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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Ambiente

Rifiuti pericolosi, un deposito illegale

GALATINA – Senza alcuna autorizzazione smaltivano rifiuti speciali pericolosi su un terreno di circa 10mila metri quadrati a Galatina in provincia di Lecce. Tutta l’area interessata è stata sottoposta a sequestro preventivo d’urgenza dai carabinieri del Noe di Lecce – che ha condotto le indagini sotto la direzione del capitano Nicola Candido. I reati contestati all’amministratore della società – denunciato anche alla Procura della Repubblica di Lecce - sono: gestione illecita di rifiuti, miscelazione non autorizzata di rifiuti speciali pericolosi nonché attivazione di uno scarico di reflui industriali in assenza di autorizzazioni. Valore dei beni all’interno dell’area, un milione di euro circa. Potrebbero essere coinvolte altre società.

GALATINA - Senza alcuna autorizzazione smaltivano rifiuti speciali pericolosi su un terreno di circa 10mila metri quadrati a Galatina in provincia di Lecce. Tutta l'area interessata è stata sottoposta a sequestro preventivo d'urgenza dai carabinieri del Noe di Lecce - che ha condotto le indagini sotto la direzione del capitano Nicola Candido. I reati contestati all'amministratore della società - denunciato anche alla Procura della Repubblica di Lecce - sono: gestione illecita di rifiuti, miscelazione non autorizzata di rifiuti speciali pericolosi nonché attivazione di uno scarico di reflui industriali in assenza di autorizzazioni. Valore dei beni all'interno dell'area, un milione di euro circa. Potrebbero essere coinvolte altre società.

Una bomba ad orologeria, l'impianto che è stato sequestrato dai carabinieri del Noe di Lecce a Galatina. Il mega impianto, vale poco meno di un milione di euro, riceveva rifiuti speciali pericolosi da diverse regioni del Mezzogiorno; ubicato su un'area di 10mila metri quadrati, ospita un capannone di circa 1000 metri quadrati e vari piazzali sui quali venivano stoccati i rifiuti, consistenti in imballaggi in ferro e plastica, utilizzati per contenere sostanze pericolose. Il sequestro è avvenuto a parziale conclusione di indagini d'iniziativa scaturite a seguito di un controllo ambientale nel Salento.

Su tutto il sito sono stati riscontrati sversamenti sul terreno di sostanze altamente pericolose e tossiche, fuoriuscite dagli imballaggi e in alcuni casi anche esposti senza alcun tipo di protezione agli agenti atmosferici mentre all'interno del grosso capannone - che al controllo dei carabinieri è risultato essere sprovvisto delle previste indicazioni ed analisi relative alla caratterizzazione dei rifiuti - vi erano delle enormi cisterne in plastica, contenenti miscelazioni di rifiuti speciali pericolosi.

La parte dello stoccaggio dei rifiuti - irregolare - veniva effettuata sui piazzali scoperti, quindi ne determinava, in caso di pioggia, la contaminazione delle acque meteoriche che successivamente confluivano in aiuole poste a ridosso dei muri perimetrali dell'azienda. Al termine della preliminare attività da parte dei carabinieri, l'amministratore unico della società è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Lecce per gestione illecita di rifiuti, miscelazione non autorizzata di rifiuti speciali pericolosi e attivazione di uno scarico di reflui industriali in assenza di autorizzazioni. Sul posto sono anche intervenuti gli ispettori dello Spesal Asl per i controlli sulla prevenzione e sicurezza sul posto di lavoro.

Dell'ingente sequestro i carabinieri del Noe hanno avvertito le autorità competenti. L'impianto sequestrato a Galatina potrebbe nascondere altri segreti, viste le tante aziende del Sud Italia che venivano a scaricare e smaltire rifiuti.

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