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Punta Penne e Punta del Serrone da discarica diventano oasi sul mare

La mega discarica di Punta Penne e Punta del Serrone diventa un'oasi sul mare. Questa mattina, martedì 8 luglio, è stata inaugurata l'area bonificata. E'emerso un vero paradiso: ventitré ettari di litorale e di macchia mediterranea, rimasti per decenni inaccessibili a causa della presenza notevole di ogni genere di rifiuti, sono di nuovo disponibili alla città

BRINDISI - La mega discarica di Punta Penne e Punta del Serrone diventa un’oasi sul mare. Questa mattina, martedì 8 luglio, è stata inaugurata tutta l’area: un terreno di 23 ettari completamente bonificato. Erano presenti il sindaco di Brindisi  Mimmo Consales, il dirigente del settore Urbanistica Fabio Lacinio, il comandante della Capitaneria di Porto Mario Valente, il segretario dell’Autorità Portuale Salvatore Giuffrè, il comandante della Brigata Marina San Marco Pasquale Guerra e il comandante dei vigili urbani Teodoro Nigro. 

Quello che è emerso dagli interventi di bonifica è un vero e proprio paradiso: finalmente ventitré ettari di litorale e di macchia mediterranea, rimasti per decenni inaccessibili a causa della presenza notevole di ogni genere di rifiuti tra cui anche quelli pericolosi, sono di nuovo disponibili alla città. Il progetto di risanamento dell’area risale all’amministrazione Mennitti che qualche anno addietro intravide la possibilità di realizzare tali interventi accedendo ai fondi regionali per una somma di circa 2,1 milioni di euro. Una operazione che, poi, è stata portata a compimento da Consales e la sua squadra che oggi hanno inaugurato la zona ripulita.

L'inaugurazione di Punta Penne e Punta del Serrone

Era una montagna di rifiuti, quella che aveva  oscurato uno dei posti più belli di Brindisi di grande rilevanza storica, artistica, culturale e paesaggistica. Esattamente 32 tonnellate di plastica, 14 di vetro, 9 di rifiuti biodegradabili, 19mila tonnellate di rifiuti di demolizione e costruzione, 580 kg di pneumatici e 135 tonnellate di amianto sono stati recuperati dagli addetti ai lavori nel corso dell’agognato intervento di bonifica. Sono stati, inoltre, recintati tutti i fronti liberi;  realizzati cancelli, accessi pedonali, passarelle sospese e a raso, isole riposo; posati cestoni in plastica per la raccolta differenziata e bacheche illustrative disseminate su tutti i percorsi; introdotte piante di varie essenze autoctone della macchia mediterranea e realizzate attività di sistemazione e modellazione morfologica dell’area mediante l’apporto del terreno vegetale. Sono ancora da mettere a  dimora 13mila piante  di varie essenze autoctone a cura dell’Arif (Agenzia Regionale per le attività irrigue e forestali). 

A ciò va aggiunto che sempre nell’ambito del lavoro di riqualificazione della zona, verranno eseguiti altri interventi per valorizzare tutte le strutture, le costruzioni che esistono all’interno di Punta Penne e Punta del Serrone, affinchè possano essere utilizzate per scopi  turistico-ricettivi. Per questo, infatti, l’amministrazione comunale ha fatto sapere che bandirà una gara pubblica per creare all’interno dell’area tre stabilimenti balneari che diano nuove occupazioni, nuove opportunità per i cittadini e per tutti i turisti. 

Questo non è un punto d’arrivo, ma di partenza perché- così come ha spiegato Consales – c’è anche da considerare il finanziamento della Regione di 300mila euro ottenuto dal Comune per recuperare la caletta di Materdomini e quello di 1 milione e mezzo  di euro richiesto sempre allo stesso ente, in gran parte già avuto per bonificare l’area retrostante il parco di Sbitri, inaugurato lo scorso anno. Insomma, il caldo è arrivato e l’inaugurazione di Punta Penne e Punta del Serrone probabilmente calza a pennello con l’inizio dell’estate. Ma adesso arriva la parte più difficile: tra vari bagno e momenti di relax sarà fondamentale prendersi cura di questa nuova oasi. (Fotoservizio Gianni Di Campi)

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