinanze amministrative e direttive della Questura sono state, intanto, regolarmente notificate alla ditta. La volontà è quella di salvaguardare gli interessi della cittadinanza, garantendo la prosecuzione dell'indispensabile servizio di igiene ambientale. Il futuro è incerto. Ma il presente parte da una certezza: i dipendenti hanno offerto la loro disponibilità a coprire il servizio, per qualche giorno, in autogestione. Sarà il Comune, in attesa che venga individuata una ditta in grado di subentrare ad Enerambiente sino a nuova gara, a farsi carico direttamente del costi del servizio.

Al momento, dunque, è scongiurato il rischio che la Città Bianca affondi nel baratro dell'emergenza rifiuti a causa di una decisione unilaterale assunta da Enerambiente, la ex Slia, la stessa società che si trova al centro della crisi del capoluogo campano dove vanta un credito enorme nei confronti dell'amministrazione comunale. A Ostuni, l'azienda operava da tempo in regime di proroga a causa della mancata designazione del gestore unico per l'Ato Br/1, e l'ultimo di questi periodi è scaduto proprio alla mezzanotte di ieri.

Nei giorni scorsi non è stato possibile ottenere da Enerambiente la disponibilità a proseguire il servizio per altri otto mesi a far data da oggi, e la società con sede a Venezia (che peraltro avrebbe vantato crediti per 2 milioni e mezzo di euro) aveva per questo comunicato la volontà di interrompere il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani.

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