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Domenica, 25 Settembre 2022
Ambiente

Quale sviluppo: testimonial Alex Zanotelli

BRINDISI - Martedì 8 novembre alle 17 nella sala conferenze del Museo Provinciale, in piazza Duomo a Brindisi, avrà luogo la presentazione del documento redatto dalle Associazioni Italia Nostra, Legambiente, Fondazione Di Giulio, Fondazione Rubino, Aics, Arci, Acli, Forum ambientee sviluppo, Medicina democratica, Salute pubblica, Lipu, Comitato per la tutela dell’ambiente e della salute del Cittadino, Comitato cittadino “Mo Basta”, Comitato Brindisi Porta d’Oriente.

BRINDISI - Martedì 8 novembre alle 17 nella sala conferenze del Museo Provinciale, in piazza Duomo a Brindisi, avrà luogo la presentazione del documento redatto  dalle Associazioni Italia Nostra, Legambiente, Fondazione Di Giulio, Fondazione Rubino, Aics, Arci, Acli, Forum ambientee sviluppo,  Medicina democratica, Salute pubblica, Lipu, Comitato per la tutela dell?ambiente e della salute del Cittadino, Comitato cittadino ?Mo Basta?, Comitato Brindisi Porta d?Oriente.

Il programma prevede: la relazione di Ferdinando Spina dell?Università del Salento e contributi di Vitantonio Gioia, direttore del Dipartimento di scienze sociali e della comunicazione Università del Salento, Michela Almiento, segretaria generale della Cgil brindisina, Franco Boero, docente di Zoologia Università del Salento, Sergio Botrugno, presidente Codiretti di Brindisi. Seguiranno le riflessioni di padre Alex  Zanotelli, da anni sulla breccia della causa ambientalista, in ultimo nei recenti referendum su acqua pubblica e nucleare, e nella questione dei rifiuti della Campania.

Il documento annunciato dal fronte ambientalista brindisino non a caso viene presentato alla vigilia di una difficile campagna elettorale amministrativa, che sfocerà nel voto di primavera per dare alla città un nuovo sindaco e un nuovo consiglio comunale. Il carbone è uno dei temi centrali, oggetto nella giornata odierna di un comunicato in cui le stesse associazioni si dichiarano soddisfatte per la partecipazione ottenuta alle iniziative  del 29 ottobre. "Una discutile simbiosi tra tessuto economico e politico che, nel 2003, mandò al macero una precedente convenzione che conteneva precise garanzie di tutela per il nostro territorio", viene definita la svolta impressa otto anni fa agli assetti del polo energetico brindisino.

"Ed è un peccato che in molti dimentichino questo ultimo aspetto nel tentativo di difendere strenuamente il sistema carbone a Brindisi in quanto non sono le presunte menzogne delle associazioni ambientaliste ad avvelenare l?aria ma la memoria corta di chi ritiene legittimo  uno stato di degrado ambientale, economico e sociale causato dalla malizia di un sistema industriale che aveva trovato fertile terreno nella politica mutando i diritti di un territorio in guadagno economico per una parte  di se stesso", sostengono le associazioni in un altro passaggio del loro comunicato odierno.

"E? deprimente assistere alle polemiche di espressioni minoritarie impegnate a ostacolare la richiesta di ripristino della legalità a tutela del territorio, un sistema di produzione alternativo che valorizzi le vocazioni e risorse locali. Per non parlare della salute dei cittadini sempre più compromessa e svenduta da uno inaccettabile sviluppo monoculturale dell?industria energetica", affermano gli autori della nota. "Inoltre riteniamo assolutamente contestabile il programma di sequestro della CO2 che viene da tempo sbandierato dalle aziende come la via d'uscita dal problema emissioni di gas serra. Essa rappresenta solo una mera ipotesi sperimentale".

"Il carbone ha inquinato ampie fasce del nostro territorio agricolo, ha inquinato la versatilità del nostro porto, ha inquinato la democraticità delle sale consiliari, ha inquinato la nostra salute,  ha inquinato la società creando contrapposizioni nonostante vi sia una conclamata  maggioranza di cittadini che ne vorrebbe una drastica riduzione", è il giudizio finale.

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