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Rifiuti&Ricorsi: il Tar decide il 3

BRINDISI – Ce la farà il nuovo sindaco della città capoluogo a risolvere l'annosa questione dei rifiuti? La gara d'appalto sulla gestione della discarica e degli impianti di cdr (combustibile da rifiuti), biostabilizzazione e di smaltimento dello stesso cdr affidata per 15 anni all'Ati della Nubile è bloccata. È ferma per tre ricorsi al Tar, due aditi dalle aziende concorrenti alla Nubile (la Cogeam e l'Agecos) il terzo da parte della stessa Nubile che ha presentato ricorso verso le altre due.

BRINDISI - Ce la farà il nuovo sindaco della città capoluogo a risolvere l'annosa questione dei rifiuti? La gara d'appalto sulla gestione della discarica e degli impianti di cdr (combustibile da rifiuti), biostabilizzazione e di smaltimento dello stesso cdr affidata per 15 anni all'Ati della Nubile è bloccata. È ferma per tre ricorsi al Tar, due aditi dalle aziende concorrenti alla Nubile (la Cogeam e l'Agecos) il terzo da parte della stessa Nubile che ha presentato ricorso verso le altre due.

Il risultato è che il Tar si esprimerà su tutti e tre i contenziosi il 3 maggio prossimo. Nel frattempo il Comune di Brindisi deve occuparsi dell'esistente: della gestione della discarica e del trito-vagliatore affittato solo per pochi mesi. Parte così un'altra proroga per un mese alla Nubile e agli impianti per la discarica di Autigno, mentre il Comune è a lavoro per l'indizione di una nuova gara d'appalto provvisoria per altri 4 mesi. Sino a quando le questioni della giustizia amministrativa non troveranno una definizione. Ma restano fermi gli impianti alla zona industriale del cdr e il biostabilizzatore, per il quale il Comune di Brindisi è già stato messo in mora dall'Unione Europea (sono nati circa 8 anni fa, ma non sono mai entrati in funzione).

Ed intanto a complicare la vicenda anche un'informativa acquisita presso la prefettura di Milano, su un'azienda lombarda che fa parte dell'Ati della Nubile, e che in passato aveva fatto parte di un'altra Associazione temporanea di imprese, con una società in odor di mafia. La prefettura di Milano ovviamente non può aver chiesto di non sottoscrivere il contratto, ma semplicemente di tenere sotto controllo la gestione dell'appalto. Intanto il commissario straordinario Bruno Pezzuto ha deciso di avviare delle verifiche.

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